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Relazione sul libro "Ivanhoe"

Struttura della scheda:
Walter Scott.
"Ivanhoe"
Mursia editore 1987, prima edizione 1984
Genere: romanzo storico a carattere avventuroso.
Ambientazione di luogo e di tempo: Inghilterra, dodicesimo secolo, durante la terza crociata in Terra Santa.

Trama: in una foresta di querce fra la città di Sheffield e quella di Doncaster due strani individui di nome Wamba e Ghurt, rispettivamente buffone e guarda porci di Cedric il sassone, incontrano per strada il priore Aymer, abate noto per saper godere i piaceri della vita, ed il cavaliere templare Brian de Bois-Guilber di ritorno dalla Palestina con il suo seguito; il priore chiede ai due servi la strada che conduce alla dimora del loro padrone; questi tergiversano ma poi danno loro informazioni sbagliate; durante il percorso incontrano un pellegrino di ritorno dalla Terra Santa che, conoscendo bene la strada, li conduce al castello di sir Cedric.

Costui non è molto contento di ospitarli, poiché considera con astio tutti i normanni che spadroneggiano nelle terre dei sassoni ed anche tutti coloro che li frequentano.
Al banchetto partecipa anche lady Rowena, ricca e nobile sassone ospite di Cedric segretamente innamorata del figlio di costui Wilfred d' Ivanhoe e da costui ricambiata, ma purtroppo promessa sposa al principe sassone Athelstane, uomo apatico sempre in cerca di buon cibo; durante la cena il cavaliere Brian de Bois-Guilber rimane affascinato dalla bellezza e dalla grazia della ragazza, che si mostra desiderosa di conoscere gli ultimi avvenimenti in Terra Santa, dove Wilfred combatte a fianco di Riccardo Cuor di Leone.
Banchettano anche, in un tavolo posto più in basso assieme agli altri servi, il pellegrino ed un ricco ebreo chiamato Isacco di York; il pellegrino ricorda al vanitoso templare la sua sconfitta assieme ad altri cavalieri del suo ordine inflittagli in un torneo dai cavalieri inglesi capeggiati da Riccardo Cuor di Leone fra i quali combatteva anche Ivanhoe, figlio diseredato di Cedric il sassone.
Durante la notte il pellegrino salva l'ebreo da un complotto ordito da Brian per rapinarlo delle sue ricchezze e con l'aiuto di Ghurt, dal quale si era fatto riconoscere come Wilfred di Ivanhoe, lo accompagna nelle vicinanze di York; l'ebreo ricompensa così il cavaliere diseredato fornendogli un cavallo e un'armatura con i quali potrà partecipare al torneo di Ashby indetto dal principe Giovanni, fratello di Riccardo, il quale, approfittando della prigionia di questi in Austria e avvalendosi degli amici normanni, tenta di usurpargli il trono.
Al torneo, che si svolge in tre giorni, sono presenti i nomi più prestigiosi della cavalleria inglese e le donne più belle, da lady Rowina a Rebecca, figlia di Isacco di York; a sorpresa il primo torneo viene vinto dal Cavaliere Diseredato, che, tra il giubilo dei sassoni batte il favorito Brian de Bois-Guilbert ed elegge sua reginetta lady Rowena.
La sera stessa il fidato Ghurt si reca a York per saldare il debito con l'ebreo; questi accetta, ma di nascosto la figlia Rebecca restituisce i soldi a Ghurt; sulla strada del ritorno questi viene assalito da una banda di ladroni agli ordini di un certo Locksley, il quale saputo che Ghurt è a gli ordini del Cavaliere Diseredato, lo rimette in libertà.
Nella seconda giornata il torneo è a squadre e viene di nuovo vinto, grazie anche all'aiuto di un misterioso cavaliere nero, dal Cavaliere Diseredato che però rimane gravemente ferito e quindi viene riconosciuto per la sua vera identità: Wilfred d' Ivanhoe, figlio di sir Cedric il sassone. La giornata termina con la gara di arcieri, vinta dall'insolente boscaiolo Locksley, vestito di panno verde e con una curiosa piuma nel cappello, che dimostra la sua eccezionale abilità con l' arco, mentre tutt'intorno si diffonde la notizia della liberazione di re Riccardo e del suo imminente ritorno in patria.
Intanto Isacco di York e la bella figlia Rebecca trasportano fuori dal campo Ivanhoe che è bisognoso di cure ma vengono abbandonati dai loro servi per paura dei predoni e si uniscono così al seguito di Cedric, tenendogli comunque nascosto il figlio. La compagnia così costituita viene assalita dai soldati di Front de Boeuf, un normanno vicino di Cedric che si era impadronito delle terre di Ivanhoe, travestiti da predoni e solo Gurth e Wamba riescono a sfuggire all' imboscata.
I due incontrano nel bosco Locksley e i suoi uomini e si uniscono a loro scoprendo l' attività di predoni ma anche la loro ospitalità e generosità verso i deboli e gli oppressi; di questo gruppo fa parte anche frate Tuck, un eremita dedito oltre che alla violenza anche al cibo ed al buon vino secondo un credo del tutto personale. Lo stesso Cavaliere Nero aveva trovato buona ospitalità, dopo essersi perduto nella foresta, nella cappella del frate tanto particolare.
La cattura del gruppo di Cedric cui facevano parte lady Rowena, l'apatico Athelstane, Isacco e la figlia Rebecca con il ferito Ivanhoe, costituisce un complotto che mira a dare in sposa a De Bracy, mercenario del principe Giovanni, la ricca e nobile Rowena, a consegnare la bella a Rebecca al templare Bryan che ne è perdutamente innamorato e all'ospite Front de Boeuf Wilfred di Ivanhoe ed il ricco ebreo.
Ma nel castello di Front de Boeuf le cose non vanno come i persecutori si aspettavano: Isacco si rifiuta di pagare il riscatto, anche dopo la minaccia di essere arrostito vivo, Rebecca dichiara di volersi gettare dalla cella della torre dove è imprigionata se Bryan tenterà di toccarla con un solo dito, Rowena commuove con le sue lacrime e con la sua inerme figura il cavaliere de Bracy e Cedric viene liberato da Wamba, che si è introdotto nel castello sotto false vesti ecclesiastiche. Prima di essere liberato Cedric conosce la vecchia Urfried, figlia del suo amico Torquil, nobile sassone trucidato assieme ai figli da Front de Boeuf, la quale ha convissuto con gli assassini di suo padre per venti anni attendendo il momento della vendetta; ora Urfried avverte Cedric della sua disponibilità in caso di attacco al castello.
Nel frattempo un piccolo esercito messo assieme da Locksley con i suoi predoni e dai contadini di sir Cedric, al comando del Cavaliere Nero, accerchia il castello; le prime fasi della battaglia vengono descritte ad Ivanhoe da Rebecca mentre lo cura, essendo ella esperta in medicina ed in unguenti orientali; anche Rebecca si è anche innamorata del giovane cavaliere, pur sapendo che il suo amore è impossibile, poichè appartiene alla disprezzata razza ebrea.
Durante un assalto al castello Front de Boeuf viene ferito mortalmente e mentre giace solo in una stanza, viene raggiunto da Urfried che può finalmente completare la sua vendetta rinfacciandogli i suoi crimini ed appiccando il fuoco al castello favorendo così la sconfitta degli assediati.
Ebbra del trionfo, Urfried muore nell'incendio mentre Bryan de Bois-Guilbert fugge dopo aver ucciso Athelstane portando con sè Rebecca ed il Cavaliere Nero, vero eroe della battaglia, che libera Ivanhoe, fa prigioniero de Bracy e conquista l'intero castello.
De Bracy, pentito, viene perdonato dal Cavaliere Nero che gli manifesta la sua vera regale identità e gli rende la libertà mentre frate Tuck giunge all'accampamento portando seco il ricco Isacco; nella seguente spartizione del bottino Locksley non infierisce sul vecchio ebreo poiché ricorda di essere stato da lui aiutato anni prima mentre viene usato il ricco priore Aymer come intermediario per il riscatto di Rebecca che è stata portata da Bryan alla rocca dei Templari a Templestowe.
De Bracy torna dal principe Giovanni per comunicargli la vera identità del Cavaliere Nero: Giovanni non esita ad ordire un'imboscata ai danni del fratello affidandone l'esecuzione a Fitzurse, suo consigliere politico e nemico di re Riccardo.
Dopo aver assistito ad una spartizione del bottino giusta ed equa, il Cavaliere Nero lascia l'accampamento di Locksley accompagnato da Wamba per compiere la sua missione; poco dopo cade nell'imboscata tesa da Fitzurse e solo l'arrivo tempestivo di uomini di Locksley, richiamati dal corno da caccia, riesce a salvarlo; il Cavaliere Nero rivela allora di essere Riccardo Cuor di Leone, re d' Inghilterra, Locksley di essere Robin Hood. Riccardo, visti i precedenti, promette un'amnistia a Robin Hood e ai suoi uomini e quindi parte alla volta del castello di sir Cedric.
Qui Riccardo non riesce ad ottenere la sperata obbedienza dall'orgoglioso sassone, ma in compenso quando si recano poi assieme ai funerali del nobile Athelstane, riconcilia il padre con il figlio diseredato; mentre tutti piangono il morto ecco che questi ricompare narrando di essere stato soltanto stordito dal colpo di Bryan e di essere stato poi trattenuto prigioniero dei monaci del convento di Sant' Edmondo incaricati delle sue esequie, allorchè, risvegliatosi nella bara, questi vedevano sfumare buona parte dell'eredità che il nobile sassone avrebbe loro lasciato.
Athelstane dichiara poi di rinunciare ai suoi diritti regali a favore di re Riccardo e di non voler sposare più lady Rowena, che sa benissimo essere innamorata da lungo tempo di Wilfred di Ivanhnoe, ma che si sarebbe adoperato per una giusta punizione per quei frati che tanta fame gli avevano fatto patire durante la prigionia.
Nel frattempo a Templestowe Bryan cerca di fare sua con ogni mezzo la bella ebrea, ma quando il Gran Maestro dell' ordine dei Templari Beaumanoir scopre Isacco che sta cercando di riscattare la figlia e conosce quindi l'intera tresca, invece di incolpare l'ignobile templare, accusa Rebecca di essere una strega e di aver ammaliato il valoroso templare e così, dopo un sommario processo, la condanna a morire sul rogo.
Rebecca si appella al giudizio delle armi scegliendo come proprio difensore Wilfred di Ivanhoe, mentre Beaumanoir dichiara che sarà proprio Bryan de Bois Guilbert a difendere l'onore dell'ordine.
Ivanhoe non si è ancora completamente ristabilito e così anche Riccardo con i suoi adepti si recano sul luogo della sfida; lo scontro è di breve durata, entrambi i cavalieri cadono al suolo urtati dalle lunghe lance ma solo Ivanhoe si rialza sanguinante da terra; per il templare però non c'è più nulla da fare, colpito nella sua collera dalla mano di Dio.
Intanto Riccardo conquista facilmente la roccaforte dei Templari e scaccia costoro dalle loro terre; Rebecca è così salva e, dopo un tenero incontro di ringraziamento con lady Rowena, divenuta nel frattempo moglie di Ivanhoe, lascia l'Inghilterra con il padre Isacco per recarsi in Spagna, mentre il prode Wilfred di Ivanhoe segue Riccardo Cuor di Leone nelle sue imprese, vivendo poi una lunga vita felice assieme all'amata moglie.

Personaggi di rilievo:

Sir Wilfred, signore di Ivanhoe
Dà il nome al romanzo, quindi dovrebbe essere il personaggio principale; in realtà la sua figura non è molto incisiva e troviamo altri personaggi di ruolo almeno paritetico.
Diseredato, ha pochi amici di estrazione sociale quanto mai varia, da uno schiavo porcaro al re d'Inghilterra; riesce in uno scontro decisivo ad avere ragione del suo amico giurato, complice la volontà della sorte. Si gode un lieto fine da favola, con nozze festose e totale reintegro nella propria carica e nell'affetto paterno.
È coraggioso, non ha la alterigia dei feudatari medioevali, nè il disprezzo verso gli esseri ritenuti inferiori.Tutto ciò ne fa un personaggio simpatico, un eroe positivo anche se non di spiccata personalità.

Bryan de Bois-Guilbert, templare
E' il personaggio negativo che soccombe per mano dell'eroe buono; tuttavia, nella crudeltà, Bryan ha una sua grandezza: è duro, altezzoso, feroce e solo Rebecca riesce a spiazzarlo con la sua ferrea dignità di ragazza. Quando egli compare con la sua alta figura, avvolto in un candido mantello e con la croce rossa nel petto, si diffonde ovunque terrore; aspira alla carica elevatissima di gran maestro dell'ordine dei templari, ma il destino gli tronca la vita più per una passione interna travolgente che per la forza del suo avversario.

Lady Rowena
Altera e dignitosa, la donna di Ivanhoe è un miraggio di bellezza; obbediente, come tutte le donne medievali, riconosce l'autorità superiore del maschio, sa di essere usata come strumento per cementare unione tra famiglie e assicurare discendenza alle dinastie ed in questo ruolo la vede sir Cedric. Anche nell'incontro finale con Rebecca, Rowena resta un po' in ombra come del resto in tutto romanzo. Il ruolo di protagonista lo deve soprattutto al fatto di essere la donna di Ivanhoe.

Rebecca di York
E' la vera protagonista femminile del romanzo; la sua azione ha peso maggiore di quello della stessa lady Rowena, è bellissima, elegante, colta ed intelligente; molto ricca, ignora che cosa siano l'avidità e l'avarizia. Ha un fortissimo senso dell'onore e della dignità, è disposta al sacrificio della vita pur di non venir meno ai suoi ideali.
Ama Ivanhoe anche se sa benissimo che non sarà sua moglie; non ha mai di gesti incontrollati, affronta con coraggio qualsiasi vicenda. Alla fine della vicenda lascia la sua terra lasciando di sè un soave ricordo.

Isacco di York
Magro, ossuto, dal profilo tipicamente ebreo, è un affarista dall'ottimo fiuto, ricco a palate, estremamente avaro e sempre pronto a piangere miseria; le sue qualità non vengono meno neppure nei momenti di maggior pericolo. Tenuto dai 'gentili ' costantemente alla larga, viene ricercato solo per prestiti persino dagli stessi sovrani per poi essere costantemente disprezzato. Il romanzo presenta chiaramente le condizioni in cui erano ritenuti gli ebrei in epoca medievale , ma l'immagine di Isacco che ne risulta è benevola e simpatica specialmente se accostata a quella di sua figlia Rebecca.

Sir Cedric, signore di Rotherwood
Difensore accanito della stirpe sassone, ha pochi ma ben radicati ideali: l'esaltazione della dinastia sassone che lo porta a non accettare la presenza dei normanni, un altissimo concetto dell'autorità paterna, per il quale non ha esitato a scacciare il proprio figlio Wilfred d' Ivanhoe, reo di non aver ubbidito ai suoi ordini, ed un fortissimo senso dell'onore. Dal carattere chiuso e testardo, non si ritira davanti a nessun pericolo; è un tipico rappresentante del mondo nobile medievale, bellicoso ed audace ma in fondo anche buono.

Riccardo Cuor di Leone
E' uno dei personaggi storici del romanzo; si rivela solo alla fine rivestendo per quasi tutta la vicenda i panni del Cavaliere Nero; fa parte dei 'buoni' e come tale è descritto come alto, forte, valoroso, allegro e sempre disponibile allo scherzo, per nulla altezzoso, degno sovrano d'Inghilterra e come tale poi riconosciuto anche da sir Cedric.

Locksley, alias Robin Hood
Semileggendario bandito gentiluomo, ruba ai ricchi per poter aiutare i più in poveri, oberati da tasse ed imposte, possiede una straordinaria abilità nel tiro con l'arco ed una perfetta conoscenza del bosco in cui vive assieme a compagni fidati ed affiatatissimi; descritto sempre vestito di panno verde e con il cappello colla piuma di fagiano in testa, ha spesso atteggiamento insolente verso i prepotenti ma generoso verso i buoni e quindi è ben visto dal popolo.

Wamba
Prototipo di giullare, allieta il feudatario nel castello;vestito con panni sgargianti e con sonagli, è il personaggio comico del romanzo, a lui è concesso confutare il signore in modo scherzoso nelle sue decisioni ed è comunque un personaggio sempre ricco di buon senso.

Prerequisiti per la lettura: per comprendere al meglio il significato del libro è necessario conoscere le vicende politiche dell'Inghilterra che portarono i normanni, cioè la dinastia degli Angiò-Plantageneti, a regnare sull'Inghilterra con Riccardo Cuor di Leone e le usanze e i costumi del Dodicesimo sec. qui ben illustrate come la vita ed i costumi del periodo delle crociate: infatti si hanno buone discrezioni dei castelli e della vita all'interno di essi, dei tornei fra cavalieri, della vita nella foresta, regno di cervi, daini e selvaggina la cui caccia era privilegio esclusivo del feudatario.

Critica ufficiale: è considerato il libro più famoso di Walter Scott, cioè quello che ha dato grande celebrità all'autore e costituisce anche una delle pietre miliari del romanzo storico ambientato in epoca lontana e ricostruito con un certo vigore basandosi su documenti, date, costumi e leggende.
Altra grandezza dello scrittore riconosciuta dalla critica è la novità di far apparire in scena il popolo, di intrecciare piccole storie di gente umile ai grandi eventi, mescolando alti personaggi con semplici contadini, mercanti, soldati e fanciulle.

Critica confidenziale: è un piacevole libro di avventura, pur basato su episodi in cui la storia si confonde con la leggenda, capace di infiammare la mente di un ragazzo trasportandola in tempi ed in luoghi che sono per lui di grande interesse; come non pensare di essere presenti al torneo di Ashby a fianco di Ivanhoe e combattere ed atterrare il malvagio Bryan ? Oppure spaccare con una freccia un ramo di salice messo a novanta passi come Robin Hood ? O cambattere a fianco di Riccardo Cuor di Leone contro i corrotti Templari ? Quale simpatia ispira il bellicoso frà Tuck, quale curiosità il suo pasticcio di cervo ? E cosa dire delle belle e brave fanciulle presenti e dell' incontro fra Rowena e Rebecca ?
Il romanzo avvince molto e poichè l' Autore cambia spesso scena specie quando diventa più interessante, molte volte mi sono scoperto a saltare capitoli interi per sapere come si concludeva l'episodio.

Temi: l' avventura, la situazione storico-politica inglese nel periodo della terza crociata, i servi della gleba e feudatari, la legittimità dinastica, i castelli e fortezze e vita in essi, i tornei cavallereschi, la crisi medioevale del clero, i predoni della foresta, gli ebrei, l'usura, la stregoneria, l'ordine misterioso dei Templari.

Posizione del narratore: esterna.

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