Moby Dick di Herman Melville


Nel celebre romanzo di Melville, ambientato su una baleniera, gli episodi di caccia a capodogli e balene sono ovviamente numerosi, così come le minuziose descrizioni delle operazioni di squartamento dei catacei catturati.
Nelle pagine del romanzo vengono descritte alcune fasi di uno degli episodi di uccisione e lavorazione di uno dei giganteschi e pacifici mammiferi marini finiti a tiro della nave (il Pequod) comandata dal capitano Achab.
La voce narrante è di un marinaio, Ismaele, imbarcato sulla baleniera e dunque è suo il punto di vista, che dipinge le balene come mostri pieni “di prodigio e di mistero”.
Il romanzo, diviso in 135 brevi capitoli, è ispirato alle avventure marinaresche vissute da Melville in gioventù ed è ambientato nel 1840 circa. Partita dal porto americano di Nantucket, la nave Pequod, al comando del capitano Achab, compie una spedizione attraverso gli oceani a caccia di balene.
Tra tutte, Achab è accanitamente in cerca di una particolare balena bianca, di nome Moby Dick, animale potente e battagliero, terrore di tutti i cacciatori di balene, che in un combattimento aveva reciso una gamba ad Achab. Da allora il capitano non si era dato più pace, deciso a vendicarsi del terribile avversario.
Cercata per tutto il romanzo, Moby Dick comparirà soltanto negli ultimi tre capitoli, per il tragico scontro finale.
L’opera ha un carattere composito, mescolando aspetti epici e grandiosi scenari oceanici a lunghe dissertazioni di “cetologia” (cioè sui catacei e sulla caccia di cui questi mammiferi sono vittima), ma va letta soprattutto come metafora delle sfide umane, ricca anche di riferimenti biblici, dal nome dell’io narrante (Ishmael, Ismaele) al termine spesso usato per indicare i catacei: “Leviathan” (o “Leviatano”), dal nome di una creatura mostruosa menzionata dalla Bibbia.
Herman Melville nacque a New York da una famiglia di origine scozzese. Nel 1832, in seguito alla morte del padre, il giovane Melville abbandonò gli studi, dedicandosi a diversi lavori di fortuna. Nel 1839 si imbarcò per la prima volta su un battello e nel 1841 divenne mozzo su una baleniera, con cui raggiunse le isole Marchesi. Abbandonata la nave, per un mese soggiornò nel territorio della tribù dei Taipi, considerati antropofagi. Al ritorno a New York, nel 1846 scrisse il suo primo romanzo, Typee, cui seguirono altri romanzi tra cui Moby Dick , sempre rifacendosi al materiale autobiografico, arricchito per notevoli presenze simboliche, scrisse alcuni altri romanzi ispirati alle sue traversate oceaniche.
Registrati via email