Hiroshima

Camilla Salvati ha voluto ricordare la guerra tra il Giappone e gli Stati Uniti, con al storia di Yukiko, una ragazza i sedici anni dagli occhi a mandorla e i capelli neri e lisci. Il padre è stato chiamato per combattere in guerra, ma lei rimane comunque convinta che ritornerà sano e salvo. Nello sguardo della protagonista si possono percepire tanti sentimenti, come l'infelicità, l'insicurezza, ma soprattutto la paura. Vive con la madre, una bella donna sia dentro che fuori. Yukiko è una ragazza molto sensibile e coraggiosa, che pensa sempre a quanto fosse bella la sua città prima che si scatenasse la guerra, e agli amici che non vedeva ormai da molto tempo.
Ogni giorno che passa, la ragazza nota quanto si possa trasformare la gente in relazione alle condizioni di vita, la quale si è ridotta a rubare anche ai bambini solo per poter mangiare.
Il 3 agosto del 1945 atterra a Titan, nelle isole Marianne, un aereo da trasporto, contenente "Little Boy", una bomba atomica lunga 3 metri e 28 centimetri, 80 di diametro e il peso di circa 4400 kg, sperimentata per la prima volta nel deserto del New Mexico. Lo scopo della bomba atomica è quello di piegare la resistenza giapponese per poter così vincere la Guerra.
Il 6 agosto dello stesso anno "Little Boy" viene sganciata sopra Hiroshima. La città è come fossilizzata. Le rovine, i cadaveri, i vivi orrendamente sfigurati dalle fiamme, scarnificati, in cancrena, tutto come fossilizzato. Più di trentamila persone in un attimo cessarono di esistere, non solo come esseri umani, ma anche come entità materiali, dissolvendosi nel nulla.
La madre di Yukiko muore nell'istante. La ragazza invece si sveglia nel letto di un ospedale, gravemente bruciata e contaminata dalle scorie radioattive emesse dalla bomba. Viene seguita da un dottore americano e un'infermiera, i quali nutrono nei suoi confronti forti sentimenti di compassione. Yukiko, sfigurata in tutto il corpo, con gravi lesioni e senza capelli, si diletta a scrivere un diario, che quasi la sfinisce, ma risulta essere la sua unica possibilità di sfogo. I dottori sono molto increduli circa la sua riabilitazione.
Una mattina la ragazza si sveglia e vede suo padre accanto a lei che le sorride e l'accarezza. La gioia nel rivederlo e la speranza in un futuro migliore le danno la forza per reagire al suo malessere e riabilitarsi. Il padre le costruisce una sedia a rotelle e la porta nel giardino dell'ospedale, dove conosce un ragazzo che ha fatto il militare ed ha la sua stessa malattia. L'amicizia fra i due cresce e la protagonista trascorre ore piacevoli in sua compagnia. La sua situazione però si complica giorno dopo giorno. Il padre le costruisce un'aquilone e quando Yukiko fa per provarlo la bacchetta intorno alla quale è avvolto il filo scivola dalle sue mani, le quali si appesantiscono e rimangono a penzoloni; lo sguardo rimane fisso nel nulla e la ragazza trova il sollievo della morte.
Il racconto "Hiroshima per non dimenticare" è stato pubblicato nel 2004. E' a carattere storico, e ha lo scopo di evidenziare l'errore umano accecato dalla guerra, e di come sia impossibile costruire la pace sulla miseria e sulla sofferenza.
Il messaggio principale è che la bontà e l'umanità possono avere una forza più dirompente di quella delle bombe.

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