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La primavera dell'ariete

Titolo originale: The spring of the ram
Autore: Dorothy Dunnet
Casa editrice: Tea
Genere: romanzo storico

Recensione
Nicolas ha ormai avviato la sua fruttuosa attività di corriere fra l’Italia e le Fiandre, quando si imbarca in una nuova scommessa proponendosi di aprire, per conto di Firenze, una stazione commerciale a Trebisonda, sul Mar Nero, ultimo avamposto cristiano che resiste all’avanzata degli Ottomani.
L’impresa è molto rischiosa, soprattutto per gli ingenti prestiti che il giovane è costretto a chiedere a Cosimo De’ Medici, ma la questione si complica quando a Firenze compare Pagano Doria, futuro console di Genova a Trebisonda, con la sua giovanissima moglie: Catherine de Charetty, figliastra di Nicolas. La ragazza è scappata da Bruxelles per seguire il suo amato, con il quale si è sposata in modo misterioso e sarà compito della madre verificare la validità di questa unione.

Dopo un viaggio fitto di imprevisti e sabotaggi nel quale subiscono l’incendio della nave, il sequestro delle merci e godono della compagnia della principessa Violante di Nasso, Nicolas e i suoi collaboratori Julius l’avvocato, Tobia il medico, Godscalc il cappellano, John le Grant il capitano, Loppe, il fido servo africano e Astorre, comandante alla testa di 100 uomini armati, raggiungono la corte dell’imperatore Comneno a Trebisonda e, ormai certi che Pagano Doria voglia sabotarli per avere il primato commerciale, cercano di avvicinarsi alla corte senza immischiare nelle proprie lotte mercantili la piccola Catherine.
La lotta è dura: Doria non risparmia nessuna bassezza commerciale e personale per screditare la compagnia e per eliminare fisicamente il rivale, fino ad organizzare un’imboscata alla quale Nicolas riesce a fuggire solo grazie all’intervento della zia di Violante, la principessa turcomanna Sara Khatun. Con l’aiuto della donna Nicolas riuscirà a distruggere economicamente il rivale genovese, dietro il quale si cela, come finanziatore, Simon de Kilmerrin e si preparerà a difendere la città dall’assedio del Sultano ottomano Mehemet II.
Ma l’imperatore decide di consegnare Trebisonda in cambio di clemenza e Nicolas, i suoi collaboratori e la giovane Catherine, che ha imparato a valutare realmente le capacità del proprio marito, tornano a casa con un prezioso carico dai favolosi guadagni. Sbarcati a Venezia, però, Nicolas è colpito da nuove sciagure: Simon, burattinaio di Doria, pretende da Catherine il risarcimento delle perdite, ma deve cedere di fronte alla prova che il matrimonio fra i due non è mai stato valido e si vendica assestando al suo eterno nemico la stoccata più crudele, la morte della moglie Marianne.

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