Mika di Mika
Ominide 885 punti

Relazione schematica del libro "Vita nel medioevo" di Eileen Power
1. Bodo, un contadino del IX sec.
2. Marco Polo, un viaggiatore veneziano del XIII sec.
3. Madame Eglentyne, la superiora di Chaucer
4. La moglie del Ménagier, una donna di casa del XIV sec.
5. Thomas Betson, un commerciante di lana del XV sec.
6. Thomas Paycocke, un pannaiolo del XV sec.
Introduzione
Finalità del libro
* Inserire nel quadro storico a noi già noto, per lo più orientato verso la vita economica e politica, la vita dell’uomo comune, della piccola borghesia, dei contadini, allo scopo di fare confronti con la vita attuale.
* Contrapporsi con prepotenza alla storiografia “classica”.
* Dare uno stimolo ulteriore allo studio della materia, rendendola estremamente più concreta.

Il libro cerca di essere originale nella misura in cui l’autrice cerca di rendere protagonisti della storia persone non troppo lontane da noi.

Organizzazione del libro
Il libro è organizzato per personaggi, ed in ordine appaiono le storie di un contadino, un viaggiatore, una badessa, una donna di casa, un mercante ed un fabbricante di panno. L’autrice generalmente parte con analizzare il quadro sociale in cui è collocato il personaggio e dopo tenta di ricostruire il suo comportamento da alcune testimonianze che la storia ci ha lasciato. Ne escono ritratti completi e credibili.
Capitolo 1 : Bodo il contadino
La vita in un possedimento di campagna ai tempi di Carlo Magno
Fonte di informazione:
La principale fonte è un libro catastale che compilò un abate al fine di sapere con precisione quali terra appartenessero all’abbazia e a chi fossero date in gestione.
Cenni storici:
Dal libro sappiamo che i terreni appartenenti alla abbazia erano divisi in fiscs che erano dei fondi tanto grandi da poter essere amministrati da un fattore; ogni fiscs era successivamente diviso in terre tributarie e terre signorili: le seconde erano amministrate direttamente dai monaci tramite i fattori, le prime invece erano divise in quantità più piccole chiamate mansi ed abitate da coloni.
I coloni altro non erano che uomini considerati liberi dalla legge, ma legati alla terra che coltivavano: ad esempio, se il terreno su cui il colone lavorava era venduto, anche il colone veniva venduto con esso.
Il manso era abitato da una o più famiglie di coloni che svolgevano il lavoro necessario per il buon andamento dei propri campi.
Personaggio trattato:
In questo contesto sociale viene introdotta la figura del contadino Bodo, che ogni giorno cerca di mantenere la famiglia.

* Personaggio estremamente umano, contrapposto al contadino meschino e gretto dei racconti cortesi.
* Uomo molto legato alla famiglia e gli affetti.
* Usa ballare e cantare durante le feste popolari, notoriamente odiate dai monaci.
* Gira curiosando nelle grandi fiere cittadine.
* Probabilmente la sua testa ed il suo viso erano bruciati dalla torrida calura estiva e dai rigidi freddi invernali.
* Possiamo immaginare Bodo piangere per un raccolto non andato a buon fine o per un mancato versamento dei tributi.
* Bodo avvia i suoi figli, e soprattutto il più grande Wido, verso la sua futura vita da contadino.
* La vita di Bodo e sua moglie Ermatrude ci ricorda la vita dei paesi di non troppi anni fa, cadenzata all’incirca da suoi stessi ritmi.

Note conclusive:
Il racconto della Power su Bodo è interessante nella misura in cui dà un quadro chiaro sul rapporto tra padre e figlio e datore di lavoro (se così possiamo chiamarlo) e lavoratore ma nello stesso tempo è estremamente limitante in quanto la classe contadina era composta da non solo lavoratori semiliberi che potevano permettersi qualche festa o di passeggiare per le fiere, ma anche da uomini considerati come animali da soma e sottoposti a tasse e pressioni fiscale.
L’autrice ha quindi presentato un quadro che, nonostante sia completo ed accattivante, è forse un po’ limitato.
Capitolo 2 : Marco Polo
Un viaggiatore veneziano del XIII secolo
Personaggio trattato:
Nome: Marco Polo
Provenienza: Venezia, XIII secolo Marco Polo amava moltissimo sentire le storie di viaggi da marinai ed amici ed in particolare aveva una predilezione per i Tartari: Marco Polo parlava di continuo dei Tartari e si informava su tutto ciò potesse riguardarli, ed il motivo era semplice, il padre Niccolò Polo e suo zio Matteo erano partiti per un viaggio, verso occidente, di interesse economico ed erano scomparsi all'interno della Tartaria.
Storia
* Nel corso di questo viaggio i Polo conobbero il Kahn, il quale si informò del Papa, di Venezia e del mondo Occidentale in generale.
* Marco Polo, al ritorno del padre e dello zio, volle sentire i loro racconti.
* Successivamente il padre e lo zio dovettero ripartire, ma decisero di portare con loro il giovane Marco che fece moltissima esperienza e raccontò, successivamente, le sue storie.
* L'incontro fra Marco e il Khan fu l'inizio, sia di una grande amicizia e sia di una lunga e assidua collaborazione tra i due, perché il principe si accorse immediatamente che il giovane Polo era intelligente e moderato e incominciò a usarlo per vari incarichi: così Marco ebbe l'occasione di visitare le grandi regioni orientali che gli erano sconosciute.
* Marco Polo così conobbe una civiltà che in quel periodo, dal punto di vista economico, sociale e culturale, era molto più evoluta della nostra.
Note Conclusive:
* L'autrice in questo racconto utilizza un personaggio noto, come Marco Polo, per narrarci di moltissimi navigatori che navigavano continuamente tra oriente ed occidente.
* Pretesto per narrare della Venezia dei dogi e ampliare la visione anche sulle città asiatiche con i loro porti ed i loro tesori.
* L'autrice in questo modo riesce a spostare l'attenzione anche a paesi sconosciuti come la Cina del Medioevo, che, anche se lontani dalla nostra cultura, tutto sommato ne hanno lasciato un impronta.
Capitolo 3: Madama Eglentyne
La superiora di Chaucer nella vita reale
Fonte di informazione:
Le fonti principali usate per costruire il ritratto di Madama Eglentyne sono:

* "The Canterbury tales", di Chaucer
* Alcuni libri vescovili, che altro non erano che il risultato delle visite, da parte del vescovo, al convento delle monache.

Il primo, essendo una sfarzosa descrizione di una monaca, suscitò moltissime critiche tra gli storici, che lo considerarono un attacco alla mondanità della chiesa; alcuni pensano che Chaucer volesse dare una descrizione della figura femminile più positiva e curata possibile, altri pensano che si tratti di una satira.
L'altro libro invece tratta di pagine e pagine di lamentele di suore verso altre suore durante le visite del funzionario del vescovo.

Personaggio trattato:
* La protagonista del capitolo è la giovane Madama Eglentyne, una suora.
* La sua vita monastica incomincia molto giovane: suo padre, avendo tre figlie da far sposare e un figlio "dalle mani bucate", decise di sistemarne una in convento.
* Ad Eglentyne ciò non dispiacque, anzi, ne era fiera e prese il velo con certezza.
* Qui imparò a cantare, a pregare, a leggere e a parlare il francese.
* Doveva pregare, ogni giorno, ben 7 volte.
* Nel tempo libero avrebbe dovuto dedicarsi alla cucina o al ricamo; ogni tanto alla lettura o al giardinaggio.
* Col passare del tempo queste regole vennero trasgredite sempre di più dalle monache a causa del loro prendere i voti "forzato".
* Divenne Madre Superiora, ma fu accusata di sperperare i denari del convento ed essere più interessata alla vita mondana che a quella religiosa.
Note Conclusive:
* Questo corrisponde al ritratto di Chaucer in Canterbury Tales. Le monache, difatti, divennero sempre più simili a ricche signore che a monache rispettose.
* Forse questo e' il personaggio più divertente; la vita monastica che immaginiamo, in fondo, non è un miscuglio di preghiera e silenzio, ma anzi è caratterizzata da pettegolezzi e dispetti.
Capitolo 4: La moglie del Ménagier
Una donna di casa parigina del XIV secolo
Fonte di informazione:
Un libro scritto da un ricco parigino per dare qualche consiglio alla giovane ed inesperta moglie.
Il Ménagier era un ricco e colto uomo di affari francese che sposò una ragazza quindicenne di condizione sociale più elevata, restata orfana.
Decise di scrivere questo libro per aiutare la ragazza ed indirizzarla nella gestione della famiglia.
Breve analisi del libro del Ménagier:
* Il Ménagier inizia il libro scrivendo i motivi che hanno portato alla sua scrittura.
* L'opera è divisa in tre parti ognuna di 19 capitoli.
* Prima parte del libro: parla dei doveri della moglie verso il marito ed al metodo per essere una ottima donna di casa ed una educata signora dell'alta borghesia. Lei deve:
1. Volere bene al proprio uomo
2. Essere obbediente e piena di attenzioni
3. Sapersi guadagnare l'amore di suo marito
4. Sapere come comportarsi alla messa
* Seconda parte del libro: parla della gestione della casa. In particolare spiega come:
1. Mantenere il giardino e assumere giardinieri
2. Rammendare
3. Pulire vestiti e pellicce
4. Preservare i vestiti da pulci ed insetti
* Terza parte del libro: avrebbe dovuto contenere tre parti: un trattato di falconeria, un certo numero di giochi che si potevano fare dentro casa, ed alcuni indovinelli aritmetici. Purtroppo però il Ménagier non riuscì mai a finire il suo libro.
Capitolo 5: Thomas Betson
Un commerciante di lana del XV secolo
Note generali:
* Il commercio della lana era il settore commerciale più esteso e redditizio dell'Inghilterra, di conseguenza la più importante corporazione di commercianti inglesi era quella dei Mercanti dell'Emporio, che trattavano per l'appunto la lana.
* Tutta la lana e le pellicce di pecora, il cuoio e le pelli dovevano passare per l'emporio, città-mercato che a quel tempo era Calais.
* Il commercio della lana, in Inghilterra, fiorì fino alla fine del Medioevo, e solo durante il XV secolo incominciò a sentire la concorrenza di un'altra compagnia, quella degli Avventurieri, la quale aveva incominciato a fare affari esportando stoffe. La lana che veniva esportata veniva successivamente venduta alle famose città manifatturiere dei Paesi Bassi, le quali producevano stoffe e vestiti.
Fonte di informazione:
* La fonte di cui si serve la scrittrice per raccontare la storia di questo instancabile commerciate sono delle sue lettere private, nelle quali traspare un uomo ricco di sentimenti amorosi.
* Thomas era promesso a Katharine, che hai tempi aveva circa tredici anni.
* Thomas era in ottima amicizia sia con William, con il quale era diventato socio d'affari, sia con la moglie Elizabeth, la quale accompagnava spesso nei suoi viaggi ed aiutava ad assistere Anne, sorella minore di Katerine, durante la malattia.
* Thomas sposò Katerine quando ebbe compiuto quindici anni ma per sua grande sfortuna si ammalò gravemente solo un anno dopo; la giovane moglie si prese cura di suo marito e dei suoi affari sparsi qui e là per il paese; William credendo che il suo socio sarebbe morto molto prima di aver concluso ogni affare con lui lo convinse a lasciare tutto il suo patrimonio in eredità a Katerine. Ma ,a differenza di come aveva pensato William, Thomas si rimise presto in piedi e ritornò ad occuparsi dei suoi affari. Ma un'altra morte tolse l'armonia di questa famiglia, quella di Elizabeth. Dopo questa scomparsa i rapporti di affari tra William Stonnor e Thomas Betson si diradarono.
Note Conclusive:
La vita di un commerciante doveva essere piuttosto difficile. Thomas Betson doveva risolvere numerosi problemi per lavorare alla perfezione:

* Doveva procurarsi la lana migliore a prezzi ragionevoli. Era molto ambita a quei tempi la lana del Cotswold.
* La lana doveva essere imballata, controllata e sigillata da un ispettore della compagnia.
* Verificato questo, la merce era pronta a partire.
* Arrivata a Calais, ogni cassa veniva rigorosamente controllata da funzionari del re e veniva pagata una tassa per il trasporto al Sindaco.
* Per ultimo, la merce doveva essere venduta nella piazza centrale della città che accoglieva mercanti provenienti da ogni regione.

Leggere la vita di Thomas Betson è stato importante perché, come tanti altri, probabilmente è stato la spina dorsale della vita economica inglese per un periodo decisamente lungo, garantendo la sua evoluzione fino alla rivoluzione industriale.

Capitolo 6: Thomas Paycocke di Coggeshall
Un pannaiolo dell'Essex al tempo di Enrico VII
Note storiche:
Il commercio del panno soppiantò quello della lana come il più importante commercio di esportazione inglese, e fu il fondamento della sua grandezza commerciale.
Un gran numero di persone ne erano coinvolte per dividersi il lavoro:

* La filatura e la cardatura erano compiute da donne e bambini a casa loro;
* Il filato veniva affidato ai tessitori, ai follatori che feltravano il tessuto, ai cimatori per le operazioni di finitura ed ai tintori per la tintura.
* La pezza finita era poi affidata a degli intermediari industriali, i pennaioli che la vendevano ai mercanti.

Il personaggio principale:
Il pannaiolo che ci viene descritto è un un vecchio uomo di Coggeshall. La sua storia può essere dedotta da tre fonti:

1. dalla sua casa ci accorgiamo che:
* Thomas amava le cose raffinate;
* la sua abitazione è ricchissima di decorazioni;
2. dal suo testamento ci accorgiamo che:
* Thomas era un uomo molto generoso;
* era un uomo estremamente religioso.

Note Conclusive:
Il personaggio presentato risulta essere non il classico mercante attaccato al denaro, ma di un bonario vecchietto che offre le sue ricchezze per sfamare molte persone che dipendono da lui.
Rappresenta l'immagine di una classe che sta cambiano e che sta portando il proprio paese alla fioritura.

Registrati via email