¤cla¤ di ¤cla¤
Habilis 1346 punti

La Tormenta

Alla fine del 1811, a Nenaràdovo, viveva un uomo di nome Gavrila Gavrìlovic con sua moglie Praskòv'ja Petrovna e la figlia Màrja Gavrilovna.La ragazza era innamorata di un giovane alfiere di linea, che corrispondeva il suo amore; i genitori di lei però gli proibivano di vederlo. I due innamorati si scrivevano e si vedevano ogni giorno di nascosto, e facevano vari progetti per riuscire a vivere insieme.
L'inverno interruppe i loro incontri, ma Vladimir Nikolàevic continuava a supplicare Màrja di sposarlo in segreto, nascondersi, per poi tornare dai suoi genitori. Màrja esitò alla proposta, ma poi accettò e insieme fissarono un piano. La vigilia del giorno fissato Màrja non dormì e scrisse due lettere: una ad una sua amica, l'altra ai suoi genitori. Dopodichè si assopì e fece degli incubi sulla sua fuga, su Vladimir. Alla fine si alzò e cercò di calmare i suoi genitori, che gli facevano continue domande; disse che non cenava e salutò padre e madre, che la baciarono e la benedissero. Tornata in camera scoppiò a piangere e la cameriera cercò di farle coraggio e consolarla. Insieme scesero in giardino dove il vento le soffiava contro. Ad aspettarle c'era una slitta, mandata da Vladimir, e insieme partirono. Vladimir, in giro tutto il giorno, aveva cercato i testimoni per il matrimonio e aveva trovato un accordo con il prete di Zadrino. Venuta la sera si diresse da solo verso Zadrino, ma appena arrivò in campagna aperta si alzò la tormenta e non vide più la strada, e si trovò immerso nella neve. Si accorse che la direzione era sbagliata, ma alla fine vide un boschetto, dietro il quale doveva trovarsi Zadrino. Vladimir uscì dal bosco ma il paese non si vedeva.
Vide però alcune case e alla prima bussò; gli aprì un vecchio.
Vladimir gli chiese aiuto e il vecchio gli mandò suo figlio come guida per accompagnarlo. Il giovane lo accompagnò fino a Zadrino ma lì non trovò nessuno. Nella villa di Nenaràdovo era tornata Màrja, e i suoi genitori non si erano accorti di nulla. Nella notte però Màrja si ammalò gravemente. Nessuno si era accorto della fuga di Màrja, anche se lei alla fine confessò. Intanto la sua salute migliorò e i suoi genitori decisero di acconsentire alle nozze. In risposta però Vladimir le mandò una lettera in cui si rifiuta di sposare Màrja. Dopo alcuni giorni seppero che Vladimir morì. Anche Gavrila Gavrìlovic morì e Màrja con la madre, rimaste sole, si trasferirono in una tenuta vicina. Qui Màrja aveva molti pretendenti, ma lei pensava sempre a Vladimir. Intanto la guerra era finita e gli ufficiali tornavano dalla battaglia. Nella tenuta di Màrja e la madre arrivò un giovane di nome Bùrmin, sui ventisei anni, e la ragazza lo trattava in modo diverso dagli altri innamorati di lei. Bùrmin era un giovane simpatico e Màrja a poco a poco si innamorò di lui. Il giovane però non si dichiarava a lei, e quindi Màrja si impegnava a incoraggiarlo, ritenendo che a bloccarlo fosse la timidezza. Le sue azioni ebbero l'effetto desiderato e anche la madre ne fu contenta.
Un giorno Bùrmin andò a trovare Màrja a casa sua e le dichiarò il suo amore. Confessò però di non poterla sposare poichè era già sposato, pur non sapendo chi sia e dove sia sua moglie. Quindi le racconta la sua storia. Bùrmin raccontò che un giorno, mentre si recava al suo reggimento, si alzò la tormenta e fu costretto a fermarsi a una stazione postale. Bùrmin però non riuscì ad aspettare e insieme al cocchiere partì per il suo reggimento. A causa della bufera però, si smarrirono, fino a che giunsero nella chiesetta aperta di un villaggio, dove c'erano varie persone che aspettavano, parlando. Subito gli si avvicinarono, costringendolo ad entrare. All'interno della chiesa c'era una fanciulla seduta. Il prete chiese se poteva cominciare la cerimonia. Quindi i due si sposarono ma arrivato il momento del bacio la giovane, voltandosi verso di lui, riconobbe che il giovane non era il suo vero sposo e svenne. Quindi Bùrmin uscì di corsa e scappò con il suo cocchiere sulla slitta. Màrja, che aveva ascoltato tutto, gli chiese che fine avesse fatto sua moglie.
Bùrmin disse che non ricordava niente del giorno in cui sposò per errore la giovane, anche perchè il giovane che allora era con lui morì in guerra. Màrja Gavrìlovna si ricordò e capì tutto e vissero felici e contenti.

Hai bisogno di aiuto in Recensioni libri?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email