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Domitilla Wolf e la leggenda dell’Hòuzi Mao

Autore: Pierluigi agnelli
Editore: Albatros
N° pagine: 323
Genere Narrativo: Fantasy

Trama per capitoli
Capitolo 1
Nel primo capitolo viene presentata la leggenda - racconto sulla quale si basa tutta la storia narrata all’interno del libro.
Questa leggenda narra di una tribù al capo della quale c’è un vecchio saggio di nome Zhiluide, il quale ormai troppo vecchio una notte riunisce tutta la sua tribù e annuncia la sua imminente morte e attribuisce ai figli i compiti che gli spettano.
A Shai, il figlio più forte, affida la direzione della tribù, a Wung invece ordinerà di andare in cerca della sua compagna e gli dirà anche che quando l’avrà trovata una nuova bellissima stirpe nascerà.

Così, un po’ incredulo, Wung partì per il suo viaggio, e dopo un periodo di tempo molto lungo incontrò finalmente la sua anima gemella. Essa era però molto diversa da lui, aveva molta più grazia, si chiamava Choi e così come aveva detto il vecchio Zhiluide dalla loro unione nacque una magnifica discendenza. Tuttavia uno dei loro figli, Bai Zhi, pian piano diventò sempre più forte finché un giorno accadde qualcosa di tragico: Bai Zhi attaccò il suo fratello più piccolo, Hong, e quando Wung accorse, quest’ultimo si trovava già a terra con la gola squarciata. Wung raccogliendo tutte le sue forse riuscì a far rimanere Hong in vita e Bai Zhi fu imprigionato per giorni e poi esiliato. Wung, però, mosso da tenerezza fece un ultimo regalo al figlio attribuendogli novantanove vite, ma se ne pentì subito, perciò chiamò Paschmir, un suo amico fidato, e gli ordinò di inseguire il figlio esiliato e di ostacolarlo ogni volta che cercherà di fare qualcosa di orribile, combattendolo, se necessario fino alla fine delle sue novantanove vite. A Wung rimaneva solo una cosa da fare, scrivere, e in questo modo tramandare come sconfiggere l’atrocità del figlio. Così scrisse un libro che sarebbero stati in grado di leggere solo i puri di cuore in un giorno di equinozio, il prescelto o la prescelta lo avrebbe trovato senza fatica.

Capitolo 2
In questo capitolo si presenta per la prima volta la famiglia Wolf, ovvero la famiglia della protagonista. Questa famiglia è composta da quattro membri: Domitilla, la sorella adolescente Thelma, il padre e la madre. La sorella era una ragazzina molto disordinata sia esteriormente che interiormente, tutto il contrario di Domitilla che aveva sempre avuto un senso dell’ordine quasi maniacale. La madre era una psicologa che troppe volte faceva domande da psicologa agli altri membri della famiglia. Oltre a tutti loro e il padre c’era anche un altro “membro” nella famiglia: Siggy, un gatto dal pelo rosso e gli occhi verdi. Era stato accolto in casa dopo una votazione e ora la signora Wolf e Domitilla se ne prendevano cura, soprattutto la nostra protagonista, che aveva un rapporto speciale un po’ con tutti gli animali, ma in particolare con i gatti. Un giorno Domitilla era nella sua stanza, dopo una giornata alquanto positiva, grazie a quel bel risultato in matematica e la cena sublime offerta per festeggiare quella bella notizia, e finiti i compiti stava cominciando ad addormentarsi, quando sentì una presenza. Accese la luce ma non c’era nessuno, chiuse gli occhi e pian piano riuscì a riaddormentarsi anche se il suo sonno non fu dei migliori.

Capitolo 3
Il giorno dopo Domitilla era stanchissima e a scuola raccontò l’accaduto agli amici George e Lucy. Confidarsi con loro la faceva sentire sempre meglio. Le chiesero se aveva intenzione di parlarne con i suoi genitori. Negativo, parlarne con i suoi significava una visita immediata da un collega di sua madre. Dopo una giornata abbastanza positiva era giunta l’ora della cena e quindi dell’angolo della richiesta di aiuto, un momento che la famiglia Wolf si era concessa e dove i vari membri potevano chiedere aiuto ai famigliari su un problema particolarmente importante. Thelma era l’unica a non farne uso quasi mai, e quelle poche volte non si rivolgeva all’intera famiglia ma solo al padre. Aveva bisogno del punto di vista maschile, e soprattutto non di quello della sorella piccolina o della madre psicologa. Quella notte tutto si ripeté. Domitilla sentì di nuovo le presenze della scorsa notte, ma questa volta sentì qualcosa di più concreto. Udì qualcosa di animalesco e inquietante: il soffio di un gatto! Prese a chiamare Siggy, accese la luce e lo cercò, anche nel trasportino cinese regalatole dalla nonna, ma dell’animale nessuna traccia, così prese una torcia e scese in cucina per controllare se il gatto fosse uscito. La porta era chiusa ma al suo interno non c’era il soltio Siggy, sembrava che fosse impaurito e che non stesse bene e quando Domittila lo prese in braccio si aggrappò talmente forte da graffiarla. La nostra protagonista cercò di calmarlo, lo rimise a dormire in cucina e chiuse la porta dietro di sé e salì le scale, quando a un certo punto la torcia si spense, fece per salire pochi gradini e sentì qualcosa che si strusciava contro la sua gamba, qualcosa di peloso, sembrava un gatto. Domitilla fece per chiamare Siggy, ma si accorse di averlo appena chiuso in cucina, corse allora in camera sua dove trovò il trasportino in una posizione diversa da dove l’aveva lasciato. Impaurita lo afferrò e cercò qualcosa che potesse darle delle risposte, ma nel regalo della nonna non c’era niente, chiuse gli occhi e pian piano si riaddormentò.


Capitolo 4
Quella mattina Domitilla si svegliò stanchissima come la notte precedente e al suo risveglio ebbe una sorpresa: qualcuno aveva graffiato e distrutto divani e cuscini. Tutti i famigliari ovviamente cominciarono a dare la colpa a Siggy ma Domitilla sapeva che lui non aveva colpa, si ricordava benissimo di averlo chiuso in cucina. Provò a spiegare le sue ragioni a suo padre, che prontamente le chiese chi fosse stato se non Siggy visto che erano graffi di gatto. Domitilla non seppe come rispondere e andò sconsolata a fare colazione. Quel pomeriggio Domitilla provò a portare Siggy dal veterinario e lì si accorse che il comportamento strano del suo gatto era anche quello di molti altri che si trovavano lì per una visita di controllo. Quando arrivò il suo turno entrò e provò a spiegare l’accaduto al veterinario, il quale in effetti disse a Domitilla che quei morsi e quei graffi sembravano quelli di una bestia più grande, ma che di fatto c’era solo un felino in casa Wolf. Ancora una volta le colpe ricadevano sul povero Siggy. Domitilla non ci stava più capendo niente, sapeva solo che la scorsa notte era stata tremenda e il trasportino che si spostava da solo aveva contribuito a rendere il tutto più terrificante. Il trasportino, ma certo! Doveva andare a chiedere informazioni alla nonna! Era un’idea perfetta, sicuramente avrebbe saputo dirle qualcosa di più. Provò a chiedere il permesso di andarla a trovare alla mamma, ma le fu negato, così organizzò una piccola fuga insieme a George e Lucy, si sarebbe svolta l’indomani.

Capitolo 5
A dieci minuti alle due i tre amici si ritrovarono alla stazione, quandò arrivò presero il pullman per il paese della nonna. Su quest’ultimo ebbero un incontro un po’ movimentato con una scimmia tenuta in gabbia da una signora che riuscì a liberarsi quando Domitilla, dopo aver chiesto alla signora, tolse il telo di scatto, si scatenò il finimondo, ma alla fine la signora riuscì a rinchiudere Biby, così si chiamava, nella sua gabbia.

Finalmente arrivarono a casa della nonna, la quale fu molto felice di rivedere la sua nipotina e offrì pasticcini, succo e tè caldo, a lei e ai suoi amici, prima di domandarle il motivo della visita. Domitilla cominciò a raccontare e chiese alla nonna da dove provenisse quel trasportino cinese che le aveva regalato, così la nonna cominciò a raccontare. Raccontò dei suoi vicini di casa di tanto tempo fa, del piccolo Thomas, che all’epoca aveva circa l’età di Domitilla, della madre con cui la nonna aveva stretto una bellissima amicizia e del padre che non vedeva quasi mai. Racconto anche che un giorno un’amico della famiglia dei vicini portò tanti regali da un viaggio appena concluso in Cina e tra questi ovviamente c’era quel trasportino, che fu dato a Thomas. Egli l’adorava e cominciò a chiedere ai suoi un gatto: che senso aveva avere un trasportino senza un gatto da poter metterci dentro? Poco dopo Thomas fu accontentato e quel trasportino fu riempito dalla presenza di un gatto del pelo rosso e gli occhi verdi, esattamente come Siggy. Thomas amava tantissimo il suo gatto e per un po’ di tempo tutto andò bene. Poi cominciarono ad accadere cose strane. Il gatto cominciò a diventare irrequieto e aggressivo e Thomas raccontava di strane visioni, la madre del ragazzo era sempre più preoccupata, quando un giorno accadde il fattaccio: la signora era seduta sul divano della nonna di Domitilla e le due stavano parlando del più e del meno, quando sentirono delle parole urlate dalla casa della famiglia di Thomas. Entrambe corsero per vedere cosa fosse successo e ciò che videro fu qualcosa di sconvolgente. Thomas stava inginocchiato davanti al forno nel quale egli aveva messo il suo gatto, lo stava abbrustolendo vivo! E intanto urlava: “Muori bestiaccia malefica!”. Le donne cercarono di calmarlo e dopo parecchio tempo ci riuscirono, ma ormai per il gatto era troppo tardi e Thomas di li a poco fu trasferito in un manicomio, dove morì pochi anni fa. Domitilla sconvolta ringraziò la nonna e le disse che dovevano andare, i tre amici salutarono la nonna e si avviarono. Lucy, George e Domitilla giunsero quindi di fronte alla casa di Thomas e dopo essersi scambiati un’occhiata d’intesa George e Dommy (così la chiamavano i suoi amici) cercarono di entrarci. Tutte le porte erano chiuse, così provarono ad aprire una finestra che stava al secondo piano dopo essere saliti su dei bidoni della spazzatura, ma si sbilanciarono, caddero e George si fece male, in questo modo persero il pullman per tornare a casa, un bel guaio!

Capitolo 6
George, Lucy e Domitilla erano ancora in stazione quando Domitilla cerchò dei rimedi per evitare la chiamata ai genitori, ma non c’era niente da fare: ogni soluzione aveva un lato negativo o un qualcosa per cui doveva essere scartata. Così Domitilla decise che sarebbe andata lei stessa a chiamare i genitori di tutti e tre. In fondo, lei li aveva trasportati fin lì e lei doveva vedersela con i loro genitori. Si avviò, quindi, sconsolata, verso il telefono pubblico della stazione. Nel frattempo Lucy e George si misero a discutere di quanto era successo e soprattutto giunsero alla conclusione che il trasportino cinese era troppo pericoloso da quello che diceva la nonna di Domitilla, e poi c’erano troppe cose in comune tra Thomas e Domitilla. Domitilla doveva sbarazzarsi di quel regalo della nonna subito! Mentre riflettevano su questo Domitilla tornò indietro raggiante: aveva trovato una soluzione al loro problema! La professoressa Svampirya li avrebbe riportati a casa. Ok, non che Domitilla fu contenta di salire in macchina con quella professoressa smemorata ma era la loro ultima chance. Il viaggio nonostante tutto non fu poi così male, e ad un certo punto Domitilla si stava quasi rilassando quando notò degli alberi che all’andata non aveva notato, anzi una schiera di alberi. Dopo essersi consultata con George, Lucy e la professoressa essi scoprirono di essersi persi, ma non era tutto: la macchina era anche a corto di benzina. Domitilla e la prof andarono quindi a chiedere aiuto in una casa che era in mezzo al bosco. Lì trovarono un cane nero e grosso che obbedì subito a Domitilla e si fece accarezzare, dopo poco giunse un omone un po’ burbero che diede alle donne un po’ di benzina. Svampirya e Dommy tornarono indietro ma non riuscirono a trovare la strada a quel punto un cinghiale dagli occhi di fuoco si parò di fronte a loro. Cercarono di scappare ma fu inutile e sarebbero finite male se non fosse intervenuto il cane di prima a proteggerle e successivamente a mostrare loro la strada. Che avventura! Alla fine Domitilla e i suoi amici riuscirono ad arrivare a casa e questa volta senza intoppi. Una volta a casa la nostra protagonista si addormentò quasi subito, ero davvero stanca.

Capitolo 7
Il mattino dopo, a scuola, George e Lucy decisero di parlare del trasportino a Domitilla. Lei diede appuntamento ai ragazzi alle 15 in biblioteca, così avrebbero potuto parlare con calma. Le lezioni passarono in fretta e l’ora dell’appuntamento stava per arrivare. Domitilla si apprestava a chiedere un libro sulle leggende dei gatti quando notò un signore piuttosto anziano e un po’ bizzarro, ma anche molto simpatico da quel che aveva capito parlandoci un po’. Chiese informazioni su quell’uomo a Bob, il bibliotecario, ed egli le disse che era un ex professore di nome Notorius molto in gamba esperto di leggende. Domitilla andò a sedersi e cominciò a leggere il suo libro. Di lì a poco arrivarono i suoi amici e le dissero quello che avevano pensato il giorno prima, ma Domitilla non dava molto peso alla questione e scartò immediatamente l’ipotesi di sbarazzarsi di quel regalo di sua nonna. I due amici della nostra protagonista andarono a casa a fare i compiti, Domitilla invece restò lì ancora per un po’ e attaccò bottone con il professor Notorius. Si misero a parlare di leggende e la nostra protagonista si fece promettere dal professore che un giorno gliene avrebbe raccontata qualcuna di quelle vere. Poi Domitilla tornò a casa e dopo mangiato si ritirò in camera sua a leggere il libro che aveva preso, dopodiché si addormentò.

Capitolo 8
Domitilla si svegliò stanchissima, aveva dormito decisamente male, si ricordava di aver fatto un brutto sogno e di non esser più riuscita a riaddormentarsi. Scese e fece colazione, dopodiché riempì la ciotola a Siggy, ma nel mentre che lei lo allontanava per riempirla, esso la graffiò. Domitilla arrivò quindi a scuola e parlò quel poco tempo con i suoi amici. Le lezioni furono normalissime come quelle della giornata precedente e presto Domitilla si ritrovò a casa a dover sentire i deliri di sua sorella per cercare un vestito da mettersi ad una festa. Poco dopo i suoi uscirono e anche Thelma fece lo stesso. Domitilla si ritrovò in casa a riflettere e capì che ciò che era successo negli ultimi giorno aveva un collegamento e lei sentiva di dover chiedere aiuto a qualcuno, ma a chi? Improvvisamente l’illuminazione: il professor Notorius, lui sì che poteva aiutarla, sapeva storie di leggende, era un po’ bizzarro, ma era pur sempre un adulto molto simpatico. Sì, decisamente, Domitilla si fidava di lui, gli avrebbe raccontato tutto. Il pomeriggio seguente arrivò presto e le sue deduzioni si rivelarono esatte. Notorius non la prese per pazza e cercò di aiutarla come poteva, fin quando Domitilla non gli disse della bestia che la notte era sicura di aver visto. Il professore era sicuro si trattasse dell’Hòuzi Mao, decise quindi di cominciare a raccontare la sua leggenda a Domitilla.

Capitolo 9
Questo capitolo si apre con la leggenda raccontata all’inizio, ma si specifica che la tribù era una tribù di scimmie e Wung si accoppiò con Choi che era una gatta. Dalla loro unione nacquero i primi sei micetti della storia. Inoltre viene detto che l’amico di Wung è il cane Paschmir, che tra l’altro era quello che aveva incontrato Domitilla con la professoressa Svamirya e il cinghiale dagli occhi di fuoco era Bhor, un’aiutante dell’Hòuzi Mao. Purtroppo il professore non sapeva dire a Domitilla come sconfiggerlo, sapeva però che l’Hòuzi Mao aveva paura di lei, per qualche strano motivo. A Domitilla non sembrava vero, era tutto così assurdo, eppure lo era, e lei faceva parte di questa storia assurda. A casa Thelma e la buona cena la distrassero dai brutti pensieri e Domitilla si addormentò alle dieci e venti.

Capitolo 10
Il mattino dopo la nostra protagonista si svegliò un po’ preoccupata e un po’ curiosa di conoscere ciò che sarebbe successo quel giorno. A scuola Domitilla si accorse di non avere fatto i compiti e i suoi amici si accorsero che c’era qualcosa che non andava, non era mai successo che Domitilla dimenticasse i compiti di matematica! Così, dopo le loro domande, Domitilla fu costretta a promettere che appena avrebbe potuto avrebbe raccontato tutto ai suoi amici. Fortunatamente il professore di matematica non c’era, al suo posto c’era la professoressa Svampirya. Domitilla ne approfittò per fare i compiti. Tornata a casa trovò un’orribile sorpresa! Siggy aveva aggredito suo padre facendolo sanguinare sul collo e sulla faccia. Siggy venne rinchiuso e a pranzo si parlò soprattutto di questo. Una volta a casa, diede da mangiare a Siggy e poi lo rinchiuse in gabbia. Il giorno dopo scoprì che non era solo il suo gatto che si stava comportando così ma anche quelli di tutta la città. Alcuni erano finiti addirittura in ospedale! Ma lei sapeva che non era colpa dei gatti, era stato l’Hòuzi Mao a creare tutto questo scompiglio e decise che il giorno stesso avrebbe spiegato tutto ai suoi amici. Tornò a casa e controllando il trasportino dove era rinchiuso Siggy non lo trovò. Preoccupata cominciò a cercare dappertutto, ma niente da fare: non lo trovava. I suoi rientrarono e lei spiegò loro la situazione. Il pomeriggio Domitilla andò in biblioteca: aveva un appuntamento con il professor Notorius, ma lui non si presentò. Bob disse che era partito, Domitilla restò delusa e si mise ad aspettare i suoi amici, arrivarono, e lei gli disse tutto quanto. I suoi amici restarono paralizzati sulle loro sedie, sconvolti. Lucy ribadì che il trasportino era pericoloso e cercò di convincere Domitilla che era il caso di sbarazzarsene, Domitilla ancora una volta non volle ascoltarla, Lucy si arrabbiò ed uscì di corsa dalla biblioteca. Dopo poco anche George e Dommy si salutarono. Rientrando a casa, Thelma disse alla sorella che aveva dato il suo trasportino alla sua amica. “Oh no” pensò domitilla, ma non era finita qua: era sera quando il padre di Lucy chiamò in casa Wolf perché sua figlia non era ancora rientrata.

Capitolo 11
Intanto il professor Notorius arrivò a destinazione. Si trovava in una cittadella isolata il cui carattere suggestivo veniva contornato da una tempesta di pioggia. Fradicio dalla testa i piedi, Notorius suonò alla porta del suo amico, che lo accolse in casa quasi subito, stupito di rivedere quel suo vecchio compagno. Si chiamava James e lui e Notorius erano stati compagni all’università. Insieme avevano studiato le più svariate leggende, ma una in particolare li aveva appassionati: quella dell’Hòuzi Mao. Notorius spiegò subito al suo amico il motivo della sua visita e gli chiese se avrebbe potuto aiutarlo. Dopo la sua risposta positiva si misero a cercare su vecchi libri a proposito di quella bestia feroce. Come Notorius aveva ben pensato, due teste erano meglio di una. Infatti, i due amici confrontandosi riuscirono a capire che per sconfiggere l’Hòuzi Mao ci voleva un puro di cuore (la nostra protagonista) il quale avrebbe trovato il metodo per sconfiggerlo nel Grande Libro D’Oriente in un giorno di equinozio. Inoltre capirono che se l’Hòuzi Mao si trovava nei pressi di Catsville (la città di Domitilla e i suoi amici) doveva esserci un motivo e quel motivo era che sicuramente il Grande Libro D’Oriente si trovava proprio in quella città e l’Hòuzi Mao voleva impedire al puro di cuore di trovarlo. Successivamente Notorius si fermò a dormire dall’amico impaziente di poter riferire tutto a Domitilla.

Capitolo 12
A casa Wolf si erano fatte le nove e i genitori di Lucy suonarono alla porta. Erano preoccupatissimi perché la figlia non era ancora rientrata dal pomeriggio e chiesero a Domitilla e a Thelma alcuni dettagli sugli ultimi spostamenti della figlia. Grazie alle loro informazioni, i suoi genitori capirono che Lucy prima di scomparire nel nulla andava di fretta ed era nervosa, ma niente di più, nessun nuovo indizio su dove poteva essere la migliore amica di Domitilla. I signori Brown si fecero promettere dai signori Wolf che avrebbero chiamato appena avessero saputo qualcosa. La serata passò in fretta e Domitilla, dopo aver pensato alla sua giornata e soprattutto alla sua amica scomparsa, si addormentò, per poi risvegliarsi verso mezzanotte dopo aver sognato l’amica Lucy stesa per terra viva, con accanto il trasportino cinese, nel bosco. Domitilla sapeva che quello che aveva sognato era la realtà e si mise così a progettare un piano per poter andare a salvare la sua amica. Uscì di soppiatto e si avviò verso il bosco e lì la trovò ed era viva, forse solo per l’aiuto di Pashmir che era entrato in scena al momento giusto. Lucy fece rimettere in forze l’amica e si fece raccontare quanto era successo. Capì che l’Hòuzi Mao l’aveva condotta nel bosco dove Bhor, il suo aiutante, gli aveva teso un imboscata e il suo piano sarebbe riuscito se non fosse arrivato Paschmir. Lucy e Domitilla si inventarono un’altra versione per l’accaduto e ritornarono a casa.

Capitolo 13
Il giorno dopo, a casa Wolf si discuteva su Siggy e sul farlo uscire dalla gabbia o meno. Le due figlie dei signori Wolf erano favorevoli, ma la signora Wolf diceva che avrebbero dovuto aspettare ancora un po’, e la soluzione della madre era stata accolta e applicata. Arrivata a scuola Domitilla parlò con George di tutto ciò che era successo dopo che si erano separati e ragionarono su cosa potesse significare per l’Hòuzi Mao quel trasportino. Lucy non sarebbe venuta a scuola per un paio di giorni. Tornando a casa Domitilla ricevette la notizia da sua mamma che la signora Rose era morta sbranata da quei gatti che tanto l’adoravano, incredibile! Siggy quindi doveva restare rinchiuso a tempo indeterminato, e tutto questo per colpa di quella bestia. Domitilla non vedeva l’ora di sbarazzarsene. Quel pomeriggio Domitilla e George avrebbero incontrato il professor Notorius alle 15 in biblioteca per sapere le novità.

Capitolo 14
Alle 15 esatte i tre si trovavano in biblioteca impazienti di sapere cosa aveva scoperto il professore, ma prima egli si fece aggiornare su tutto ciò che era successo negli ultimi giorni. Domitilla raccontò anche di Lucy e del sogno premonitore che aveva fatto. Notorius capì che quello di Domitilla era un dono che doveva imparare ad usare, dopodiché cominciò a raccontare. Quando finì giunsero subito le prime domande: dove si trovava il libro? Notorius era convinto che l’indizio che li avrebbe condotti al libro si trovava nel racconto di tutto quello che era successo di qualche giorno fa di Domitilla. Infatti, ripercorrendo il racconto, scoprirono che tra i regali portati da un’amico della famiglia di Thomas c’erano anche alcuni libri, ed ecco dove cercare: nella casa di Thomas! I tre decisero che quella notte stessa sarebbero andati a cercare il libro, dovevano sbrigarsi mancava poco al primo equinozio.

Capitolo 15
Alle undici e cinquanta Domitilla si svegliò, era a tornata a casa e si era addormentata, aveva fatto un sogno, aveva sognato due sagome, una più alta e una più bassa e quella più alta teneva il libro che cercavano. Notorius cercò di analizzare il suo sogno, dopodiché partì per andare a prendere George. I tre amici fecero come stabilito e a mezzanotte passata furono a casa Thills a cercare di entrare. Ci riuscirono e cominciarono ad ispezionare il luogo, ma non trovarono niente, nemmeno nella stanza di Thomas, solo desolazione, puzza e topi.

Capitolo 16
Notorius, George e Domitilla erano parecchio demoralizzati, non poteva finire tutto così, e il sogno di Domitilla allora? Cosa significava? Ma all’improvviso Domitilla sentì delle vampate di calore che provenivano dalla camera di Thomas, entrò e si rivolse verso il letto, cercò e trovò il Grande Libro d’Oriente, ma era completamente bianco! Nessuna scritta, niente di niente, solo fogli bianchi. Questo significava che solo Domitilla avrebbe potuto leggerlo, solo una pura di cuore. Domitilla provò a riaprire il libro, si sprigionarono dei fasci di luce dai colori diversi, ma non apparì nessuna scritta. In compenso il libro aveva riconosciuto Domitilla come la pura di cuore che stava cercando e per quanto riguarda l’utilità del libro esso si sarebbe rivelato solo nel giorno dell’equinozio quando c’era la luna piena. I tre stavano per andarsene quando furono aggrediti da una dozzina di gatti controllati dall’Hòuzi Mao. Fortunatamente però il libro si aprì mentre Domitilla lo stava utilizzando per allontanarli e sprigionò un nube rossa che pietrificò i gatti, così Domitilla George e Notorius riuscirono a scappare e, anche se feriti ad arrivare sani e salvi fino a casa.

Capitolo 17
La mattina dopo Domitilla si svegliò stanchissima. Erano tornati a casa alle 4 passate e aveva dormito sì e no un paio di ore. Quella mattina annunciò ai suoi che aveva deciso di restare a casa da sola quella sera invece di andare con i suoi genitori fuori a cena. Utilizzò la scusa della stanchezza e ci riuscì. Mentre andava a scuola cercò di capire come avrebbe potuto sconfiggere la bestia e si chiese se non avrebbe dovuto preparare intrugli strani, ma scartò subito quell’ipotesi, quella era la realtà non un film o una storia fantastica! Ma avrebbe scoperto tutto quella sera stessa insieme al professor Notorius. Arrivò presto la sera e Domitilla non vedeva l’ora di riaprire il libro insieme al professore. L’attesa fu breve, erano passate da poco le nove di sera quando suonarono alla porta. Era il professor Notorius, in anticipo perché era preoccupato per Domitilla e per il trasportino. La prima volta provarono alle undici di sera, ma non successe nulla. Dopodiché, Domitilla mostrò la casa al professore che a un certo punto le chiese di utilizzare il bagno. Lei rientrò in camera sua e si sedette sul letto a guardare il libro magico, ma fu proprio in quell’istante che la porta sbattè e, alzando gli occhi, Domitilla vide l’Hòuzi Mao, ma non era tutto. Quella bestia cominciò a parlarle e a convincerla a dargli il libro, Stava per riuscirci, ma la forza di volontà di Domitilla fu più forte e riuscì a tenersi il libro. Dopodiché l’Hòuzi Mao scomparve in una nuvola di fumo. Quando arrivò il professor Notorius egli si fece raccontare tutto, ogni singola cosa e restò stupefatto dal coraggio che aveva avuto Domitilla e dopo essersi ripresa un po’ capì che doveva riprovare e riaprire il libro.

Capitolo 18
Provarono a riaprire il libro ma anche questa volta non successe niente. In compenso, però, Domitilla sentì che doveva andare in soffitta e trascinò dietro di sé il professore, quando a un certo punto suonarono alla porta e Notorius scese ad aprire. Era George e tornando in soffitta non trovarono più Domitilla, erano le dodici e cinque.
Domitilla si trovava in un’altra dimensione dove trovò Pashmir e una vecchia anziana di nome Kabilia con lui. Lei, dopo averla sottoposta a una specie di test, le spiegò dove avrebbe dovuto andare per sconfiggere l’Hòuzi Mao e compiere la sua missione. Intanto Notorius e George continuavano a preoccuparsi sempre più. Ma torniamo a Domitilla, la vecchia Kabilla le stava spiegando che sarebbe dovuta salire sul monte Tao Tao dove avrebbe trovato l’Hòuzi Mao. La direzione gliel’avrebbe indicata Paschmir e l'avrebbe trasportata sul monte una specie di pollo - struzzo nero di nome Kinoko. Tutto era pronto, Domitilla poteva partire, ma prima di farlo ascoltò le ultime parole di Kabilia: “L’Hòuzi Mao non esiste, è solo una leggenda”.

Capitolo 19
Ed eccoci allo scontro finale. Domitilla arrivò in cima al monte e dopo aver ringraziato i suoi amici aspettò il faccia a faccia con l’Hòuzi Mao, il quale arrivò presto. In effetti, la bestia era anche stupita del fatto che quella bambina di dieci anni era riuscita ad arrivare fin lì. Ci furono un paio di mosse di entrambi, Domitilla più che altro schivava gli attacchi dell’Hòuzi Mao, ma a un certo punto si ricordò della frase di Kabilia e provò a pronunciarla. L’effetto fu devastante e ogni volta che Domitilla la ripeteva l’Hòuzi Mao si contorceva sempre più dal dolore, finchè la luce bianca del libro divenne fluorescente e fece comparire una scritta sul muro, Domitilla la lesse ad alta voce e l’Hòuzi Mao stramazzò a terra e si trasformò in un innocuo gattino. Era tutto finito. Domitilla svenne e si ritrovò nella realtà, spiegò a George e Notorius che tutte era finito e esultò con loro per la sconfitta della bestia malefica. Il giorno dopo i suoi le chiesero se voleva frequentare un collegio svizzero, lei rifiutò, voleva solo restarsene qui con i suoi amici.

I temi dle libro
Il libro affronta i temi del coraggio, della paura e dell’amicizia, e mette in evidenza come l’amicizia molte volte serva a darci coraggio, anche se poi dovremo affrontare da soli le nostre paure.
Il titolo Domitilla Wolf e la leggenda dell’Hòuzi Mao non fornisce informazioni utili per capire i temi che saranno trattati
Vengono trattati temi importanti per dei ragazzi, quali l’amicizia o la paura, ma anche il coraggio. Farli affrontare a dei ragazzi della mia età credo sia molto giusto, in quanto a quest’età sono tante le cose che ci fanno paura, ma abbiamo anche tanti amici pronti a darci quel po’ di coraggio che ci serve.
Quale episodio o situazione ti è rimasto particolarmente impresso? Per quale motivo? Mi sono rimasti impressi due episodi, principalmente:
- la fine, quando Domitilla deve sconfiggere l’Houzi Mao e ci riesce solo urlandogli che non lui non esiste ed è solo una leggenda. Questo episodio mi ha colpito molto perché mia ha fatto riflettere sul fatto che spesso le nostre paure più grandi sono solo frutto della nostra immaginazione e in realtà siano cose molto più piccole e insignificanti. Come chi ha paura dei ragni, creature brutte sì, ma sempre più piccole di noi e che, probabilmente hanno più paura loro di noi che il contrario.
- Quando Domitilla capisce che è successo qualcosa di brutto all’amica e nel sogno capisce dove trovarla. Questo episodio denota il particolare rapporto tra due amiche così legate come Domitilla e Lucy .

Il linguaggio dell'autore
Ho trovato il linguaggio molto semplice e comprensibile, senza termini difficili.

Carattere dei personaggi
Quali sono i personaggi principali? Domitilla, l’Hòuzi Mao, Lucy, George e il Professor Notorius.
Chi è il protagonista? Domitilla Wolf.
Quali sono gli aspetti più rilevanti del suo carattere? Domitilla è una ragazzina gentile, fantasiosa, coraggiosa e dall’animo puro. Infatti sono proprio questi i requisiti che doveva avere la persona che avrebbe potuto sconfiggere l’Hòuzi Mao.
Rappresenta qualche ideale o sentimento? Domitilla rappresenta l’ideale di una ragazzina come le altre che con un po’ di fantasia e tanto coraggio accanto alla paura, riesce a fare tante cose positive. Quindi grazie ai suoi comportamenti fa capire come osare un po’ nella vita e non essere troppo paurosi faccia solo bene.
Nel corso del racconto cambia o rimane sempre uguale? All’inizio del racconto troviamo una Domitilla più spaventata e impaurita, ma verso la fine riesce ad affrontare persino l’Hòuzi Mao e addirittura a sconfiggerlo.
Tra i vari personaggi chi è l’antagonista e chi è l’aiutante? L’antagonista è di sicuro l’Hòuzi Mao, gli aiutanti invece sono diversi: Lucy, George e il professor Notorius.

Gli spazi
Dove si svolge l’azione? In casa di Domitilla, nei pressi della casa della nonna, a scuola, nel bosco, in biblioteca, nella casa del vicino della nonna ormai abbandonata e infine in una dimensione parallela.
È sempre nello stesso luogo o sono luoghi diversi? No, l’azione si svolge in luoghi diversi per quasi ogni fatto che accade.

Tempo
L’azione si svolge nel presente nel passato o nel futuro? L’azione si svolge nel passato e l’ordine è un ordine ti tipo cronologico

Il narratore
Chi racconta la storia? La storia viene raccontata da un narratore esterno
Chi la racconta è sempre lo stesso o cambia? Il narratore è sempre lo stesso per tutta la durata del libro

Lo stile
Le parti descrittive e narrative sono equilibrate? Sì sono equilibrate, a volte forse dà una marcia in più alla parte narrativa.
Le vicende sono raccontate con un ritmo veloce? No, non sono raccontate con un ritmo veloce.

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