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Giro di Vite


Racconto a cornice, ispirato alla letteratura gotica. È stato pubblicato nel 1898, prima a puntate, poi stampato come volume di due racconti e infine stampato in una raccolta più ampia. Solo nel 1915 però verrà stampato come volume di una serie. Il titolo fa riferimento ad una situazione aggravante, la goccia che fa traboccare il vaso: che c'è di peggio di una storia di fantasmi che ha come protagonista un bambino? Una storia di fantasmi con protagonisti due bambini!

Trama per capitoli

Introduzione: delle persone si raccontano delle storie di fantasmi. Douglas è l'unico nome che conosciamo delle persone presenti. Egli ha una storia da raccontare, questa storia è stata scritta dalla ex istitutrice della sorella, ora deceduta. La storia è poi quella che segue nel romanzo. Dopo un annuncio di lavoro a cui Mrs. Giddens (l'istitutrice) aveva risposto, ella si recava a Londra per conoscere il gentiluomo che ricercava un'istitutrice che badasse ai suoi nipoti. Lui le spiegò che Miles, il maschietto era in collegio e sarebbe tornato per le vacanze. Flora invece studiava a casa. All'inizio l'istitutrice chiese del tempo per pensare poi accettò. Il gentiluomo pose delle condizioni: non voleva essere disturbato, per ogni cosa se la doveva vedere da sola. Da qui Douglas comincia a leggere (cornice del racconto).

Primo capitolo: l'istitutrice si reca verso la dimora del gentiluomo, vi è la descrizione della villa, spazi ignoti che lei non conosce. C'è una metafora degli alti e bassi che riguardano l'umore dell'istitutrice: infatti ogni volta che non è sicura parla di alti e bassi. Vi è la conoscenza con Mrs Grose, con la quale si trova in sintonia, e di Flora. Nella descrizione di quest'ultima si osserva l'utilizzo di superlativi ("la più bella"); non ci sono sfumature al passaggio dal bene al male ("i più cattivi"). Flora le fa conoscere il castello e l'istitutrice è affascinata dalla sua sicurezza e padronanza nella casa.

Secondo capitolo: arriva una lettera dal padrone, contenente una lettera dal collegio dove Miles. Dice che il bambino è stato espulso. L'istitutrice chiede a Mrs. Grose di leggere la lettera per chiedere spiegazioni, ma Mrs. Grose è analfabeta. Allora l'istitutrice chiede se Miles è cattivo, ma Mrs. Grose non risponde chiaramente. Istitutrice dovrà passare molto tempo con Miles prima di capirci un po' di più. Le due donne vanno a prenderlo alla fermata della diligenza. Istitutrice fa domande a Mrs. Grose per avere notizie della precedente istitutrice, ma si sa solo che non è morta a Bly.

Terzo capitolo: l'istitutrice si diverte con Miles e Flora, sono piacevoli. Una sera durante la passeggiata che l'istitutrice fa ogni giorno durante la sua pausa, vede un uomo in cima alla torre del castello: non è il padrone ne è uno dei servi, è uno sconosciuto. Si fissano a lungo poi egli svanisce.

Quarto capitolo: rientrando in casa l'istitutrice vorrebbe raccontare tutto a Mrs. Grose, ma evita e va in camera. Dopo averci riflettuto qualche giorno ella arriva alla conclusione che si trattava di uno sconosciuto che si era intrufolato in casa. Lei e i bimbi stanno molto bene insieme, una domenica decidono di andare in chiesa però l'istitutrice si è dimenticata i guanti nella sala da tè. Va a prenderli e rivede l'uomo della torre; l'uomo però non è lì per lei, ha lo sguardo fisso altrove. Lei va nel terrazzo per cercarlo, ma una volta arrivata lì non c'è più nessuno. Anche Mrs. Grose vive la stessa cosa nella sala da da tè e si reca anche lei in terrazza.

Quinto capitolo: l'istitutrice Mrs. Grose si confrontano; dalla descrizione dell'istitutrice Mrs. Grose capisce che l'uomo è Mr. Quint, il quale si occupava di Miles. Mr. quint è ora morto, quindi arriviamo alla conclusione che è un fantasma. Da qui comincia la collaborazione tra Mrs. Grose e l'istitutrice ("We must share" - "Dobbiamo condividere").

Sesto capitolo: si arriva alla conclusione che Mr. Quint cerca Miles. Mr. Quint era molto affezionato a lui, lo viziava. Di lui sappiamo che era di salute fragile, malvagio e abile. La descrizione però non è completa; l'istitutrice già sospetta i fatti crudeli che accadranno. Le informazioni su Mr. Quint inizialmente le avevamo solo dai dialoghi, poi invece la protagonista ce ne parla direttamente, prendendosene la responsabilità. Veniamo a sapere che Quint viene trovato morto all'alba di un giorno d'inverno. Ha una profonda ferita alla testa, perché è precipitato da un sentiero ghiacciato, preso per sbaglio al buio all'uscita da un pub. La sua morte viene spiegata così, ma si insinua il dubbio che ci fosse altro, che non sia stato un incidente.

L'istitutrice si sente in dovere di proteggere i bimbi, di fare da "schermo" fra Mrs. Grose e loro ("Quanto più avessi veduto io, e tanto meno avrebbero visto loro"). Lei vorrebbe che Mrs. Grose vedesse ciò che lei vede, e allo stesso tempo vorrebbe i bambini non vedessero ma sa che vedono.
I sospetti dell'istitutrice sul fatto che i bambini sappiano tutto risultano fondati, infatti sorvegliandoli arrivano subito delle prove. Mentre Flora sta allestendo lo spettacolo, c'è la percezione che qualcuno li osservi: l'istitutrice tiene i suoi occhi fissi sul cucito ma sa che c'è qualcuno. Controlla se anche Flora sa di questa presenza, ma la bimba è di spalle. L'istitutrice decide di voltarsi verso la presenza con coraggio, poi la scena si interrompe.

Settimo capitolo: qui abbiamo un'ellissi, infatti il narratore evita di raccontarci cosa vede l'istitutrice al lago. Si riparte dalla scena in cui lei corre a casa e cerca Mrs. Grose. Vedendola, le dice: "Loro sanno!".
Flora era di spalle al lago, quindi l'istitutrice non ha la certezza che la bimba abbia visto ma pensa che il suo voltarsi sia stata una reazione per proteggersi. Si conclude frettolosamente che Flora ha visto Mrs. Jessel. Di quest'ultima sappiamo che era un'infame.

Ottavo capitolo: l'istitutrice e Mrs. Grose parlano dell'accaduto mentre tutti dormono. Al contrario dell'istitutrice, Mrs.Grose preferirebbe mettere una pietra sopra l'argomento. Dopo molte pressioni l'istitutrice riesce a sapere che forse Miles copriva la relazione tra Quint e Mrs. Jessel.

Nono capitolo: l'istitutrice controlla i bimbi per evitare che non si verifichino altri incidenti. È portata a credere che loro complottino alle sue spalle. Una notte sente la stessa presenza: esce dalla sua stanza e rivede Mr. Quint; cerca di reggere il suo sguardo per smettere di averne paura. Alla fine lui svanisce.

Decimo capitolo: al ritorno nella sua stanza Mrs. Giddens vede il letto di Flora vuoto. Vede le tende muoversi e la bimba emergere da esse. Flora dirà di essersi alzata per cercarla dato che non l'aveva più vista e di essere andata alla finestra per vedere se fosse arrivato qualcuno. Nelle notti successive, Mrs. Giddens torna nel luogo dove aveva visto Quint, ma non lo rivede. Una sera però vede sulle scale di casa una donna in atteggiamento di dolore, che poi svanisce. Successivamente, svegliandosi di soprassalto vede Flora rannicchiata alla finestra che osserva il prato. Decide di capire cosa sta guardando, e affacciandosi da un'altra finestra vede Miles che osserva verso la torre.

Undicesimo capitolo: Mrs. Giddens vorrebbe raccontare tutto a Mrs. Grose, ma poi pensa alla sera precedente e noi veniamo a sapere cosa è successo: l'istitutrice arrivata nel prato, prende Miles per mano riportandolo in camera sua. In quel momento Mrs. Giddens chiede di sapere tutta la verità. Miles risponde che tutto era stato fatto apposta, affinché lei lo vedesse e che lui era d'accordo con Flora.

Dodicesimo capitolo: Mrs. Giddens parla con Mrs. Grose del sospetto che sia Mr. Quint che Mrs. Jessel stiano tendendo delle trappole ai bambini; si fanno vedere da loro in posti alti, di modo che i bimbi nel cercare di raggiungerli possano morire. Mrs. Grose suggerisce di parlare con il padrone, ma entrambe sanno che non vuole disturbi.

Tredicesimo capitolo: Mrs. Giddens non ha più apparizioni. I bambini chiedono spesso dello zio così lei fa scrivere loro delle lettere che però non invia, se le terrà per sé fino alla vecchiaia.

Quattordicesimo capitolo: domenica mattina vanno tutti in chiesa, e Miles chiede all'istitutrice quando sarebbe tornato in collegio. Mentre Flora e Mrs. Grose entrano in chiesa, Mrs.Giddens rimane a parlare con Miles il quale le comunica l'intenzione di convocare lo zio per sapere la sua opinione della questione del collegio.

Quindicesimo capitolo: l'istitutrice non entra in chiesa ma torna a casa. Va verso lo studio dove tiene alcune cose sue. Entrando vede il fantasma di Mrs.Jessel, che vedendola rimane con la testa tra le mani. Poi si alza e va a pochi passi da lei.

Sedicesimo capitolo: i bambini e Mrs.Grose tornano dalla Chiesa senza chiedere spiegazioni a Mrs.Giddens. C'è il sospetto che Mrs.Grose sia stata convinta dai bambini a tacere; quando l'istitutrice le parla, Mrs. Grose ammette che è vero. Mrs.Giddens le racconta dell'incontro con Mrs.Jessel, che si vuole impossessare di Flora. Decidono allora di scrivere allo zio.

Diciassettesimo capitolo: l'istitutrice comincia a scrivere allo zio, poi però va verso la stanza di Miles per sentire se è sveglio. Lui le dice di entrare, come se sapesse che era lì. Parlandoci, Miles esprime il desiderio di andare altrove, non più al collegio. Mrs.Giddens chiede cos'è successo a Bly prima del suo arrivo, ma si alza una folata di vento che fa spengere la candela.

Diciottesimo capitolo: la lettera per lo zio è pronta. Mrs.Giddens non vede Flora perciò chiede a Miles dove sia; lui dice di non saperlo ma lei non gli crede. Le viene il sospetto che sia con Mrs.Jessel, così lascia la lettera sul tavolo e va alla ricerca di Flora con Mrs.Grose.


Diciannovesimo capitolo: le due donne arrivano al lago e trovano Flora che sorride. Mrs.Grose l'abbraccia e la bimba guarda l'istitutrice, come a volerle dire di non parlare. Chiede poi dov'è Miles, e Mrs.Giddens le promette di dirglielo solo se avesse rivelato dove Mrs.Jessel.

Ventesimo capitolo: Mrs.Grose urla e l'istitutrice vede Mrs.Jessel sulla sponda opposta del laghetto. Flora vuole essere riportata a casa e stare lontana da Mrs. Giddens, la quale rimane a piangere e poi torna a casa. All'ora del tè compare Miles e si siede accanto a lei, come a volerle stare vicino.

Ventunesimo capitolo: Flora ha la febbre e Mrs. Grose parlando con Mrs.Giddens le dice che anche se non ci sono più state apparizioni, ha capito che qualcosa non va perché Flora si esprime con i termini usati da Mrs.Jessel. L'istitutrice ha un piano: Mrs.Grose e Flora devono andare dallo zio, così Miles si confesserà con lei. Mrs. Grose è d'accordo, aggiunge poi che la lettera allo zio non è mai stata spedita perché l'ha presa Miles.

Ventiduesimo capitolo: Miles pranza con l'istitutrice, gli viene detto che la sorella è a Londra.

Ventitreesimo capitolo: Mrs.Giddens parla con Miles il quale è imbarazzato ma le promette che le racconterà tutto. Prima però chiede se può andare da Luke. L'istitutrice acconsente, a condizione che lui gli dica se la lettera per lo zio l'ha presa lui.

Ventiquattresimo capitolo: subito dopo questa domanda appare Mr. Quint; l'istitutrice afferra Miles e lo stringe a sé. Ha il volto pallido e la fronte sudata. Miles ammette di averla presa perché voleva sapere cosa Mrs.Giddens pensasse di lui. Si scopre la motivazione della sua espulsione dal collegio: aveva ammesso la presenza dei fantasmi. L'istitutrice lo fa guardare fuori dalla finestra, verso Mr.Quint. Il bimbo urla e lei lo stringe, ma è già morto.

Tematiche

1. L'essere umano minacciato dei fantasmi (reali o immaginari);
2. L'impatto tra il mondo degli adulti e quello dell'infanzia;
3. Tirannia umana presentata sotto vari aspetti, tra cui quello della manipolazione psicologica.

Questo tipo di racconto è interiore, lo scopo principale della narrativa di James è quello di sondare i moti della psiche. Infatti non ci tiene a dimostrare l'esistenza effettiva di Mr. Quint e Mrs.Jessel, per lui è importante descrivere il modo in cui i vari personaggi percepiscono e reagiscono a questa esperienza. La percezione soggettiva del reale può agire sul concetto che noi stessi abbiamo di quest'ultimo, modificandolo in modo concreto/obiettivo.

Il senso della vista

Nel corso del racconto Mrs.Giddens è convinta che solo dopo aver forzato gli allievi ad ammettere di vedere anche loro i fantasmi, ella sarà finalmente appagata. Vedere per lei significa aprire gli occhi su qualcosa di proibito, perché è convinta che tra chi vede e chi è visto si stabilisca un rapporto di peccato. L'istitutrice vuole trovare una conferma a ciò che vede. Secondo James chi vede un fantasma vuole essere rassicurato sulla possibilità che quello che ha visto è reale, tramite una seconda testimonianza. Il fatto che non riesca ad avere conferma di ciò va a favore di quelli che sostengono che i fantasmi non esistono, se non nella mente malata dell'istitutrice. Questo per James è però secondario perché è sufficiente che esistano nella sua mente per conferire loro realtà concreta.

Sfumature della visione

-visione come strumento che certifica la verità --> basta guardare per percepire il vero; la vista mostra la verità;
-visione come strumento/esercizio di potere --> La vista è uno strumento che serve a controllare l'altro, a paralizzarlo. Con la vista si domina la realtà;
-visione luogo d'incontro/di sostituzione --> Mrs. Grose si rispecchia nell'istitutrice e viceversa;
-visione come strumento di conferma di se stessi --> l'istitutrice si sente appagata dallo sguardo altrui.

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