tteo92 di tteo92
Ominide 50 punti

La Banda dei Brocchi

Titolo: La Banda dei Brocchi
Autore: Coe Jonathan
Editore: Feltrinelli
Genere: Romanzo
Collana: Universale economica
Traduzione: Serrai R.
Pagine: 376
Data pubblicazione: 2001
Edizione recensita: 2004
Indice gradimento: 4
Recensione: Jonathan Coe è nato a Birmingham nel 1961, ora è sposato e vive a Londra. Ha studiato all’università di Birmingham, dove ha anche insegnato Poesia Inglese. Ha in seguito lavorato nel campo musicale, scrivendo musica jazz e cabaret, ha poi fatto il correttore di bozze, prima di diventare scrittore e giornalista. E’ considerato uno dei più promettenti scrittori inglesi. Ha scritto altri romanzi di successo come “La famiglia Whinshaw”, “Questa notte mi ha aperto gli occhi”, “La casa del sonno” e “L’amore non guasta”. “La banda dei brocchi” è un suo romanzo, pubblicato per la prima volta nel 2001. Il titolo originale “The rotters' club” è tratto dal titolo di un album del gruppo musicale inglese Hatfield and the North, sconosciuto quasi a tutti. “La banda dei brocchi” racconta la vita di un quartetto di amici nella Gran Bretagna degli anni settanta. Benjamin, Harding, Anderton, e Philp sono i protagonisti del romanzo, compagni di studi che frequentano la prestigiosa King Edward’s School grazie a borse di studio visto che le loro famiglie non potrebbero permettersi l’iscrizione. “Scuola di damerini” cosi definita da un operaio leader sindacale padre di Doug. Quella scuola simboleggia una promozione sociale, allargata rispetto al passato, ma non abbastanza per offrire pari opportunità ai ragazzi dalla pelle di altro colore, ciascuno preso da amori più o meno impossibili e da aspirazioni altrettanto difficili (Benjamin adora in segreto Cicely, vorrebbe diventare scrittore, Doug invece pensa al giornalismo). Tutti si avviano verso i loro prevedibili fallimenti. Ragazzi appassionati di musica che sognano di formare un gruppo musicale di successo, che discutono sui gruppi musicali in auge, dal rock al reggae fino al punk. Accanto a loro i genitori, con i problemi di lavoro e di coppia, desiderosi di portare i propri figli verso un livello sociale e culturale superiore al proprio, i professori di un liceo elitario con i propri limiti e le personalità differenti, la Birminghan di quel momento stremata dagli scioperi, con violente e continue manifestazioni antirazziste dove la polizia disperdeva i manifestanti con feroci cariche. Jonathan Coe ha descritto un mondo di adolescenti, fatto da piccole frustrazioni e moderate incertezze, il bisogno di giustizia sociale e di sincerità, ed è stato come un ritorno ai suoi anni di ragazzo nella sua città natale. Anche il suo stile è eccezionale: nella parte finale del libro sono scritte quattordicimila parole senza un punto fermo, un vero fiume di sensazioni ed emozioni. È un autore straordinario per come descrive i personaggi per la capacità di inserirli in un contesto ben analizzato che rende il romanzo molto simile alla vita. Secondo me questo è davvero un bel libro. Le descrizioni non mancano però non sono eccessive, e il linguaggio e molto simile a quello dei giorni nostri. Mi riconosco nei suoi racconti, nei sentimenti che esprime e in molte delle situazioni in cui si trovano i personaggi.

Registrati via email