Padre pa di Gavino Ledda

- Nome e cognome dell’autore: Gavino Ledda.
- Informazioni sull’autore: Gavino Ledda è uno scrittore italiano nato nel 1938 in provincia di Siligo (SS), studioso della lingua italiana e della lingua sarda. È conosciuto soprattutto per la sua opera autobiografica ‘Padre padrone’ del 1975. Il successo del romanzo, tradotto in quaranta lingue e vincitore del premio Viareggio indusse nel 1977 i fratelli Taviani a trarne il film “Padre padrone”. È tutt’ora in vita.
- Titolo: Padre Padrone.

- Casa editrice: Loescher.

- Luogo e data di edizione: Torino,1975.

- Genere: Romanzo autobiografico.

- Riassunto: Il protagonista del racconto, si chiama Gavino e nasce a Siligo in provincia di Sassari nel 1938. All’inizio del 1944 Gavino inizia la scuola ma è costretto dal padre a lasciarla solo dopo due mesi per badare un gregge in un piccolo paese a pochi chilometri da Siligo. Successivamente Gavino inizia la sua vita pastorale in cui il padre si rivela molto severo nei suoi confronti e spesso nascono liti tra lui e Gavino.

La famiglia di Gavino era composta: dal padre, dalla madre, da lui stesso e dai due fratelli chiamati Filippo e Vittoria, detta la “maestra” perché era l’unica a possedere un minimo di istruzione.
In quel piccolo paesino Gavino giocava e cantava sempre col suo amico Nicolau, dimenticandosi del suo lavoro. Oltre a giocare con questo piccolo pastore, Gavino si divertiva anche suonando una piccola fisarmonica a cui teneva molto o correndo per i campi con il suo fedele cane Rusigabedra.
Un anno il padre decise di comprare un piccolo campo che decise di coltivare a ulivi. Durante l’inverno seguente, una forte gelata, distrugge tutti gli ulivi, Gavino a questo punto vorrebbe lasciare la Sardegna, ma quando il padre lo viene a sapere, mette lui e i suoi fratelli a lavorare duramente.
Nel 1949 il severissimo padre decise di tornare con tutta la famiglia a Siligo, dove erano nati. Qui rimpiazza al suo posto di pastore il fratello, mentre Gavino inizia a prendersi cura alla campagna. Gavino cresce e, all’età di diciotto anni, una volta maggiorenne, convince il padre a lasciargli studiare musica da un maestro di musica. Alcuni anni dopo Gavino e la famiglia decidono di emigrare in Olanda, ma non ci riescono. A questo punto Gavino, particolarmente amareggiato, decide di prestare servizio militare, e consapevole del fatto che bisogna avere la licenza di terza media per conseguirlo, torna a studiare arrivando persino alla maturità. Dopo aver studiato decide di tornare a casa dove finalmente si ribella al padre e si allontana da casa per andare ad insegnare in una scuola a Salerno riuscendo a superare ogni ostacolo imposto dal padre.
- Temi: il tema principale è il rapporto padre-figlio. In secondo luogo possiamo riscontrare il tema della libertà, del fatto di volere una propria cultura e di liberarsi da chi ci opprime (in questo caso è il padre).

- Narratore: il narratore è interno ed è interpretato da Gavino. La focalizzazione interna rimane fissa per tutta l’opera.

-Tempo della storia e del racconto: il tempo della storia è più lungo del tempo del racconto. Fabula e intreccio per lo più coincidono. A volte sono presenti alcuni flash-back sulle vicende degli antenati della famiglia di Gavino. In altri casi l'autore attraverso ellissi omette una parte della storia per accelerare il ritmo della narrazione.

- Luogo e tempo storico in cui è ambientata la vicenda: il romanzo è ambientato in vari paesini della Sardegna, nella zona di Sassari,
precisamente presso Siligo. Sul piano linguistico troviamo costruzioni agili fatte per lo più di periodi brevi e un lessico non ricercato. (molto spesso tra parentesi è riportata la traduzione d’espressioni italiane in dialetto sardo).
- Personaggi:

Principale

Gavino: l’unica rappresentazione fisica che abbiamo è il suo modo di vestirsi quando viene costretto dal padre a diventare pastore: indossa pantaloni di fustagno, scarponi e cappotto. Del resto ci vengono fornite informazioni psicologiche e sociali. Gavino appartiene ad una famiglia molto umile e propensa alla pastorizia, è inoltre di personalità forte simbolo di una giovinezza che esplode contro la volontà del padre. E’ caratterizzato da una forte passione per lo studio che riuscirà a farlo diventare una persona completamente diversa.

Padre: la caratterizzazione fisica riguarda sempre solo l’abbigliamento: porta pantaloni di fustagno, giacca di velluto liscia, scarponi e berretto rigido.
Anche lui trascorre una vita umile, impegnato nella pastorizia e nella coltura dei campi. E’ un uomo autoritario, severo, solo dedito al lavoro e al guadagno.

Possedendo anche lui una forte personalità, spesso opprime gli altri senza rendersene conto.

Personaggi secondari

I componenti della famiglia, la madre, il fratello Filippo e la sorella Vittoria, oltre ad essere personaggi secondari, rappresentano semplici comparse di cui non viene data alcuna caratterizzazione fisica, psicologica o sociale. Importante è anche il maestro di musica detto il cantastorie degli avi di Gavino. La sua caratterizzazione ci è fornita dall’impressione che ha di lui Gavino: lo considera un uomo simpatico e che lo coinvolge particolarmente raccontandogli storielle.

Commento

Credo sia ancora una lettura molto utile per i ragazzi, che possono rendersi conto, almeno in parte, di quanto diversa sia la loro vita di adesso rispetto a quella di tempo fa soprattutto in condizioni particolari come il piccolo Gavino, che di certo non giocava con i videogiochi ma lavorava duramente la terra sotto il potere del padre. I valori sono diversi da quelli di oggi infatti questo libro cerca proprio di far capire di quanto il povero Gavino ha dovuto soffrire a causa del padre ostinato a seguire solo i suoi obiettivi senza dar libertà di pensiero al figlio. Oltre ad appassionare, insegna i lati oscuri della vita, cosa che non tutti i libri, e specialmente la televisione non fanno o comunque solo in piccolissima parte. Consiglio questo libro soprattutto a coloro che non hanno capito cosa significa veramente vivere ed essere liberi.

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