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Il cacciatore di aquiloni

Commento personale
Il cacciatore di aquiloni, di Khaled Hosseini, è un romanzo avventuroso e pieno di suspense.
Prima di tutto, mi ha fatto vivere la realtà sociale di alcuni paesi asiatici, in particolar modo dell’Afghanistan, mettendo in risalto problemi rimasti ancora ai giorni nostri. Nel suo piccolo, mi ha fatto viaggiare il mondo, facendomi conoscere usanze, culture e tradizioni di paesi, dei quali prima sapevo relativamente poco.
L’autore è riuscito a intrecciare i due temi principali in modo molto efficace. Da un lato la storia di un’amicizia e il rapporto che lega i due amici in modo molto particolare, dall’altro la tragica situazione di un paese decaduto, pieno d’ingiustizie e di tristezza.
Oltre alla storia quasi avventurosa, ma allo stesso tempo drammatica, del protagonista, ci sono parecchie descrizioni secondo me fondamentali, che fanno entrare maggiormente il lettore nel vivo della storia.

In alcuni momenti mi sembrava quasi di vivere le situazioni, di sentire gli odori, di vedere davanti ai miei occhi le città, i paesaggi.
In particolare mi è piaciuto il finale. La felicità di Amir nel riuscire a rimediare alla sua più grande debolezza, dall’altro lo sconforto, la malinconia ma anche la speranza di Sohrab che è rimasto traumatizzato dal suo passato ma che alla fine riesce comunque a sollevare un piccolo sorriso che riempie il cuore di gioia ad Amir.
Penso, però, che il vero scopo di questo libro, sia piuttosto di aiutarci riflettere su un punto fondamentale della vita. Infatti, fa riflettere sulle difficoltà e su come le circostanze possano condizionare l’esistenza di un uomo. Però c’è sempre rimedio a tutto: l’importante è avere l’umiltà per riconoscere le proprie mancanze e non perdere mai la fiducia in se stessi e negli altri.
Secondo me, il messaggio che vuole trasmetterci Khaled Hosseini è quello che non bisogna disprezzare la vita, non dobbiamo essere sempre scontenti di ciò che accade, perché in alcuni paesi, e ad altre persone, succede di peggio, come ha largamente evidenziato, anche in modo un po’ cruento, in buona parte del romanzo.
L’autore vuole anche dire che nella vita se si commettono degli errori non bisogna allontanarli o cercare di dimenticarli bensì affrontarli subito senza esitazione perché poi, con il tempo, non si sommergono bensì riaffiorano colpendoti all’improvviso.
Il messaggio che dà l’autore è molto chiaro nel romanzo e, a parer mio, è anche verificato in pieno nella vita reale.
Mi è piaciuto molto il contesto che ha usato per farlo trapassare e la tecnica con cui ha scritto.
In conclusione, il romanzo è molto scorrevole e fa trapassare non solo un messaggio speranzoso e vero, ma anche una “lezione di vita”.

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