Ominide 81 punti

Gruber, Lilli - Figlie dell'Islam
Un argomento ricorrente nel libro “Figlie dell’Islam di Lilli Gruber, è l’errata interpretazione , soprattutto da parte degli uomini, del libro sacro, il Corano. Viene affermato che la lingua araba è molto ricca e possiede diverse traduzioni ugualmente accettabili. Alcuni termini vengono utilizzati scorrettamente, come “jihad” che afferma non esserci costrizione religiosa: “A voi la vostra religione, a me la mia”.
Nonostante ciò giornalisti ed altri esperti che siano occidentali o musulmani lo utilizzano per indicare un Islam aggressivo che vuole estendere il proprio dominio mentre in realtà, e' stato ben specificato dai più eminenti studiosi della religione che il “jihad” rappresenta un mezzo di difesa contro l'aggressione e non e' mai sinonimo di "attacco offensivo". Il “jihad” non e' uno strumento di guerra contro innocenti, ne' un mezzo per mostrare i muscoli o tiranneggiare i deboli e gli oppressi. Il termine “jihad” e' qualcosa di unico, che rivela il cuore stesso della religione islamica, e che implica il concetto di difesa del divino messaggio dall'aggressione dei suoi nemici. Tramandare il Corano sarebbe dovuto rimanere un atto orale, fu poi il terzo califfo a decidere di trascriverlo su fogli per spedirlo alle capitali delle altre province affinché servisse da riferimento. Ma nel Corano né riferimenti e né dettagli riguardo le dottrine e i precetti. Per fare in modo che il testo sacro rimanesse al pari con i tempi e con una società che cambia, decisero di raccogliere e aggiungere altre testimonianze, azioni e insegnamenti del Profeta. Nel libro di Reza Aslan, “No God but God”, afferma che la stessa espressione utilizzata in una sura del Corano, proprio a proposito del rapporto tra uomini e donne può voler dire “picchiala” o “amala”. Purtroppo l’ignoranza è un vero e proprio problema per i musulmani, perché solo una corretta e approfondita conoscenza della religione può consentire un’interpretazione di ogni sura pertinente e non estremista e di conseguenza errata. Alcune donne indossano il velo perché condizionate dal fatto che in “hadith”, i discorsi attribuiti al Profeta, si annuncia che non coprire il capo e il volto attirerà il diavolo che , il giorno del Giudizio, urinerà sulle loro teste. E’ tutta questione di educazione, di studiare e apprendere per capire che il Profeta non voleva sottometterle e tenerle nell’ignoranza come cercano però di fare gli uomini. Ad esempio: “Secondo il corano la verginità è un obbligo non solo per le donne ma anche per gli uomini”, “nella coppia prima viene l’impegno dei sentimenti e solo dopo quello sessuale”. A questo punto possiamo domandarci perché si sia maturata questa ossessione solo nei riguardi della purezza femminile, e nessuno però si preoccupa di quella maschile? Vuol dire che alla base di un matrimonio, forzato, vi è un interesse da parte dell’uomo semplicemente sessuale, per soddisfare i suoi piaceri. Si denota anche come non solo nella religione musulmana, ma anche in quella ebraica e cristiana, si faccia riferimento al “diritto” di picchiare una donna disobbediente, ma ciò riflette le mentalità antiche, alcune cose che prima erano accettabili ora non lo sono più.

“Dobbiamo sempre leggere i testi alla luce del progresso dei tempi. Se il Corano continua a essere valido, per definizione deve essere aperto all’interpretazione, come è sempre stato…”. Insomma l’istruzione è alla base di ogni cosa, e anche se il Corano insegna che questa deve essere accessibile a tutti , insistono nel cercare di vietarla soprattutto alle donne.

Registrati via email