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Wiesel Elie - La Notte

Questo racconto di Elie Wiesel è ambientato negli anni del nazismo e nell'Europa centrale, partendo dall'Ungheria e arrivando in Germania. Narra delle esperienze autobiografiche dell'autore, ebreo, che è stato deportato assieme a suo padre e dei momenti passati nei campi di concentramento fino alla liberazione da parte degli Americani.
I motivi per cui, secondo me, l'autore ha intitolato il suo tragico racconto "La Notte" sono molteplici: potrebbe essere perchè molti episodi importanti sono accaduti di notte, o perchè la sua esperienza nei campi di concentramento è stata come una lunga notte, dolorosa e straziante da cui solo dopo molto ci si è potuti liberare, o ancora perchè tutto il sistema dei campi di concentramento nazisti era sconosciuto al resto del mondo a quel tempo, quasi come alogiasse perennemente l'oscurità della notte attorno a queste fabbriche di morte. Mi ha colpito negativamente l'episodio in cui padre e figlio lottano per un pezzo di pane e poi vengono entrambi uccisi, penso sia atroce, nella società moderna anche solo un pensiero del genere fa inorridire, non si può neanche pensare che un figlio picchi a morte suo padre per un pezzo di pane e che poi lui stesso venga ucciso a sua volta da altri uomini sempre per il medesimo pezzo di pane. Queste figure possono essere confrontate con Elie e suo padre per il fatto che anche quest'ultimi hanno subito le stesse sofferenze dei primi due perdendo un pò del loro "essere uomini" ma si differenziano alquanto rispetto agli altri se si parla di rapporto padre-figlio perchè Elie e suo padre hanno ancora un pò di umanità e non sono ancora solo stomachi affamati perciò sanno amarsi e aiutarsi a vicenda; bisogna ricordare, però, che ad un certo punto l'autore si vergogna di se stesso perchè affiora in lui il pensiero che senza il fardello del padre da accudire, potrebbe usare pienamente le sue forze per la sopravvivenza personale senza sprecarne per il vecchio padre già destinato a morire. L'autore commenta "in pochi secondi abbiamo cessato di essere uomini" perchè in una situazione così tragica, dove già le distanze tra gli uomini sono sparite, dove condividono la stessa sorte, aiutandosi, l'ingegnere e il mendicante, è stata annullata anche l'essenza stessa dell'essere uomini con una personalità, un animo, dei sentimenti, ormai ogni paura, ogni istinto se n'è andato e si va avanti come automi nel nulla, più niente li tocca, ogni limite di sopportazione è stato superato e si vive solo come corpi vuoti, senz'anima, non pensando più al passato, ai ricordi, ai propri cari, alla tristezza, al dolore, curandosi solo dei bisogni esistenziali come il cibo.

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