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RELAZIONE SUL LIBRO “1984” di George Orwell

Biografia dell’autore
George Orwell nasce in India il 25 giugno 1903 con il nome di Eric Arthur Blair, a Motihari, nel Bengala da una famiglia di origine scozzese. Il padre, angloindiano, è funzionario dell'Indian Civil Service, l'amministrazione britannica in India. Tornato in patria nel 1907, si iscrive alla Saint Cyprian School, rivelatosi uno studente precoce e brillante, vince una Borsa di Studio per la famosa Public School di Eton, che frequenta per quattro anni, e dove ha per insegnante Aldous Huxley, narratore che, con le sue Utopie alla rovescia, avrà grande influenza sul futuro scrittore.
Non prosegue gli studi ma spinto da un profondo impulso all'azione, e probabilmente anche dalla decisione di seguire le orme paterne, si arruola nel 1922 nell’Indian Imperial Police, prestando servizio per cinque anni in Birmania. L'esperienza vissuta nella Polizia Imperiale si rivela traumatica: diviso tra il crescente disgusto per l'arroganza imperialista e la funzione repressiva che il suo ruolo gli impone, si dimette.

Rientrato in Europa, il desiderio di conoscere le condizioni di vita delle classi subalterne lo induce a umili mestieri nei quartieri più poveri di Parigi e di Londra. Su commissione di un'associazione culturale filosocialista, svolge un'indagine nelle zone più colpite dalla depressione economica, che lo porterà, nei primi mesi del '36 tra i minatori dell'Inghilterra settentrionale, nello stesso anno sposa in giugno Eileen O'Shaughnessy, impiegata al Ministero dell'informazione. Scoppiata la Guerra Civile Spagnola vi prende parte combattendo tre le file del Partito socialista spagnolo. L'esperienza spagnola e la disillusione procuratagli dai dissensi interni della Sinistra, lo portano a pubblicare un diario-reportage ricco di pagine drammatiche e polemiche. Da qui in avanti, come dirà l'autore stesso, ogni sua riga sarà spesa contro il Totalitarismo.
Nel 1945 compare il primo dei suoi due famosi romanzi utopici "La fattoria degli animali" che coniugando il romanzo con la favola animale e la lezione satirica; nel 1948 esce l'altra sua celebre opera "1984", con questo romanzo George Orwell prosegue e dà nuova linfa alla cosiddetta tradizione della letteratura distopica, cioè dell'Utopia alla rovescia.


Trama del libro “1984”
La vicenda è ambientata in un ipotetico futuro, che il protagonista del romanzo ipotizza sia il 1984, e tutto si svolge a Londra che è la capitale dell’Oceania, una delle tra grandi nazioni in cui è suddivisa il pianeta. La società è amministrata secondo i principi del Socing e governata da un onnipotente partito unico con a capo il Grande Fratello, un personaggio che nessuno ha mai visto e che tiene costantemente sotto controllo la vita di tutti i cittadini. I suoi occhi sono le telecamere che spiano la vita di qualunque cittadino e il suo braccio la psicopolizia che interviene in ogni situazione sospetta. Il protagonista del romanzo, Winston Smith, è un membro subalterno del partito, incaricato di censurare i libri e gli articoli dei giornali non in linea con la politica ufficiale. Apparentemente docile, in realtà mal sopporta i condizionamenti del partito. Accanto a lui agiscono altri due personaggi: Julia, della quale Winston è innamorato sebbene il partito vieti il sesso e i rapporti tra uomo e donna che non sottintendano la procreazione, e O’Brien, un importante funzionario che il protagonista crede amico e alleato contro il partito.

Winston e Julia diventano amanti e decidono di collaborare con un’organizzazione clandestina di resistenza chiamata “Confraternita”. O’Brien dà a Winston un libro sulla “Confraternita” scritto da Goldenstain il fantomatico oppositore del partito, in questo libro Goldenstain spiega che la guerra è una condizione necessaria che serve per mantenere l’equilibrio politico ed economico delle tre grandi nazioni. In seguito Winston e Julia vengono arrestati dallo stesso O’Brien che in realtà è un membro della psicopolizia, governata dal Minamor (il ministero dell'amore, la cui funzione è torturare i dissidenti). Il fine di O'Brien è insegnare a Winston la tecnica del Bispensiero attraverso tre fasi: apprendimento, comprensione, accettazione.
La prima fase consiste nell'infliggere un dolore d’intensità sempre crescente al condannato in modo che egli accetti una realtà che non è tale. Winston riesce a resistere alla prima fase e, nella seconda, egli capisce di essere "l'ultimo uomo in Europa", vale a dire l'ultimo guardiano dello spirito umano, e di avere l'aspetto di uno scheletro; ma è felice perché è conscio di non aver tradito Julia.
Nella terza fase, Winston apprende da O’Brien i principi fondamentali del sistema sul quale si fonda lo stato e scopre che non è sufficiente confessare e obbedire alle regole, ma che il Grande Fratello vuole possedere anche l’anima e il pensiero dei suoi sudditi. Alla fine, Winston viene costretto a cedere: rinuncia all’amore per Julia e al libero pensiero, sottomettendosi e amando completamente il Grande Fratello.

Tematiche storiche
Questo romanzo viene definito “utopia distopica” cioè una visione del futuro in negativo, chiaramente questa interpretazione assolutamente negativa del futuro da parte dello scrittore è fondata sugli eventi storici vissuti in prima persona dall’autore. Bisogna ricordare che Orwell vive due conflitti mondiali e ne è chiaramente influenzato come del resto gran parte della popolazione, provata da due guerre che hanno totalmente sconvolto il modo di vivere e concepire gli eventi. Questo romanzo rappresenta ciò che non dovrebbe succedere, riassume in se tutte le paure scaturite da un evento catastrofico come la Seconda Guerra Mondiale, viene naturale chiedersi perché si ipotizza un futuro così negativo? Qual è lo scopo dello scrittore? Ciò che Orwell vuole mettere in risalto è che un futuro del genere non è mera fantasia, esso si basa su eventi storici realmente accaduti e anche se situazioni così estreme sono difficili da realizzarsi non bisogna credere che siano impossibili. In questo romanzo vi è un concentrato di tutte le paure nate in seguito agli avvenimenti della prima parte del novecento, la guerra vista come necessità per l’equilibrio mondiale, la tecnologia usata per controllare le persone, l’utilizzo del potere per manipolare l’opinione comune, l’assoluto annullamento dell’individualità.

Il Partito ad esempio rappresenta l’esasperazione dei principi socialisti e comunisti, infatti il Partito non si configura come stato, non ci sono regole scritte, e sembra che conceda piena libertà a tutti i cittadini, la società è amministrata secondo i principi del Socing, un evoluzione dello Stalinismo, e su tutti prevale la figura del Grande Fratello, che tiene sotto controllo tutti i cittadini, grazie ai teleschermi. Questa deformazione dei principi socialisti porta quindi da stato socialista a regime totalitario, non a caso le tre grandi nazioni in cui le terra viene idealmente divisa nel romanzo sono tre regimi totalitari nati però dalla deformazione di governi di tipo diverso, questo particolare ci indica che per Orwell l’esasperazione al controllo dell’individuo porta inevitabilmente ad un regime totalitario, con il termine totalitarismo si intende uno stato che controlla la vita privata dei singoli cittadini annullandone la volontà e la capacità di pensiero libero. La guerra viene intesa da questi totalitarismi come un metodo per mantenere il potere e il controllo sulla massa, indirizzando il malcontento verso un nemico esterno, infatti, nel romanzo Orwell fa parlare Goldstein, acerrimo oppositore del Partito, gli fa affermare che la guerra è necessaria per mantenere l’equilibrio tra i tre superstati, l’obiettivo non è vincere o distruggere il nemico, il vero obiettivo è di mantenere la situazione in stallo in modo da creare una condizione di guerra perenne ma in realtà finta, si teme, infatti, un conflitto atomico che porterebbe alla distruzione del pianeta, in questa considerazione Orwell ipotizza un futuro alla Guerra Fredda, che vedeva contrapposti due grandi blocchi Stati Uniti e URSS che si contendevano il pianeta. L’unico scopo del Partito è di rimanere al potere il più a lungo possibile e per fare ciò si serve di tutti i mezzi a propria disposizione, la tecnologia quindi non viene più vista sottoforma di progresso, ma per mantenere il controllo delle persone, i teleschermi, infatti, sono uno dei mezzi più efficaci per controllare la vita privata dei cittadini; la tecnologia quindi dal punto di vista di Orwell viene vista in modo negativo e quasi diffidente questo a causa dell’uso “sbagliato” delle nuove tecnologia sviluppate durante la Seconda Guerra Mondiale e utilizzate per fini bellici, prima tra tutti l’energia atomica. Tutti i membri del Partito venivano spiati continuamente e bombardati da pubblicità affine alle linee guida del Partito stesso, gli unici che non erano posti sotto controllo erano i prolet, la maggior parte della popolazione che costituiva la forza lavoro, tenuti in miseria e ignoranza non erano considerati un pericolo per il Partito e quindi non erano spiati, con spirito socialista il protagonista del romanzo afferma che “il futuro è dei prolet”.

Analisi tematica storica: La manipolazione del passato
Un punto fondamentale della politica del Partito è il controllo del passato e quindi dei fatti accaduti per avere l’assoluto controllo sulla mente umana, uno slogan del partito recita: “Chi controlla il passato, controlla il futuro; chi controlla il presente, controlla il passato”. Infatti, essendo la storia, il passato, frutto solo di documenti e memoria, si deduce che effettivamente la realtà perde la sua prospettiva oggettiva, e tende a essere considerato come semplice frutto della mente umana, e quindi della memoria, depositaria del passato. Il Partito controlla sia i documenti sia la memoria, quindi controllando il passato tramite il loro continuo aggiornamento al presente, non fa altro che controllare il futuro, cioè il presente di domani. Anche la lingua contribuisce a questo controllo poiché la lingua che si parla in Oceania si sta trasformando in Neolingua, un nuovo linguaggio in cui tutte le parole hanno un'unica accezione che riducendo il significato ai concetti più elementari rende impossibile concepire un pensiero critico individuale. Con la creazione della neolingua il partito censura quindi l'utilizzo di molte parole, convogliando quelle sgradite (come ad esempio "democrazia" ) nell'unico termine "psicoreato": in questo modo diventa impossibile formulare, e a lungo andare anche solo pensare ad un argomento "proibito". I semplici concetti che renderebbero discutibile l'operato del partito diventano inesprimibili. La stessa parola "psicoreato" va ben oltre il divieto di esprimersi, ma si spinge appunto a vietare anche solo di pensare in modo divergente dai dettami del governo totalitario sotto il Grande Fratello. Tutti i fatti che rivelino contraddizione o fallibilità del Partito vengono periodicamente e sistematicamente cancellati e sostituiti, la storia non esiste più, se non per dare ragione al Partito. Si ci aspetta quindi che gli uomini seguendo la logica del bispensiero, cancellino la memoria dei fatti indesiderati e li sostituiscano con fatti che il Partito vuole che si ricordino. Questo è uno degli aspetti più inquietanti di tutto il romanzo, l’idea che la realtà sia solo una nostra convinzione e che il passato possa essere modificato a scelta e che tutto ciò induca le persone a negare un loro ricordo per accettarne un altro ci sembra una cosa assurda, ma a ben rifletterci è un evento alquanto possibile, nel momento in cui la storia non è più analizzata in modo oggettivo basandosi sulle fonti storiche ma è liberamente ricostruita si ha una libera reinterpretazione di un fatto storico.

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