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Bum, dimmi chi sei

Dopo cena, papà entrò in camera mia e si sedette sul mio letto prendendo in braccio Bum. Avevo capito dalla sua espressione che aveva qualcosa da dirmi, e fu così. Mi chiese cos’era successo a Simone. Io gli dissi che era caduto dalle scale e si era rotto un braccio. Mi disse anche che era stato a scuola e che aveva parlato con la maestra, la quale gli disse che non era inciampato, bensì gli hanno legato le scarpe. Subito mi chiese se ero stato io, ma negai tutto dicendogli che non avevo visto.
Quando succedeva qualcosa in classe tutti pensavano a Tonio perché aveva tre anni in più di noi e il padre in carcere. La maestra non lo rimproverava, perché l’ultima volta che lo aveva fatto, trovò le gomme della macchina bucate. Papà mi disse che l'indomani mattina saremo andati al mare, perché mi avrebbe spiegato chi fosse davvero Bum. Domani avrei avuto l’interrogazione di storia, ma andare al mare era decisamente meglio così, papà si allontanò verso la porta e spense la luce.

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