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Non buttiamoci giù

Titolo: Non buttiamoci giù
Autore: Nick Hornby
Genere: Romanzo
Tempo: Le vicende iniziano dalla notte dell’ultimo dell’anno
Ambiente: Londra

Protagonisti

I protagonisti del racconto sono quattro:
* Martin: ex conduttore televisivo che si è giocato carriera, moglie e figli per essersi lasciato tentare da una quindicenne;
* Maureen: donna sola di mezz’età che ha dedicato tutta la sua vita ad un figlio gravemente disabile, odia le parolacce, frequenta la chiesa;
* Jess: diciottenne molesta, sfacciata e dal linguaggio sboccato, innamorata di un ragazzo che non ricambia il suo amore, il padre è vice-Ministro dell’Educazione;
* JJ: musicista americano fallito che vive per il rock e la sua ragazza, costretto a vendere pizze.

Personaggi secondari
* Matty: figlio di Maureen, autistico, ha una respirazione parecchio fastidiosa, non cammina, non comunica e per Maureen spesso è un peso;
* Jen: sorella maggiore di Jess, si suppone sia scomparsa alcuni anni prima o che si sia uccisa, ma il corpo non è stato ritrovato;
* Cindy: ex moglie di Martin con due bambine, ha dovuto abbandonare Martin per ciò che aveva fatto;
* Penny: nuova fidanzata di Martin;
* Chass: ex ragazzo di Jess che l’ha fatta perdutamente innamorare;
* Eddie: membro dell’ex band di JJ e migliore amico;
* Lizzie: ex ragazza di JJ;
* Linda: giornalista ficcanaso;
* Noncane: ultimo ragazzo di Jess con cui si trova bene;
* Pacino: bambino di otto anni a cui Martin avrebbe dovuto insegnare a leggere e scrivere.

Trama

Il libro è diviso in tre parti ed è narrato da quattro personaggi completamente diversi fra loro. La notte dell’ultimo dell’anno si incontrano casualmente sul tetto di un palazzo denominato “La casa dei suicidi” perché sembra che lì si sono verificati i maggiori suicidi di Londra: il primo personaggio che appare è Martin, ex famoso conduttore televisivo che sembra avere tutti i motivi per buttarsi siccome era andato a letto con una quindicenne ed era stato abbandonato dalla famiglia; il secondo personaggio ad apparire è Maureen, che intende buttarsi perché ritiene di avere una vita difficile, poiché quotidianamente è costretta a prendersi cura di un figlio gravemente disabile. Appena vede Martin, lo riconosce e lo raggiunge; il terzo a salire sul tetto è Jess, una diciottenne impulsiva da un linguaggio sboccato che è convinta di buttarsi dal tetto perché il suo ragazzo Chass l’aveva mollata; a completare il quartetto è JJ, un musicista americano che vive solo per il rock e la sua ragazza. La sua band si è sciolta e la sua ragazza lo ha mollato perciò secondo lui non ha più motivi di rimanere in vita. Ognuno di loro racconta i propri problemi, tranne JJ che inizialmente dice di essere malato di un virus mortale, ma poi si scopre il vero motivo. Nessuno ha il coraggio di buttarsi quella notte, così decidono di risolvere il problema che sembrava meno grave: quello di Jess.
Insieme vanno a cercare il suo ragazzo, Chass, e lo trovano ad una festa. Tutti provano a convincerlo, ma sembra irremovibile dalla sua idea che Jess è secondo lui una pazza. Quindi altro rifiuto per Jess. Quest’ultima però nn va immediatamente a buttarsi dal palazzo, ma parla con gli altri ed insieme decidono di aspettare fino a san Valentino nella speranza che tutto si aggiusti.
Nel frattempo Chass, che aveva riconosciuto il conduttore televisivo, telefona ai giornali di Londra e racconta il tentato suicidio. Così una giornalista ficcanaso di nome Linda ha un incontro con i quattro e a Jess viene un’idea per rendere più interessante la storia e per accumulare qualche quattrino: decide di raccontare ai giornalisti di aver visto un angelo somigliante a Matt Damon che li ha indotti a scendere dal tetto. Per un po’ di tempo se la cavano con questa storia, poi, però svanisce il tutto e si ritrovano nuovamente soli. Arriva così il giorno di san Valentino e si incontrano sul palazzo; prendono un’altra decisione: di fare una vacanza per Maureen aspettando altri sei mesi. Dopo poco tutti si convincono e partono e al ritorno sembrano tutti quasi più sereni; ma il fatto è che i problemi sono rimasti.
Al termine dei sei mesi risalgono sul tetto e vedono un uomo coi piedi penzoloni che aveva tutte le intenzioni di buttarsi. Martin cerca di convincerlo, ma l’uomo, una volta buttata la cicca in terra, si dà una spinta e il suo urlo rimane nella mente di tutti e quattro i potenziali suicidi. Quell’uomo ha fatto capire loro due cose all’apparenza contraddittorie: la prima è che nn sono capaci di uccidersi, e la seconda è che ha fatto il ritornare il desiderio del suicidio. JJ racconta di aver letto su un giornale americano che prima del suicidio è consigliato di aspettare altri novanta giorni perché i problemi si potrebbero risolvere; e seguono il consiglio.
Nel frattempo Jess organizza nel sotterraneo di Starbucks una riunione “familiare”: per sé chiama i suoi genitori; per Martin la sua fidanzata, l'ex moglie e le figlie; per JJ la sua ex ragazza ed il migliore amico Eddie; e per Maureen suo figlio Matty e i due infermieri. Non va tutto a buon fine siccome quasi tutti finiscono in un litigio, tutti tranne Maureen. Martin litiga per l’ennesima volta con la moglie e se ne va; Jess litiga con sua madre sulla sorella scomparsa; e JJ si ritrova quasi a fare a pugni con il suo migliore amico.
La prima a sistemarsi è Maureen che, tra una chiacchiera e l’altra con gli infermieri, partecipa ad un gioco a quiz e ad un cruciverba. Tutta quella gente la faceva sentire finalmente “indispensabile” e aveva trovato una compagnia riuscendo a togliersi dalla solita monotona vita senza alcun danno per Matty.
Martin è stato assunto per imparare ad un bambino di otto anni di nome Pacino a leggere e scrivere e in questo modo forse potrà rifarsi una vita.
A JJ regalano una chitarra ed un’armonica e decide di realizzare il suo sogno: fare il musicista. Inizia così a suonare per le strade di Londra e vive di quelle monete che i passanti ogni tanto gli lanciano.
Jess nel frattempo incontra un tizio con un cane (che soprannomina Noncane perché “Cane” le sembrava troppo generico), fanno conoscenza e se ne innamora diventando così il suo nuovo fidanzato, dimenticando il vecchio Chass.
Al novantesimo giorno i quattro personaggi si incontrano come previsto davanti la Casa dei suicidi, ma si fermano al pub che c’è al piano di sotto decidendo di prendersi altri sei mesi.

Narratore: I narratori di questo romanzo sono quattro e sono tutti interni

Fabula e intreccio: Fabula ed intreccio coincidono perché le vicende seguono un ordine logico e cronologico, senza anticipazioni

Messaggio

Questo romanzo è incentrato sul tema della vita o della morte e vuole farci capire quanto è difficile per alcuni accettare delle realtà cercando la soluzione ai problemi attraverso una via che non costa alcuna fatica: il suicidio. Ci ha fatto capire quanto è importante avere degli amici e non trovarsi mai in solitudine e anche quando il problema sembra dei più grossi, Hornby ci chiede di continuare senza mai smettere di sperare ed impegnarci fino in fondo nelle cose che quotidianamente svolgiamo. Tutto nella vita costa fatica e dobbiamo essere abbastanza tenaci da affrontare a testa alta i piccoli ed i grandi problemi, senza mai scoraggiarci.

Stile

Hornby utilizza nel romanzo un linguaggio colloquiale e semplice da interpretare. Fa spesso uso dell’ironia che dà al racconto una lettura piacevole. Esso è tutto narrato in prima persona ed è privo di lunghe descrizioni, ma non sono presenti molte riflessioni. Altra particolarità di Hornby è il finale aperto, che dà quel senso di suspance irrisolta.

Commento

A mio parere quest’ultimo libro di Hornby si è rivelato parecchio interessante per l’incredibile capacità di farti immedesimare in ognuno dei protagonisti e,in certi momenti, di specchiarsi in alcuni comportamenti. Questo romanzo ci pone problemi di straordinaria importanza come appunto il suicidio, la fedeltà e l’amicizia e ci costringe a pensare senza mai smettere di sorridere. Mi commuove e mi diverte.

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