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Italo Calvino - La cosmicomiche

Punti salienti
1. Cosmicomica: etimologia e significato;
2. Struttura di una cosmicomica: ipotesi e racconto a sé stante;
3. Onniscienza, onnipresenza, metamorfosi: caratteri di un protagonista;
4. Indefinibilità delle coordinate spazio-temporali;
5. La forza mitica della scienza come motore dell’opera;
6. Rapporti con l’antropomorfismo e scetticismo calviniano;
7. Inevitabilità dell’ipotizzare (riferimenti alla filosofia kantiana);
8. Temi dell’opera: cosmicomiche e biocomiche, nascita - vita - morte.

Analisi di alcune cosmicomiche
La distanza della Luna - Il vecchio Qfwfq si ricorda che una volta, molto tempo fa, la Luna aveva un’orbita ellittica e, quando passava vicino alla Terra, vi passava a pochi metri. Egli racconta che ci si poteva salire: si andava proprio sotto di essa, al largo degli scogli di Zinco, e con una scala si saliva. Il più abile a salire e scendere era suo cugino il sordo, che mostrava un vero e proprio affiatamento con la Luna. Le persone salivano sulla Luna per prendere il latte lunare, una specie di ricotta molto densa che si trovava in alcune crepe delle rocce lunari. Il vecchio Qfwfq era innamorato della moglie del comandante, che però non ricambiava questo amore perché era innamorata del sordo. Un giorno lei restò sulla Luna più a lungo perché sperava di restarci un mese (il tempo dell’intera orbita) con il sordo, che però era già sceso. Allora Qfwfq salì sulla Luna e vi restò per un mese con la moglie del comandante, che però non fece altro che suonare l’arpa. Quando la Luna ripassò accanto alla Terra, però, si notò una differenza: la Luna era già distante parecchi metri dal mare, e si capì che si stava allontanando per sempre. Qfwfq riuscì a tornare sulla Terra, ma la moglie del comandante non volle: era gelosa della Luna, che aveva catturato il pensiero del sordo, e voleva assimilarsi in tutto e per tutto nella Luna. Sul far del giorno Quando il vecchio Qfwfq era bambino era tutto buio pesto. Si viveva sulle nebule, immersi in uno strato di materia fluida e granulosa. Ma un giorno qualcosa cambiò: suo padre si accorse che la materia si stava solidificando, mentre suo fratello affermò che stava giocando con una “cosa”, quando non era mai esistito nulla se non materia gassosa. Insomma, tutti provavano sensazioni nuove. E in quel momento avvenne il vero cambiamento: arrivò una vibrazione mai sentita e si vide per la prima volta una cosa che non era buia: la luce, emanata da un punto lontano. Inoltre arrivò anche il primo calore. Poi ritornò il buio: sembrava la fine, ma era solo l’inizio, uno dei primi giri dell’orbita terrestre.

Tutto in un punto - All’inizio di tutto, Qfwfq stava concentrato in un punto insieme a tutte le altre persone esistenti. Anzi, non insieme ma sovrapposti, tutti nello stesso punto: ogni punto di una persona coincideva con gli altri punti di tutte le altre persone. La situazione non favoriva la socievolezza perché alla fine ci si riduceva solo al “buongiorno” e “buonasera”, e si legavano amicizie solo con un ristretto numero di conoscenti. Tra questi c’era anche la signora Ph(i)Nko, che Qfwfq ricorda particolarmente per la sua bellezza e la sua simpatia. Un giorno la signora Ph(i)Nko disse: “Ragazzi, avessi un po’ di spazio, come mi piacerebbe farvi le tagliatelle!”, e in quel momento tutti pensarono alle sue braccia che si muovevano, e allo spazio che occupavano. E proprio in quel momento il punto che conteneva tutti s’espanse, catapultò tutti ai quattro angoli dell’universo e dissolse la signora Ph(i)Nko in luce e calore, proprio lei che in un impeto d’amore generale aveva dato il via al tempo, allo spazio, all’universo e alla gravitazione universale.
Senza colori - Ci fu un tempo sulla Terra in cui non c’erano i colori, e a causa della luce ultravioletta la Terra era quasi spopolata: capitava di vagare per miglia e miglia in viaggi di molti mesi senza incontrare anima viva. Inoltre tutto era grigio, non esistevano suoni e la temperatura aveva un’altissima escursione. Un giorno però Qfwfq incontrò Ayl, una bellissima ragazza. O almeno così sembrava, perché si distingueva veramente poco. Iniziarono le conversazioni, ma erano decisamente vuote di argomenti poiché erano le prime sulla Terra. Ma se Qfwfq amava le cose lucenti e diverse dal solito opaco, ad Ayl piacevano solo le cose opache e monotone tipiche della Terra. In quel periodo Qfwfq si accorse anche che sulla Terra stava salendo a vista d’occhio una nebbiolina, che in poco tempo ricoprì tutto il pianeta. Un giorno avvenne il grande cambiamento: si aprì un enorme crepaccio nel terreno dal quale uscirono gas e acqua, e poi apparvero i colori. Ayl però, alla quale non piaceva più il mondo di adesso, si buttò nel crepaccio e si nascose sottoterra. Qfwfq andò a cercarla, e quando la trovò dovette faticare molto per convincerla a tornare in superficie, assicurandole che tutto era tornato come prima. Quando però Ayl si accorse dell’inganno si spaventò e si ributtò nel crepaccio, che in quel momento si richiuse. Qfwfq non rivide più Ayl, che restò per sempre nelle viscere della Terra.
Quanto scommettiamo? - Quando non esisteva ancora nulla, Qfwfq si divertiva a fare scommesse con il Decano (k)yK: all’inizio era difficile scommettere, proprio perché non esisteva niente sui cui farlo. Quando iniziò a formarsi l’universo nacquero però molte nuove scommesse che Qfwfq, con il suo intuito, vinceva quasi sempre. Quando però le scommesse divennero troppo rischiose (ad esempio: “Arsenal-Real Madrid, Chi vince?”, quando ancora non si erano formati i pianeti) la fortuna si capovolse, e il Decano iniziò a rifarsi sulle sconfitte che aveva avuto fino a quel momento. Qfwfq però capì che il Decano non vinceva per bravura ma per fortuna: infatti non capitava mai che avesse una sua idea, ma negava sempre quelle di Qfwfq. Ora era probabile che sbagliasse, quindi aumentavano le possibilità di una vittoria del Decano.
I dinosauri - Qfwfq, nella sua lunga vita, fu anche un dinosauro per circa cinquanta milioni di anni. All’inizio significava essere nel giusto, ma l’estinzione fu un periodo bruttissimo. Qfwfq la scampò fuggendo su un altipiano deserto. Quando ridiscese, però, si accorse che il mondo era cambiato: era abitato da gente mai vista, i cosiddetti “Nuovi”. Nessuno, però, lo riconobbe come dinosauro, perché in quell’epoca di mutazioni quasi tutti erano diversi fra di loro. Fu così che Qfwfq si stabilì in un villaggio di Nuovi, e lavorando seppe farsi apprezzare. Fu in quel periodo che imparò la vera essenza dei dinosauri:i dinosauri, quanto più scompaiono tanto più estendono il loro dominio, ma non sulla terra ma nelle menti di chi resta. Fu così che decise di abbandonare il villaggio che l’aveva tanto amato.
La forma dello spazio - In quel periodo, Qfwfq cadeva. Ma non era una caduta così come la intendiamo noi adesso, innanzi tutto perché non c’era nessun punto di riferimento e quindi non si sapeva se si cadeva o si era fermi, oppure se si stava salendo. In ogni modo l’impressione era di cadere. Nella sua caduta era “accompagnato” da due persone, Ursula H’x e il tenente Fenimore. Tutti viaggiavano alla stessa velocità lungo linee parallele, senza toccarsi mai. Qfwfq amava osservare Ursula H’x, ed era geloso quando la osservava il tenente. Ursula H’x, però, non guardava nessuno ma solo se stessa. I due uomini cercavano sempre di attirare la sua attenzione, ma senza successo. Il problema più grande, per Qfwfq, consisteva nel fatto che le linee da loro percorse non si avvicinavano mai. Concentrandosi, però, capì che queste erano sì linee rette, ma attorcigliate fra di loro come una scrittura in corsivo. Riuscì allora ad entrare in contatto con il tenente cercando di ucciderlo, ma soprattutto riuscì a sovrapporsi alla linea di Ursula H’x, appartandosi con lei in una nicchia dello spazio.

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