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Jostein Gaarder - L'enigma del solitario

Autore: Jostein Gaarder
Titolo: L'enigma del solitario
Data: 1990

Personaggi principali
Hans Thomas: è il protagonista, ha 12 anni e vive ad Arendal, un piccolo paesino della Norvegia. E' un ragazzo riflessivo che ama trascorrere del tempo nel suo mondo. È molto “filosofico” e spesso parla per enigmi.
Il pater: è il padre di Hans Thomas. È originario di Lubecca ed anche lui ha una visione filosofica della vita. La sua passione è collezionare carte da gioco, jolly, in particolare.
Anita: è la madre di Hans Thomas e quando il bambino era piccolo è scappata in Grecia “per ritrovare sé stessa”. Nella cosiddetta “terra dei filosofi” ha fatto la modella e ha riscosso grande successo. Il pater e Hans Thomas intraprendono il viaggio descritto in questo libro proprio per trovare Anita la cui foto è stata vista su un giornale di bellezza da una zia del protagonista.

Frode: è il nonno di Hans e viene trovato dal nipote sull'isola del Solitario. Tutti lo credevano morto ma in realtà era disperso dopo un naufragio. Egli dapprima rende le carte persone vere e poi si inventa tutte le usanze dell'isola (calendario del solitario, gioco del jolly, ecc.). Alla sua morte, l'isola si inabissa e tutti i nani che la abitavano si ritrasformano in carte da gioco.
Hans: nipote di Frode che, dopo essere riuscito a scappare dall'isola insieme al jolly è diventato panettiere di Dorf. Sarà lui a raccontare ad Albert la storia da lui vissuta sull'isola del solitario.
Albert: secondo panettiere di Dorf, orfano di madre e figlio di un padre alcoolizzato. Conoscerà Hans, il quale dopo averlo aiutato contro una banda di Bulli gli farà bere la gazzosa purpurea e gli racconterà dell'isola del solitario.
Ludwing: terzo panettiere di Dorf, ex soldato, nonno del protagonista e padre del pater. Darà ad Hans Thomas il libro del panino, peccato che quando Hans Thomas torna a Dorf con la consapevolezza del fatto che Ludwing è suo nonno egli è morto da pochi giorni.

Trama
Il libro inizia raccontando la storia dei nonni di Hans: la nonna era una norvegese sottomessa e il nonno un soldato tedesco il quale, inconsapevole di avere un figlio, era tornato in Germania senza pensieri. Poi il libro lascia l'argomento e parla del viaggio intrapreso da il pater e da Hans Thomas che stanno andando in Grecia per trovare la madre scappata di casa otto anni prima. Questa parte del libro è molto commovente perchè descrive minuziosamente le domande che il bimbo si fa sul motivo della partenza della madre. Alcune riflessioni del bambino che mi hanno colpito sono: ”non capivo perché la mamma, per ritrovare sé stessa dovesse andare via, lontano da noi; il mio consiglio a chiunque desideri ritrovare sé stesso è di restare esattamente dov'è altrimenti rischia davvero di perdersi una volta per tutte”.

Il viaggio prosegue tranquillamente finché, arrivati ad un distributore, un nano sconosciuto regala ad Hans Thomas una lente di ingrandimento.
Dopo questo fatto i due si fermano a dormire in un piccolo paesino chiamato Dorf.
Il mattino seguente mentre il padre è al bar a bere diversi calici di “acquavite delle Alpi” il ragazzino gira per il piccolo paese. Dopo essere entrato in un panificio, incontra alcune persone che gli regalano una gazzosa alla pera e tre panini al latte.
Due giorni dopo padre e figlio ripartono. Giunti a Como si imbarcano; a bordo della nave mangiano i panini e ne resta uno. Durante la notte Hans, affamato, mangia anche il terzo panino. Con grande stupore si accorge che dentro vi si trova un minuscolo libricino, scritto in caratteri ancor più piccoli. Solo a questo punto si ricorda della lente regalatagli dal nano e inizia a leggere.
Di tappa in tappa legge un episodio del libro. La storia del libro del panino è narrata in prima persona da Ludwing, il panettiere, che un giorno, approda a Dorf. Qui conosce Albert, il vecchio panettiere che gli parla di una bevanda speciale: la gazzosa purpurea. Questa bevanda è magica, ubriaca i sensi facendone percepire tutti i sapori in ogni fibra del corpo.
Albert comincia a raccontare la sua storia: da ragazzino aveva perso la mamma e, con un padre alcoolizzato, si affeziona ad Hans il panettiere. Hans gli fa assaggiare la gazzosa purpurea, dicendogli che sarà l’unico sorso che farà in tutta la sua vita. E così, il vecchio panettiere gli racconta la sua storia. Hans il panettiere, prima di diventare panettiere, era stato un marinaio. Un giorno naufragò su una strana isola, dove crescevano frutti mai visti prima e strani animali a sei zampe. Lasciandosi alle spalle il mare, Hans scopre una terra incredibilmente vasta, e scopre di non essere il solo abitante di quest’isola. Oltre a lui, vivono infatti degli strani uomini: sono tutti molto piccoli e ognuno di loro ha sulle spalle un seme delle carte da gioco e un numero. Si accorge che l'isola è abitata da carte da gioco magicamente animate le quali hanno tutte caratteristiche diverse: i fiori lavorano la terra, i quadri lavorano il vetro, i cuori fanno il pane e le picche sono forti e armate. Queste strane figure non sembrano intelligenti: quando Hans gli chiede chi sono, nessuna è in grado di dargli una risposta e spesso dicono frasi insensate. Hans pensa di trovarsi in un isola - manicomio, o di essere lui stesso impazzito, finché non incontra un uomo come lui: Frode, l’unico abitante dell’isola umano. Chiacchierando con Frode Hans si accorge di essere suo nipote. I due passano quasi tutta la notte a chiacchierare e verso le 3 si coricano. Di buona mattina vengono svegliati dal jolly perchè quello era proprio il giorno del jolly durante il quale dovevano assistere allo straordinario gioco del jolly che consiste nel fatto che il jolly, prima ascolta le frasi che in un anno ogni nano è riuscito ad inventare poi, ricordandosele a memoria, le deve ordinare in modo da formare un brano di senso compiuto. Stranamente il brano uscito dal gioco del jolly di quell'anno si collegava incredibilmente alla vita del piccolo Hans. Poco dopo il racconto di questo fatto Frode muore e la piccola grande isola con i suoi abitanti, evidentemente fortemente legata a Frode, sprofonda ed i nani diventano carte da gioco logorate e consumate. Fortunatamente Hans e il jolly si salvano ma, giunti a Marsiglia su una zattera di fortuna, il jolly scappa. Il libro del panino si concude con delle riflessioni personali di Ludwing. Dopo la vita di Hans il panettiere Hans Thomas torna “alla sua vita”. Dopo numerose tappe il pater e Hans arrivano ad Atene e incontrano Anita. La mamma dapprima, anche se un po contrariata, accetta di tornare in Norvegia. Durante il viaggio di ritorno la famiglia fa sosta a Dorf dove i genitori, che in precedenza non avevano creduto ai racconti del figlio sul mondo fantastico delle carte da gioco, scoprono che Ludwing era proprio il padre del pater: perché proprio quella notte era morto. Dopo questo fatto il libro si sposta a circa cinque anni dopo con il protagonista al quale è nata una sorella. Questo libro è un libro altamente filosofico la cui morale è quella di non “ubriacarsi” con le bellezze perché così facendo in questo modo non si coglie più il valore singolare di ogni cosa.

Commento
Il momento in cui i due viaggiatori incontrano la mamma è stato sicuramente l'episodio più commuovente ed emozionante del libro. Dopo un lungo viaggio, dopo tante domande e tante stranezze la trovano su un set fotografico e qui lei fa andare via tutti per parlare col figlio e il marito. E' bello vedere che è come se il tempo si fermasse attorno ai tre protagonisti.

Il libro non mi è piaciuto perché ogni tanto si soffermava troppo su alcuni elementi a mio avviso poco rilevanti.
Le emozioni che il libro mi ha suscitato sono state: tenerezza quando il bambino si chiede i motivi della fuga della mamma, stupore quando molti elementi descritti nel libro del panino rispecchiavano la vita di Hans Thomas, felicità quando la madre decide di tornare a casa con la sua famiglia.

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