Aleksej di Aleksej
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Isabella Santacroce, Lovers

Vita:

Isabella Santacroce è nata a Riccione. Stimolata dagli insegnanti per superare l'innata timidezza, inizia a scrivere racconti e poesie giovanissima. A 17 anni invia diverse poesie a riviste, che però le vengono puntualmente rifiutate. .Malgrado l'esordio infelice, la Santacroce continua a scrivere. Nel frattempo frequenta il Dams a Bologna e partecipa a mostre d'arte, esponendo a Londra, Parigi, Tokyo e New York. Fa il suo esordio sulla scena letteraria con Fluo.Storie di giovani a Riccione (pubblicato nel 1995 da Castelvecchi, poi dal 1999 da Feltrinelli). Seguono Destroy e Luminal nel 1998, che chiudono quella che la Santacroce ha ribattezzato "Trilogia dello spavento". Destroy in particolar modo diventa un caso letterario in Italia e il nome della Santacroce viene accostato al gruppo dei Giovani Cannibali, movimento letterario sviluppatosi alla fine degli anni novanta (rappresentativo è il volume Gioventù Cannibale, Einaudi), formato da giovani scrittori esordienti. Assieme ad alcuni di essi (come Ammaniti e altri) dà vita nel 1997 a un movimento filosofico-letterario, il Nevroromanticismo, atto ad esprimere l'inquietudine dell'esistenza. Con la fine della Trilogia dello spavento, Isabella Santacroce cambia il proprio linguaggio e nel 2001 pubblica per Mondadori Lovers . Il nuovo linguaggio adottato nel libro cerca di avvicinarsi il più possibile a una scrittura fatta di suoni. Proprio basata sul suono sarà l'esperienza che la vede protagonista nel 1999 con la cantautrice senese Gianna Nannini. Frutto della collaborazione sarà l'album "Aria", uscito nel 2002 e il cartone animato "Momo", dove la scrittrice ha collaborato ai testi. Nel 2004 viene pubblicato per Mondadori Revolver e nel 2005 pubblica, insieme a Talexi, il racconto horror Dark Demonia . Nel Febbraio 2006 è uscito Zoo per l'editore Fazi.

Lovers- Recensione

E’ uno strano e affascinante romanzo che si presenta come una lunga poesia i cui versi analizzano l’amore affrontandolo da diverse prospettive. La famiglia, l’amore figliale, quello fra un uomo e una donna, fra due ragazze. L’amore che appaga e che turba al tempo stesso, l’amore non corrisposto che degenera e finisce con il distruggere tutto ciò che sembrava destinato a durare per sempre. Come sembrava incrollabile l’amicizia fra Elena e Virginia, “indivisibili vite” che condividono tutto, immerse in un loro mondo fatto di complicità e sintonia, di sensazioni vissute fino in fondo. Due famiglie anonime alle spalle, senza storia né ideali né entusiasmi, governate da "un'anestesia di sensi" che ha insegnato loro a reprimere ogni slancio; intorno un silenzio inquietante che sentono estraneo e che le spinge a fuggire nella solitudine malinconica di intimi dialoghi.
Qualcosa le unisce intensamente: un rapporto speciale, quasi simbiotico, sicuramente ambiguo, almeno fino a quando Virginia si innamora di Alessandro, il padre di Elena. La sua prima devastante passione. E qualcosa s'incrina nell'idilliaco mondo delle due amiche. E non bastano i sensi di colpa verso Elena a frenare l'istinto emotivo di Virginia. In lei nascono conflitti interiori, divisa tra l'amore e l'amicizia, fino a quando la realtà non appare in tutta la sua spiazzante verità. Scoprire che per Alessandro lei è soltanto un'amante, decidere di chiudere con lui, scappare. Accettare l'invito di Elena ad andare in vacanza a Positano. E partire. Partire per chiudere, per dimenticare. Ma anche una vacanza può cambiare tutto, un singolo gesto e prendere atto che Elena,la sua amicizia ambiguamente assomiglia all'amore. Osserva adesso Elena con occhi diversi, Virginia. Cerca diversivi per stare lontana da lei, per non affrontarla. Fin a quando Elena non le confessa il suo amore. E allora si potrebbe affrontare questo sentimento non ricambiato, affrontare insieme questa situazione per non perdersi. Ma forse è troppo per Virginia, troppo violenta l'intensità di emozioni. Prima il padre e poi la figlia. Vorrebbe cacciarli entrambi dalla propria vita: fugge e se ne torna a casa. Ma ad attenderla c'è l'ennesima delusione: il suo rientro affrettato dalle vacanze coglie di sorpresa e sul fatto la madre, impegnata in un ardente incontro amoroso con un altro uomo. Disgusto e disperazione prendono il sopravvento. Elena, però, non regge il rifiuto, ma più che il rifiuto il distacco, soprattutto dopo essere venuta a conoscenza della relazione che lega l’amica a suo padre. A questo punto mostra le sue grandi debolezze nel modo peggiore. Si suicida, nuotando verso l’orizzonte, lei, che aveva sempre avuto paura dell’acqua ma che aveva sempre desiderato raggiungerlo. Finisce così un’estate portandosi via l’innocenza e la giovinezza, lasciando dietro di sé solo ferite profonde e la presa di coscienza dell’imperfezione dei sentimenti. E’ un libro carico di poesia, intenso e viscerale da lasciare spiazzati. Commuovente per quella sensazione di fragilità che invade tutta la storia. Dolce e al tempo stesso crudele. Precario e così indescrivibilmente passionale. E' come esser travolti da una marea di emozioni disarmanti, di quelle che lasciano senza respiro. Un romanzo in versi che colpisce per la sua incredibile intensità emotiva. Un libro che tocca le corde del cuore facendole vibrare ferocemente. Un autentico capolavoro di emotività poetica.

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