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Pier Paolo Pasolini, Ragazzi di Vita

Vita:

Poeta, scrittore, saggista e regista. Nativo di Bologna, trascorse l’infanzia in diverse località dell’Italia settentrionale, dove la famiglia si stabiliva per seguire i trasferimenti del padre, militare di carriera. Allo scoppio della seconda guerra mondiale si rifugiò a Casarsa, in Friuli, insieme con la madre originaria di quella regione che Pasolini amò intensamente. In friulano pubblicò la sua prima raccolta di versi, Poesie a Casarsa, (1942), più tardi confluita nella più vasta raccolta di liriche La meglio gioventù (1954). Laureatosi in lettere, esercitò l’attività di insegnante e fu segretario di sezione del Partito Comunista. Nel 1949, venne allontanato dall’insegnamento e poi anche espulso dal partito in seguito ad uno oscuro episodio di omosessualità che sfociò in un processo per corruzione di minori. E’ questo il primo di una lunga serie di processi (oltre 30) che diedero a Pasolini la coscienza della propria diversità e ne segnarono il destino (e anche il ruolo pubblico, che egli si ritagliò) di emarginato e ribelle. In seguito allo scandalo si trasferì a Roma, insieme alla madre, vivendo di lezioni private e dell’insegnamento in una scuola privata. La scoperta del mondo del sottoproletariato romano gli ispirò il romanzo , Ragazzi di vita(1955) grosso successo letterario che fece scandalo. Tornò nel ’57 alla poesia con la raccolta di poemetti Le ceneri di Gramsci;nel ’59 pubbicò Una vita violenta, ancora ambientato tra i ragazzi di borgata. Dal 1960 Pasolini, pur non tralasciando la produzione poetica, si dedicò quasi interamente al cinema come sceneggiatore e come regista: collaborò al alcune sceneggiature (Fellini) quindi a partire dal 1961 diresse numerosi film: Accattone (1961), Mamma Roma (1962) e La ricotta (1963) che ripropongono il suo interesse per gli ambienti degradati delle borgate romane. La produzione successiva (1964-1975)si rivelò particolarmente impegnativa: Il Vangelo secondo Matteo, Edipo re, Medea, Il Decameron,I racconti di Canterbury, Il fiore delle Mille e una Notte. Assai importante fu la sua attività di critico letterario e i suoi scritti di analisi dei fenomeni sociali e di costume: scritti raccolti in Passione e ideologia (1960), Empirismo critico (1972), Scritti corsari (1975). All’alba del due novembre 1975 il corpo di Pasolini fu ritrovato esanime in una periferia romana.

Ragazzi di Vita - Recensione

Autore scomodo, voce “diversa” nel panorama letterario di quegli anni,Pasolini ha voluto raccontare, con questo libro, ciò che nessuno avrebbe mai raccontato e per questo subì un processo per oscenità; troppo crudo era apparso l’argomento trattato: la realtà “diversa” del sottoproletariato romano. Non si tratta di un vero e proprio romanzo (manca un vero e proprio intreccio, un protagonista che emerga, una struttura organica), ma una serie di scene sostanzialmente autonome, attraverso le quali Pasolini ci offre una cruda testimonianza della condizione sociale degli adolescenti della periferia di Roma, sottoproletari con alle spalle famiglie sfrattate, ammucchiate insieme ad altre famiglie in stanze e corridoi di edifici fatiscenti. Pertanto l’ispirazione del romanzo sembra essere più saggistico-documentaria che propriamente narrativa e la sua struttura rispecchia il ritmo anarchico della vita dei protagonisti. La narrazione ruota attorno a un gruppo di amici che vivono il passaggio dall’adolescenza alla prima gioventù, in una Roma in trasformazione, dove ognuno si arrangia come può. Le vicende corrono dall’estate del ’43, quando anche la capitale conobbe le piaghe della guerra con la fame che attanagliava il popolo, sino ai primi anni Cinquanta; solo in alcuni casi ci vengono presentati con i loro nomi (Amerigo, Marcello, Genesio) perché l’autore preferisce identificarli con il soprannome in codice che hanno nel gruppo di sbandati di cui fanno parte (il Ricetto, il Piattoletta, il Lenzetta, ecc.). Questi ragazzi vivono di espedienti, di truffe, di furti, quindi vivendo alla giornata incorrono in continue avventure, che si susseguono simili tra di loro, fino delineare uno spaccato di vita più che una storia articolata, imperniata sulla ricerca della “grana” e il godimento dei piaceri che la grana può procurare. Ma lo stesso momentaneo benessere fortunosamente procurato si perde in modo altrettanto rapido e casuale. Il Ricetto e Marcello, poco più che bambini, si danno ai furti di rottami, saccheggiando una fabbrica (Ferro-Beton) distrutta dalle bombe; compiono altri furtarelli ma alla fine perdono i pochi soldi racimolati giocando a carte. Il Ricetto impara da un ragazzo napoletano a truffare i passanti con il gioco delle tre carte, così da permettersi una gita ad Ostia, ma si fa fregare i soldi guadagnati dalla prostituta Nadia. I soldi ricavati dalla vendita di due poltrone rubate servono subito per comprarsi abiti nuovi; ma all’alba di una notte passata dormendo sulle panchine di Villa Borghese il Ricetto si accorge che gli hanno rubato le scarpe appena acquistate e i soldi rimasti. Al Caciotta invece sono scomparsi, oltre ai soldi, anche gli occhiali da sole nuovi. Può capitare perciò a questi ragazzi di passare intere giornate senza mangiare o di fare un solo pasto al refettorio dei frati. Immediatamente cercano di rifarsi della perdita e a farne le spese è una signora che viene borseggiata sul tram: il malloppo, sfuma, perché viene giocato alla “zecchinetta” in un bisca clandestina. Questi episodi vengono intervallati da altri più drammatici come la morte del piccolo Marcello e della madre del Ricetto in seguito al crollo di un palazzo, il suicidio di Amerigo condotto in carcere perché sorpreso in una bisca, la condanna del Ricetto per un furto non commesso, le ustioni provocate in un gioco crudele al Piattoletta, Alduccio che accoltella la madre per rabbia, la morte finale di Genesio che annega attraversando il fiume a nuoto.Il fiume è il punto di ritrovo dei personaggi, metafora dello scorrere del tempo: come la vita, così il fiume scorre in un’unica direzione in un rinnovarsi sempre uguale; queste vite hanno tutte un destino simile, è come un incantesimo che intrappola i destini di chi si specchia o si bagna nelle sue acque. Questi ragazzi inoltre non sanno cos’è l’amore, né un rapporto di fidanzamento, perché il rapporto non va al di là di un po’ di sesso consumato insieme: come accade tra il Ricetto e la terza figlia del sor Antonio; il sesso è animalesco: bisogna fare all’amore per sfogare un istinto e non importa con chi lo si fa, generalmente con prostitute e talvolta con omosessuali.

Il libro è molto impegnativo e la lettura non è delle più facili, in quanto il lessico è prettamente romanesco e dialettale. Le parolacce sono all'ordine del paragrafo e la crudeltà nel linguaggio è segno evidente di una gioventù senza scrupoli. L'accumulo disordinato di vicende, accatastate una sull'altra, sta a rappresentare proprio la vita senza senso: una vita che non segue un iter logico, che spesso devia su strade sbagliate, che a volte regredisce. Un'esistenza davvero desolante, messa in risalto dalla scelta dei giovani protagonisti.
Affascinato dal vitalismo dei sottoproletari romani, dalla carica umana che, pur immersa nell’abbruttimento, i suburbi conservavano, da quella Roma marginale che aveva scoperto nella lunga frequentazione del popolo di periferia, Pasolini non mancò di denunciarne lo squallore, lasciandoci in questo romanzo, un ritratto fedele dell’epoca; in chiave naturalistica, indagò sulla diversità sociale dei quartieri poveri di Roma, visti come luogo primordiale, quasi stato di natura, in qualche modo puro ed incontaminato. L’amore di Pasolini per il mondo descritto non lo allontanò mai dalla lucida visione della tragedia insita nel destino dei borgatari che, pur aderendo ai nuovi valori della società esplosi col boom economico, soggiogati dal fascino del denaro e dei beni di consumo, ne restavano esclusi e subalterni.
I temi trattati sono vari (emarginazione, violenza, disagio giovanile) e delineano in poche pagine un vero e proprio documentario sulle disgrazie e le bravate di tutti i personaggi che concorrono, in maniera uniforme, a descrivere i diversi aspetti del disagio che avvolgeva la gioventù degli anni '50 che, anche se in maniera diversa, è sempre presente nel mondo attuale.

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