Daniele di Daniele
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Gli inventori delle malattie
•Come ci hanno convinti di essere malati•

IL LIBRO

Forse siete sani, ma non lo sapete. Il punto è che oggi vi sono gruppi industriali operanti a livello mondiale che definiscono in maniera nuova la salute dell’uomo, e come conseguenza essa diventa una condizione che nessuno riesce più a raggiungere. Eventi normali della vita – la nascita, l’invecchiamento, i rapporti sessuali e la morte – come pure molti comportamenti comuni, sono sistematicamente presentati come stati patologici. Vi sono imprese farmaceutiche che sponsorizzano l’invenzione di nuove malattie e di nuovi metodi di cura, per crearsi un nuovo mercato. Infatti si possono guadagnare molti soldi tenendo calmi con un farmaco bambini irrequieti, dichiarando che il colesterolo è il fattore di rischio numero uno nel mondo o inducendo la gente a sottoporsi a visite preventive di dubbia utilità. Jörg Blech, un noto giornalista specializzato nella trattazione di argomenti scientifici, con questo suo best-seller rivela come la nostra salute rischia di essere svenduta e come possiamo tutelarci contro questo pericolo. Spiega quali sono le motivazioni di chi nell’ombra specula su queste vicende e mette in guardia contro le conseguenze della medicalizzazione della nostra società. Il volume è un manuale di autoguarigione nel senso più autentico del termine.
L'AUTORE

Jörg Blech, nato nel 1966 a Colonia, ha studiato biologia e biochimica in Germania e in Gran Bretagna. Ha frequentato la scuola di giornalismo ad Amburgo e ha lavorato nella redazione medica e scientifica prima di «Stern» e poi di «Die Zeit». Dal 1999 scrive per «Der Spiegel».

RECENSIONI

Da «Oggi», 14 giugno 2006
«Un libro per riflettere su e contro la gratuita medicalizzazione della vita.»

Antonio Carioti, «Corriere della Sera», 30 aprile 2006
«Il suo bersaglio è l’eccesso di salutismo alimentato da precisi interessi economici. […] Blech mette sotto accusa innanzitutto la tendenza a presentare come patologie vere e proprie anche semplici fattori di rischio. […] Un’ossessione della medicina preventiva che ha risultati sconcertanti. […] Pur di piazzare i loro prodotti, […] le case farmaceutiche non esitano a trasformare in malattie […] anche disagi di prevalente origine sociale o processi naturali della vita umana.»

Gabriella Bona, «Il risveglio popolare», 2 giugno 2006
«Un vecchio proverbio medico dice che una persona sana è una persona che non è stata visitata come si deve. […] Un libro intelligente, che aiuta a pensare alla nostra salute e alle nostre condizioni di vita, scritto con vivacità, ironia e un entusiasmo coinvolgente. Alcuni medici, per fortuna, invece che accettare i viaggi premio delle industrie farmaceutiche, hanno deciso di lasciarne delle copie nelle loro sale d’attesa.»

ESTRATTI DAL LIBRO

Premessa
«Secondo Voltaire l’arte del medico consisterebbe nel divertire il paziente fino al momento in cui la natura lo guarisce. Oggi l’opinione del filosofo francese è stata capovolta: la medicina moderna fa credere all’uomo che la natura lo affligge con malattie sempre nuove, che possono essere guarite solo dai medici. Poiché ogni cultura e ogni popolo genera i propri mali, fino a poco tempo fa la malattia era ancora considerata un fenomeno sociale. Con questa mia opera dimostro come le cose siano cambiate in Germania e negli altri paesi industrializzati: oggi le case farmaceutiche e i gruppi d’interesse che operano in campo sanitario inventano le malattie, e la malattia diventa un prodotto industriale. Le case farmaceutiche e i gruppi d’interesse spacciano quelli che sono normali processi legati alla nostra esistenza per problemi medici, medicalizzano la vita.
Fino a oggi non si è ancora parlato e discusso a sufficienza di quanto questo processo sia andato avanti e di quali conseguenze esso abbia per la nostra società, il nostro sistema sanitario e ciascuno di noi. Il presente volume intende cambiare le cose. Esso svela quali sono le regole in base alle quali funziona la svendita della sanità e dice quali sono gli strumenti con i quali ci possiamo tutelare.
Fino a oggi non abbiamo prestato molta attenzione agli inventori di malattie per due motivi. Da una parte le industrie farmaceutiche e i medici ripetono di continuo che sono gli utenti stessi che si rivolgono a loro chiedendo delle terapie. Questo però è solo un pretesto di poco conto. Indubbiamente l’aspirazione a essere sani è innata nelle persone. Però gli inventori di malattie la alimentano, la mettono in conto per raggiungere i loro scopi e la sfruttano a loro vantaggio.
D’altra parte va detto che gli inventori di malattie agiscono nell’ombra e per questo motivo hanno potuto finora sottrarsi a un’indagine seria sulle loro attività. Se qualcuno poi avesse qualcosa da ridire sul fatto che un’indagine del genere è portata avanti da uno come me che non è neppure medico, muoverebbe a questa mia opera un’obiezione davvero di poco conto. Sono uno studioso di scienze naturali e un giornalista. La mia professione consiste nel portare alla luce fatti poco noti e documenti a cui è difficile accedere. Posso contare su un’esperienza più che decennale acquisita nella redazione scientifica di giornali importanti, prima a «Stern» e a «Die Zeit» e ora allo «Spiegel». Oltre a informazioni provenienti dai paesi di lingua tedesca, mi sono valso anche di fonti anglosassoni, considerando che l’invenzione e la commercializzazione delle malattie è ormai un trend globale.
Va inoltre detto che molte delle ricerche e delle opinioni da me presentate in questo volume sono da attribuirsi a medici. Ma gli studi e le analisi che quei medici hanno compiuto si trovano sparpagliati in una quantità di riviste specializzate, di modo che finora la gente comune non ha potuto prenderne visione. Il mio obiettivo è stato quello di raccogliere tutte le notizie di cui si è a conoscenza sull’invenzione delle malattie in un unico volume, che sia in grado di informare sull’argomento in modo rapido e comprensibile a tutti.
Questo volume dà anche informazioni su un movimento di opposizione. Un numero cospicuo e, a quanto mi pare di capire, sempre crescente di medici si sta ribellando a questa tendenza alla medicalizzazione della vita, tendenza che è sollecitata dall’industria e dai suoi complici nel campo della sanità. Per questi medici l’etica professionale ha senz’altro maggior valore della triste prospettiva di far passare per malate le persone sane. A questi medici non piace la trasformazione strisciante degli ambulatori in esercizi commerciali in corso attualmente.
Mi unisce a questi medici critici la certezza di non essere affatto contro l’industria farmaceutica e neppure contro la medicina moderna. Io mi faccio vaccinare contro l’influenza e vado regolarmente alle visite preventive per la diagnosi precoce del cancro. Il fatto è che oggi la medicina ha assunto dimensioni tali che per una persona diventa difficile capire quale sia effettivamente il suo stato di salute. L’opera che state leggendo è nata in seguito a questa constatazione. L’ho scritta perché voglio restare sano.
Possiamo dire che questo libro ha colto nel segno. È stato a lungo un best seller, è stato tradotto in molte lingue e ha suscitato interesse negli ambienti più diversi. È stato presentato al Congresso annuale di urologia, all’«Harlad-Schmidt-Show» e a gruppi di contadine della Bassa Sassonia. Nelle 700 tra lettere ricevute e osservazioni fattemi sul mio libro vi sono idee che hanno trovato posto in questa nuova edizione. Un nuovo capitolo, l’undicesimo, rivela per quale motivo a volte ci lasciamo convincere tanto facilmente di essere malati. E la postfazione presenta una novità interessante: associazioni mediche e istituzioni preposte al controllo dei prodotti farmaceutici hanno ritirato dai loro elenchi alcune malattie perché erano malattie inventate.»
Se il libro vi interessa e volete liberarvi dalla schiavitù delle malattie inventate, cliccate qui!

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