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Una questione privata

Autore:

Beppe Fenoglio


Narratore:

esterno.


Focalizzazione:

esterna.


Ambientazione:

Piemonte, Torino e Alba.


Tempo:

anni della guerra di resistenza delle langhe (1943-45), la narrazione dura solo pochi giorni.


Protagonista:

Milton: originario di Alba, partigiano azzurro badogliano, innamorato perso di Fulvia, che non riesce a dimenticare, è sconvolto dalla notizia non accertata che questa si sia fidanzata con Giorgio.

Personaggi:



    -Fulvia: vecchio amore di Milton, originaria di Torino, viveva in una bella casa nelle campagne di Alba dove Milton e Giorgio andavano spesso a trovarla.
    -Giorgio Clerici: vecchio conoscente di Milton, all’ora innamorato di Fulvia, ora, forse, suo fidanzato; ragazzo viziato dalla ricchezza del padre, secondo Milton non adatto per la guerra.
    -la custode: custode della casa di Fulvia, e governante di questa, racconta a Milton del fidanzamento di Fulvia e Giorgio, rivelando che a lei però, non è mai piaciuto tanto il comportamento dei due insieme, la ragazza sembrava stare molto meglio quando Milton stesso andava a trovarla.
    -Ivan: partigiano compagno e amico di Milton.
    -Leo: capo di comando inferiore, della brigata di Milton, suo amico.
    -Sceriffo, Meo, Cobra, Jack, Jim, Moro, Frank: partigiani badogliani della compagnia di Mango, vecchi compagni del protagonista, ora compagni di Giorgio.
    -Pascal: capo di comando inferiore, della brigata di Mango.
    -aiutante maggiore Pan: a capo del comando di divisione, dove dovevano essere spediti tutti i prigionieri fatti dai comandi inferiori.
    -Morgan e Diaz: capi di due comandi inferiori.
    -Hombre: capo di una brigata dei partigiani rossi (stella rossa).
    -Némega: partigiano della brigata di Hombre.
    -Paco: ex partigiano azzurro compagno di Milton, quest’ultimo lo rincontra tra la brigata di Hombre.
    -Riccio: quattordicenne, preso prigioniero dai fascisti, durante il periodo di prigionia da aiuto in caserma ma, quando al tenente di quest’ultima arriva la notizia che un suo uomo è stato ucciso (il soldato ucciso da Milton), arriva anche il comando da un superiore di uccidere, per vendetta, il ragazzino.

I partigiani (descritti nel libro) si dividono in:
- partigiani badogliani, detti anche azzurri, con idee liberali e pacifiste;
- Brigate Garibaldi: partigiani della Stella rossa (o rossi), detti anche garibaldini, comunisti.
Entrambi combattono per la guerra di resistenza contro i nazifascisti, sono quindi tutti antifascisti.

Storia:


La narrazione si apre durante un giro di ricognizione nelle campagne di Alba da parte di Milton e il suo compagno Ivan. Durante il giro, Milton riconosce la vecchia casa della sua amata, Fulvia, e decide, invitato dalla governante, di rivisitare quelle vecchie stanze piene di ricordi, in cui ormai nessuno abita da vari anni; la governante poi racconta al soldato del fidanzamento di Fulvia con il loro amico in comune, Giorgio. Preso dallo sconforto, Milton decide di andare alla ricerca dell’amico per avere notizie più certe.
Milton, tornato al suo comando di Treiso, chiede a Leo, suo comandante, il permesso per una mezza giornata per andare a parlare con Giorgio, arruolato tra i partigiani azzurri di un altro reggimento; accordatosi con Leo, la mattina Milton, tra la densa nebbia, s’incammina verso il reggimento di Mango.
Milton, arrivato dove desiderava, non trova Giorgio perché uscito in ricognizione, quindi decide di aspettare il ritorno del suo gruppo. Quando questo arriva però, Giorgio non è con loro e altri commilitoni dichiarano a Milton di aver staccato di qualche metro Giorgio, a cui piace sempre isolarsi; l’amico preoccupato decide di andarlo a cercare ma dopo un po’ di tempo, ritorna alla base senza successo. Il giorno seguente si scopre, dal racconto di un contadino, che Giorgio è stato preso dai nemici.
Tra i partigiani, Milton sembra l’unico a preoccuparsi per l’amico e, chiedendo l’aiuto di Pascal e Sceriffo, viene a sapere che, in nessuna divisione partigiana azzurra ci sono possibili prigionieri da scambiare con Giorgio; così Milton riparte verso Treiso, dove ha più possibilità di trovare soldati nemici da fare prigionieri e da scambiare.

Durante il tragitto il ragazzo incontra una sentinella partigiana rossa, che lo indirizza al posto di guardia, dove Milton chiede di parlare con il comandante Hombre che però non c’è, allora il sottoufficiale Némega parla con lui, lo assicura di non avere prigionieri e lo fa parlare con Paco, ex badogliano amico e compagno di Milton, che gli rivela della fucilazione di un comandante nemico, eseguita il giorno prima.
Milton prosegue così verso Canelli e la sera, lungo la strada, si ferma in un casale sperduto, dove la propretaria lo accoglie e gli offre del cibo per rifocillarsi e si sofferma a parlare con lui della guerra*; ripartendo il ragazzo decide di lasciare in custodia alla donna le sue armi, chiedendogli di riconsegnarle a Leo in caso non tornasse entro tre giorni.
Il giorno seguente, proseguendo per la sua strada, il ragazzo intravede in lontananza una compagnia di soldati nemici che si fermano in una piazzetta, Milton cerca di allontanarsi cercando rifugio ma comunque non perdendoli di vista, per seguirli appena ricominceranno a marciare verso la loro base, luogo perfetto per trovare prigionieri.
Seguendo la colonna (gruppo di soldati), senza avvicinarsi troppo, fino alla loro base, Milton si ferma a riposare in un vigneto, dove l’anziana proprietaria lo accoglie e gli offre del cibo, soffermandosi con lui a parlare della fine della guerra, rivelandogli di avere dei nipoti tra i partigiani della stella rossa e descrivendo al ragazzo, il passaggio di soldati nemici per le strade circostanti*.
Avendo avuto notizie dall’anziana, che un soldato nemico, ogni giorno, si reca dalla vicina di casa della vecchia, donna di facili costumi antipatica ai vicini, Milton decide di aggredire il soldato per farlo prigioniero e scambiarlo con l’amico, e questo accade; fatto il prigioniero però, mentre i due camminano verso la più vicina base partigiana, il prigioniero cerca di scappare e il ragazzo, di riflesso gli spara e lo uccide sul colpo.
La sera Milton si ferma a dormire in una stalla con altri partigiani con l’idea di ripartire il giorno dopo per Alba; durante la notte si susseguono vari racconti su dei commilitoni tra cui Giorgio, che viene preso di mira dagli altri soldati perché visto come un incapace, ma protetto da Milton.
Al mattino Milton riparte verso Alba, per andare a chiedere notizie più dettagliate alla governante di Fulvia, il ragazzo non è convinto di aver interpretato bene le sue parole.
Nel frattempo, in una base nemica, dopo aver scoperto che un soldato è stato ucciso, comandanti superiori decidono, per vendetta, di uccidere Riccio, un povero ragazzino fatto prigioniero mesi addietro, che pur non aver fatto niente di male, viene comunque assassinato**.
Milton proseguendo lungo la sua strada per arrivare alla casa di Fulvia, s’imbatte in due condogli nemici che, avendolo avvistato, lo inseguono sparandogli contro per vari chilometri; fino a che, Milton, dopo averli seminati, entra in un piccolo paesino per confondersi tra la folla, proseguendo a correre poi, entra in una foresta e qui si accascia.


*Sono presentate due vicende in cui si riconosce l’ospitalità della gente colpita dalla guerra, la fiducia che questa ha nei propri soldati che si oppongono al regime fascista, la fedeltà, soprattutto delle persone più anziane, alla propria patria, ai partigiani in questo caso, volendo liberare l’Italia dai fascisti. Questo si oppone ad alcuni comportamenti descritti nel libro, delle persone più giovani, presentate come non fedeli, non patriotte, che si pongono dalla parte dei nemici, come la vicina di casa dell’anziana padrona del vigneto che si incontra intimamente con un nemico, o come la maestra, descritta dai soldati di Maté, che dopo aver insultato più volte quest’ultimo e la sua compagnia è stata punita da Maté stesso.

**In questo capitolo, interamente dedicato alla vicenda di Riccio, si riscontra la pazzia, la voglia di vendetta, la freddezza, che la guerra porta con sé; Riccio non viene ucciso per una sua colpa, ma per ripagare col sangue, il sangue versato da Milton, inconsapevole che per sua colpa è stato ucciso un bambino. Ciò significa che ad ogni caduto da una parte corrisponde un caduto da parte dell’avversario, senza ripensamenti, senza decisioni da prendere, è una legge, “occhio per occhio, dente per dente” questo è ciò che lo scrittore vuole sottolineare con questo capitolo.

Durante il racconto, alla narrazione si alternano vari flashback in cui il narratore descrive i pensieri di Milton in merito a Fulvia e a Giorgio, il loro tempo libero prima che iniziasse la guerra, altri flashback avvengono durante i dialoghi tra Milton e altri commlitoni che gli raccontano di eventi e azioni avvenuti giorni, mesi o anni prima.

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