Mika di Mika
Ominide 885 punti

Breve riassunto de "I vecchi e i giovani" di Luigi Pirandello

A Girgenti, in Sicilia, vivono i tre già anziani nobili fratelli Laurentano: il principe Ippolito (ancora fedele al passato borbonico, tanto da tenere una guardia in divisa d'epoca), don Cosmo (fedele, invece, alla figura del padre Gerlando, esule del Risorgimento), e donna Caterina (ripudiata dal principe perché sposa d'un martire dell'Unità, Stefano Aurite, uno dei Mille). Con don Cosmo vive Mauro Mortara, un altro ex garibaldino che udì le ultime parole di Stefano, ed è ferocemente affezionato all'Italia unita. Donan Caterina ha un figlio, Roberto, che cerca di continuare in politica l'opera paterna, e perciò si presenta come candidato alle elezioni. Il principe don Ippolito sposa Adelaide Salvo, sorella del ricco Stefano, padrone tra l'altro delle zolfatare in cui si manifestano i primi torbidi socialisti; sua figlia Daniella è innamorata sin da bambina dell'attuale ingegnere delle zolfatare, Aurelio Costa. Alle elezioni vince Ignazio Capolino, il candidato appoggiato da Salvo; la moglie del nuovo deputato, Nicoletta, è, d'altronde, l'amante di Salvo, praticamente vedovo di una moglie pazza. Intanto, a Roma cova la tragedia. Tra i tanti scandali dell'epoca ce n'è uno in cui è coinvolto Corrado Selmi, per il quale Roberto Auriti s'è fatto prestanome. Nonostante gli amici tentino di salvarlo, viene arrestato: Selmi si suicida, scagionandolo, ma la madre Caterina ne muore di crepacuore; contemporaneamente Salvo manda Aurelio Costa a domare la rivolta della zolfatare, e, pur d'impedire il matrimonio di questi (da lei respinto in gioventù) con Daniella Salvo, Nicoletta Capolino fugge con lui, ma vengono entrambi uccisi dalla folla imbestialita; Daniella quasi ne impazzisce, e a nulla vale il tentativo di darla all'affettuoso ed onesto Ninì (col cui matrimonio la famiglia spera di riparare i molti debiti): Daniella riprende a sorridere, ma si ostina a chiamare "Aurelio" il fidanzato. Testimone di tutto è il patetico Mortara, che va a Roma piangendo di commozione al pensiero di vedere la capitale d'Italia e vi scopre la corruzione dei governanti; tornato deluso e sconfortato nel suo angolo di ricordi in Sicilia, va a morire con le medaglie garibaldine sul petto a fianco dei soldati italiani che reprimono l'insurrezione popolare, ucciso proprio da quei soldati.

Registrati via email