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“Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”, Haddon.

Autore. Mark Haddon, nato in Inghilterra nel 1963, ha scritto ben quindici libri per ragazzi, vincendo addirittura, con “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”, il premio Whitbread nel 2003.

La divisione in sequenze. I capitoli del libro ruotano attorno a tre nuclei fondamentali:
I. Capitoli: 2, 5, 11, 17, 23, 31, 41, 59, 67, 79, 89, 127, 167. Wellington, il cane ucciso a mezzanotte.
II. Capitoli: 3, 7, 13, 19, 29, 37, 47, 61, 71, 73, 83, 97, 101, 103, 107, 109, 113, 131, 137, 139, 151, 163, 171, 181, 191, 193, 199, 223, 229, 233.  Riflessioni da parte di Christopher.
III. Capitoli: 43, 53, 149, 157, 167, 179, 197, 211, 227.  Alla ricerca della madre di Christopher.

Riassunto. La storia narra di Christopher, un quindicenne con pochi amici, che soffre di autismo, malattia che, colpendo il cervello, gli fa assumere strani comportamenti quali agitazioni alla presenza di suoni, ripetizioni di movimenti, silenzi e frasi brevi che riproducono le sequenze dei suoi pensieri. È dotato di una grande abilità quasi ossessiva per i numeri che lo porta a superare l’esame di matematica e ad accedere all’università. Christopher trova il cane della signora Shears trafitto da un forcone ed inizia a indagare, come il suo idolo Sherlock Holmes, per scoprirne l’assassino. Quando viene a sapere, girando per la stanza di suo padre, che quest’ultimo lo ha tradito, nascondendogli le lettere che la madre, data per morta, gli inviava tutte le settimane, si sente vuoto dentro, confuso e comincia a chiedere spiegazioni. Il padre gli confessa anche di aver ucciso il cane Wellington, creando una situazione di sconforto nel ragazzo che decide di scappare di casa e di recarsi a Londra dalla madre che viveva con il marito della signora Shears. Nascosto sul treno, arriva a destinazione, trova la madre, con la quale torna a vivere a Swindon e si riconcilia con il padre.

Il tempo.
A. Le vicende narrate sono collocate in un tempo storico indeterminato;
B. Le vicende raccontate durano all’incirca qualche settimana (nel libro non sono specificate date);
C. L’ordine cronologico non viene rispettato poiché sono presenti all’interno del racconto alcune analessi (flashback) quando viene descritta dal padre la grande agonia della madre, rivelatasi poi falsa o si fa riferimento alle lettere che la madre invia a Christopher.
D. In alcuni casi il testo presenta la “scena”, durante le parti dialogate; alcuni capitoli sono interamente dedicati alla descrizione di un determinato oggetto. Il momento narrativo prevalente è senza dubbio quello della “pausa”: il narratore interrompe il corso degli eventi per fare riflessioni (con gli occhi del ragazzo), descrizioni o allusioni a fatti precedentemente accaduti.

Lo spazio.
A. Lo spazio nel quale si svolgono le vicende è reale, compreso tra la città di Londra e Swindon (a tre ore di distanza); è un ambiente ora interno (case, scuola, treno, auto……) ora esterno (giardino, città, stazione….); la descrizione da parte di Christopher è soggettiva ed essenziale in quanto egli afferma che le descrizione rendono lungo e pesante un qualsiasi racconto.
B. Nella casa del padre di Christopher a Swindon ci sono oggetti molto più raffinati che in quella presa in affitto a Londra dalla madre e dal signor Shears e, successivamente, in quella presa dalla madre, trasferitasi nuovamente a Swindon, priva di alcun tipo di arredamento (addirittura il bagno). Il narratore descrive ogni singolo oggetto definendone il colore ed esprimendo il proprio disappunto quando questo fosse giallo o marrone, in relazione ai ricordi sgradevoli cui ciascuno di essi è legato.
C. Lo spazio è descritto dal punto di vista di Christopher che lo percepisce attraverso tutti i sensi: prima descrive i fastidiosi rumori della folla circostante che lo innervosisce e lo fa gemere, poi descrive il dolore provato quando il suo “topo addomesticato” gli morde un dito facendogli uscire molto sangue…….

I personaggi.
A. I personaggi non vengono descritti all’interno del racconto; c’è solamente un autoritratto, peraltro fuori dal comune, da parte di Christopher che dice il suo nome per intero, la sua età in anni, mesi e giorni, elenca le sue passioni per la matematica, per il mondo e per tutte le capitali; racconta come non abbia mai detto una bugia (si sente male quando costretto a dirne una al padre) e della sua insofferenza ad essere toccato, soprattutto se immerso in una folla...

B. I personaggi principali sono soprattutto i membri della famiglia Boone: Christopher ed il suo inseparabile topolino, il padre e la madre; tra i secondari troviamo invece Siobhan, l’insegnante di Christopher che gli darà grandi aiuti per portare a termine il suo libro e il signore e la signora Shears. Nel complesso i personaggi sono dinamici:
---Il Padre: prima buono, caro ed affettuoso con il ragazzo, poi, dopo che Christopher scopre le lettere nascoste della madre, diventa più aggressivo, lo picchia; ritornerà come prima solo nel finale;
---La Madre prima scappa dalla sua famiglia dimostrando di non aver quindi cuore, per poi tornare a “riabbracciare” Christopher ed accoglierlo in casa;
---La signora Shears, prima “affettuosa” con il papà di Christopher, dopo la morte del cane Wellington, si fa sempre più fredda e distaccata e non vuole più parlare con alcun rappresentante della famiglia Boone.
C. Il protagonista è Christopher; l’antagonista è il padre; gli aiutanti potrebbero essere tanto la madre quanto Siobhan. I ruoli non si modificano nel corso delle vicende.

Tecniche narrative e stilistiche.
A. Il narratore è Christopher ed è quindi interno alla storia, protagonista e testimone di alcuni fatti importanti che condizionano la sua vita.
B. C’è una focalizzazione interna: Christopher sa quanto un personaggio… se stesso.

C. Per rappresentare le parole ed i pensieri dei personaggi usa il discorso diretto ed il flusso di coscienza.
D. Lo stile è paratattico con un registro informale, prevalentemente oggettivo e non si avvale di numerosi aggettivi.

Temi e Messaggi.
I temi principali che provengono dalla sfera familiare sono: il rapporto difficile tra padri e figli, reso ancora più difficile dalla presenza di una malattia mentale; l’adolescenza con i suoi mutamenti e le scelte spesso fatte in modo errato; la diversità di Christopher con il suo handicap fatto di impulsività, estrema sensibilità e piccole manie. Christopher, pur affetto da handicap, riesce a vincere proprio grazie a quei comportamenti che i “normali” giudicano maniacali. Emerge l’importanza della verità in un qualsiasi rapporto soprattutto se di crescita e se tra padre e figlio.

Verso il contesto.
A. Il testo appartiene al genere dei romanzi;
B. È, come Christopher tiene a sottolineare, un giallo, a sfondo avventuroso sul quale si innesta un percorso di formazione

Dalla parte del lettore.
A. Del testo mi è piaciuto in primis il personaggio di Christopher con le sue idiosincrasie, il suo percorso verso l’autonomia e l’attenzione posta sull’importanza della verità
B. Il testo ha suscitato in me grande riflessione nel vedere come si è impotenti di fronte ad una malattia che colpisce gravemente il cervello e come una vita di un giovane possa realmente limitata; come la sincerità debba essere alla base di ogni relazione, come sia possibile recuperare un rapporto in presenza di affetto e di onestà.
C. Il libro mi è piaciuto molto poiché mi è sembrato di vivere con Christopher, con un ragazzo della mia età, la fase di transizione verso la padronanza di sé.

D. Consiglio la lettura a tutti i ragazzi che si sentono insoddisfatti e abbandonati per qualche torto subito, vero o presunto.
E. Un episodio significativo……. “perché voler bene a qualcuno significa aiutarlo quando è nei guai, prendersi cura di lui, dirgli sempre la verità….”.

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