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“Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio”

“Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio” è un romanzo che tratta di un tema quantomai attuale: la convivenza tra diverse etnie. E chi meglio di un rifugiato politico, di un “diverso” avrebbe potuto scriverlo? Il suo nome è Amara Lakhous, scappato dall’Algeria nel 1995 per evitare i pericoli che correva come giornalista.

Il suo romanzo ruota attorno al un omicidio che avviene proprio in un ascensore in un condominio della multietnica Piazza Vittorio, ma in un condominio particolare, in cui vivono iraniani, peruviani, bengalesi e italiani.

I personaggi sono collegati dalla figura di Amedeo, un uomo misterioso. Gli inquilini del palazzo vengono interrogati e ciascuno dirà la sua sull’omicidio, e tutti sveleranno qualche segreto sulla folla multiculturale che popola il quartiere, svelando allo stesso tempo verità celate di un mondo poco conosciuto, quello dell’immigrazione.

L’autore, grazie all’ingenuità che in alcuni tratti trapela dal romanzo, ci pone davanti a una domanda: chi è lo straniero?Chi viene da un altro Paese o chi si rifiuta di accettare la multietnicità del proprio?

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