6 gennaio 2010
Caro diario, voglio mettere in chiaro da subito il perché ti stò scrivendo: il mio maestro ha sostenuto che era un esercizio utile per “ampliare il mio lessico e avere una miglior padronanza della propria lingua” il che, ormai è diventata una cosa d’assoluta importanza per un assassino.
Innanzi tutto mi presento, mi chiamo Tenerezza, Tenny per i membri della famiglia, anche se ora il mio nipotino idiota mi chiama Ten Ten. Lily lo trova un nome carino, ma per me non lo è.
Dato che non ho amici e che le persone che incontro di fuori della nostra proprietà sono tutte vittime da . Come forze avrai capito vivo in una famiglia di mercenari che, per la cronaca, è famosa in tutto il mondo e temuta da ogni criminale (solitamente veniamo assoldati da boss della mafia che desiderano sbarazzarsi di loro rivali).
La mia famiglia è formata da: il nonno, mio padre, mia madre, Lilibeth (che noi più piccoli chiamiamo “sorellona assoluta”, poiché è la più grande, anche se più normalmente ci rivolgiamo a lei come Lily), Odio, di tre anni più piccolo, Rancore, chiamata ormai da tutti solo Ran, Terribile, detto Terry, ed io. Ovviamente poi c’è il marito di Lily e Junior, il mio nipotino.

Nella nostra proprietà è situata anche la villetta dove risiede la servitù, ma non considero loro come membri della famiglia. Se mai si può chiamare “famiglia” un’unione di gente totalmente differente tenuti uniti da un semplice legame di sangue. Si, credo che se cercherei nel vocabolario troverei una definizione molto simile. Ora però ti devo salutare, sembra che sia pronta la cena, e sappiamo tutti quanto può essere segno di maleducazione farsi attendere senza un buon motivo. Non so quando ritroverò il momento di scriverti, intanto ti saluto, arrivederci.

10 luglio 2010

Caro diario, oggi è tornata a casa Lily. Era da un po’ di tempo che mancava da casa, ed ora che è tornata mi sento come se avessi levato un peso dal cuore. Sai, a volte Lily sta fuori casa per addirittura mesi e mesi. Quei tempi solitamente concordano con arrivi di stanchezza e desiderio d’inattività da parte mia. Al contrario, quando la vedo tornare –soprattutto da viaggi lungo come questo- mi sento notevolmente più serena e s’infonde in me il desiderio di starle accanto per ascoltare alcune delle sue storie. Però non è sempre possibile, infatti come ben so Lily ha una famiglia sua, infatti ora sta passando il suo tempo con suo marito. Incredibilmente questa volta non è corsa a braccia aperte da suo figlio, il quale ora è tenuto da Ran. A Ran piace molto stare con il piccolo. Perché –almeno così mi dice- trova sia divertente passare il tempo con un bimbo dolce e tenero come lui. Usa sempre riferimenti al mio nome per parlare di lui. Lo fa per farmi arrabbiare, dato che sa benissimo che non sopporto quel mostriciattolo. Io non sopporto lui e lui non sopporta me. La prima volta che lo ho dovuto tenere in braccio (e mi hanno costretto, perché altrimenti non lo avrei tenuto neanche se mi avessero messo sotto tortura) mi ha fatto la pipì addosso. E quando ha iniziato a parlare, ecco che si inventa uno stupido soprannome che io odio solo per farmi arrabbiare. Si sente potente solo perché qui tutti sono dalla sua parte…ma vedremo quando non sarà più piccolo e la sua dolcezza finirà. Allora vedrà che cos’ ha da fargli la Tenerezza.

Ok, ora ti saluto diario, spero di ritrovare il tempo di riscriverti almeno per il mio compleanno (13 ottobre). Arrivederci.

11 ottobre 2010
Caro diario, fortunatamente questa volta sono riuscita a terminare il lavoro molto velocemente, tanto che mio padre mi ha dato una settimana libera per via del mio compleanno che avverrà tra due giorni. Un po’ sono sollevata, perché solitamente il lavoro mi stanca notevolmente. Comunque non so ancora come intendo passare questo tempo libero. Addirittura mio padre ha lasciato del tempo libero anche al mio maestro, quindi non devo neanche passare le quotidiane 6 ore con il maestro….meno male che tra 4 anni posso finirla con le lezioni. Solitamente comunque non riesco a liberarmi precisamente nel giorno del mio compleanno e finisco a piantare pugnali in cuori altrui e lavoretti del genere. Già per questo motivo questo compleanno si prospetta già diverso. In modo positivo. Anche se non ci spero neanche ad una festa a sorpresa con le trombette e la torta, non è in stile della mia famiglia.

Innanzitutto non ho la torta perché, dato che comunque mio padre mi lascia sempre anche solo una minima parte della paga dei miei lavoretti che di solito sperpero tutta in dolciumi. Poi, niente festa perché tanto è una cosa praticamente impossibile che ci siano TUTTI i miei fratelli a casa. Ad ogni modo ogni anno ricevo gli auguri da tutti via sms. Poi riguardo i regali, delle volte mi capita anche che li riceva uno o due mesi più tardi. Comunque non mi interessano poi tanto quei ciuffi inutili che ogni tanto mi rifilano i miei fratelli. Per esempio, tu sei un regalo di Ran. Soprattutto lei, mi rifila sempre cosine rosa o soprammobili per la mia cameretta, cui in effetti non è che guardi tanto il suo arredamento, dato che non ho mai tempo. Potrei prendere come esempio quella di Ran e quella vecchia di Lily, nella quale ora non và mai molto spesso, anche se so che a lei piace andarci per riflettere da sola. In effetti, quando non ci sta Lily ed io ho del tempo libero, mi piace starci. Quel posto ha qualcosa di affascinante, nelle sue pareti lillà e nell’arredamento ottocentesco. Magari potrei ispirarmi alla sua camera…trovando anche degli ampi scaffali per mettere i miei libri e i regalini dei miei fratelli. Vado subito a mettermi all’opera. Ti saluto.

13 ottobre 2010
Caro diario, che palle!!! E’ il mio compleanno e tu indovina dove stò? Ma che cosa parlo a fare con te…non sei neanche una creatura vivente. Però sento come tutta questa rabbia dentro… . In verità non so neanche il perché. Me la sento e basta. E poi mi viene da ricordare un sacco di volte le parole dio mio padre quando mi aveva promesso che quest’anno avrei potuto passare il compleanno a casa…baggianate! Non so neanche io perché continuo a fidarmi di lui. Tutte le promesse che mi ha fatto sono state infrante. Sono in un treno che mi dovrà portare a Kensey, una cittadina dalla quale dovrei prendere un treno per arrivare a Basho, nella quale dovrei trovare un vecchio palazzo nella quale dovrebbe nascondersi un uomo riconoscibile dai capelli bianchi assurdi per una persona così giovane, che ha un grosso debito con un agenzia criminale. A quanto sembra ha una moglie incinta di nove mesi nascosta non si sa dove. Il mio compito è scoprire chi è, ed ucciderla una volta partorito il figlio, poi far trovare il suo cadavere al marito, e fargli capire che il bambino è nelle mie mani…ovviamente metaforicamente. Vado a minacce del genere: dammi i soldi e non sarà tolto un capello a tuo figlio. Hanno detto di dargli un margine di scadenza di un anno e due mesi. Oh, il treno stà per arrivare alla fermata, quindi ti saluto.

20 ottobre 2010
caro diario, moglie morta, bambino sotto controllo. Mi sembra ancora di vederlo piangere, il marito.
Si aggrappava al figlio che sembrava quasi lo volesse stritolare. Se fosse successo ci sarebbe stato da ridere. Tra mezz’ora dovrei essere in stazione a prendere il treno. Non me ne và per niente. Non so, ma già ritornare dalla mia famiglia, con Lily che ormai ha occhi solo per junior, e mio padre che non mantiene mai le promesse fatte…non ne ho voglia per niente. Certo, teoricamente avrei da rifare la stanza da letto e scartare i regali, ma se prima l’idea mi faceva fare un sobbalzo al cuore, ora non provo più niente. Anche se in effetti desiderei tanto che si aprisse una voragine sotto di me e che sprofondassi. Non ne posso più di questa vita. a proposito, tanto che tu lo sappia, ti stò scrivendo da un tavolino di legno dai giardini pubblici. Infatti riesco a sentire l’aria che soffia e penso che, data l’aria che stà iniziando a tirare da alcuni secondi, tra poco pioverà. Le numerose famigliole che stanno facendo pic-nic si bagneranno. Molto divertente…. Ti saluto.

31 novembre 2010
Caro diario, buon halloween!! Si, lo so, è da un pezzetto che non ti scrivo più, ma che vuoi farci?? Sono stata tanto impegnata…. Comunque, oggi è il compleanno di Terry. Wow. Nostro padre gli ha regalato una ferrari nuova. Non c’è che dire, sta diventando proprio tirchio con i regali….
Io invece gli ho regalato una pistola. Non chiedermi che calibro è o idiozie del genere, che non ti so dire niente. Infatti per fare una buona scelta ho assunto un collezionista di armi da fuoco. Penso che
non siano stati soldi buttati, perché Terry mi è sembrato molto entusiasta -per lo meno più di quanto lo è stato per il regalo di papà, se posso dire- quando ha aperto il regalo. Ma ormai sono passati un paio di giorni. Da noi si usa così: appena hai comprato il regalo, lo porgi al festeggiato; anche perché è sempre possibile che per il giorno stesso nel quale ha compiuto gli anni sia in missione.
Ma per sua somma fortuna a Terry non è successo così. Terry è sempre molto fortunato. Riesce sempre ad ottenere tutto quello che vuole da nostro padre, e per di più una volta è riuscito anche a chiamarlo papà. Certo, lo ha fatto solamente di riflesso, se ci avesse pensato su non si sarebbe mai rivolto a lui con quell’appellativo. Quel giorno nessuno ci face caso, tranne me ovviamente. Eppure…ricordo un episodio di vario tempo fa. Io ero molto piccola, e questo è uno dei pochi ricordi che vale veramente la pena di raccontare. Penso che Ran avesse la mia età, se non poco più. Nostro padre aveva assunto per lei una giovane stilista parigina di cui Ran aveva molto sentito parlare in tv. Entusiasta del regalo lo aveva abbracciato e gli aveva rivolto un dolce:-grazie papy…
Ricordo ancora la forza spaventosa di quello schiaffo. La aveva buttata per terra e le aveva lasciato un segno rosso sulla faccia per una settimana, o almeno penso, proprio a quei tempi Ran aveva preso l’abitudine di truccarsi…

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