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Scheda di "Frankenstein ovvero il Prometeo moderno" di Mary Shelley
Brevi notizie sull'autore
Mary Shelley (1797-1851): figlia di un filosofo rivoluzionario, William Goldwin, e di una intellettuale sostenitrice dei diritti delle donne, Mary Wollstonecraft, Mary rimase orfana di madre a dieci giorni dalla nascita. Crebbe in una casa frequentata da personalità artistiche quali William Hazlitt, Charles Lamb, Samuel Taylor Coleridge e, soprattutto, Percy Bysshe Shelley, col quale nel 1814 fuggì nel continente, vivendo per alcuni anni fuori degli schemi, in continuo movimento tra l'Italia, l'Inghilterra e la Svizzera. ha scritto diversi romanzi, il primo dei quali è Frankenstein ovvero Il Prometeo Moderno (1818). L'idea del romanzo fu concepita nel 1816, durante un soggiorno sul lago di Ginevra a casa di George Byron, quando questi propose a ciascuno degli ospiti di scrivere un racconto dell'orrore. Fondendo gli elementi più tipicamente gotici con un vivido realismo supportato da nozioni di biologia e galvanismo, la scrittrice fondò il genere fantascientifico. Numerosissime sono state le versioni cinematografiche del romanzo (celebre è quella del 1931, diretta da James Whale e interpretata da Boris Karloff), tra le quali non mancano le variazioni in forma di parodia (Frankenstein junior, 1974, di Mel Brooks e con Gene Wilder).
Sintesi del contenuto del libro
Vittorio Frankenstein è un ragazzo che ha sempre vissuto nell'agio e nell'amore della sua famiglia. Ha due fratelli e una sorella-cugina adottiva, Elisabetta, di cui si innamora fin da giovane. È appassionato agli studi e a 17 anni, dopo aver perso la madre a causa della scarlattina, si iscrive all'università di Ingolstad, dove frequenta corsi di scienze, chimica e biologia. Si appassiona talmente agli studi da tentare numerosi esperimenti, tra i quali la creazione della vita. Così Vittorio, dopo notti insonni, continue ricerche negli ossari e un'intensa attività di "macellaio umano" dà origine a un essere, più grande del normale, più alto e robusto, dalla pelle color mummia, gli occhi vacui e giallastri, la fronte alta e spaziosa. Appena il mostro prende vita, Vittorio è spaventato dalla sua stessa creazione, e fugge. Dopo qualche tempo Vittorio apprende la notizia della morte del fratellino, ucciso strangolato, e fa ritorno a Ginevra, dove nel parco rivede il mostro, sua creazione. Capisce che l'assassino è il demone da lui stesso creato, ma non può parlarne con nessuno e viene condannata una sua cara amica per l'omicidio. Vittorio comincia un'esistenza tormentata dai rimorsi, dalla disperazione e follia. Il demone allora, bestia dotata di sentimenti, gli propone di creare un essere femminile uguale a lui, di modo che, schifato dagli uomini, egli avesse una compagna con cui stare, per non vivere in eterna solitudine. Dapprima Vittorio approva, poi però, colto dal pensiero che potesse nascere una progenie di mostri, distrugge quanto compiuto. Il demone allora gli minaccia odio e vendetta eterna e pian piano Vittorio rimane solo sulla terra, perdendo tutti i suoi cari uno ad uno. Così decide di inseguire il demone per vendicare tutti i morti innocenti, ma dopo estenuanti ricerche muore, sfinito al polo.

Fabula e intreccio: la storia viene narrata in flash back da Vittorio, quindi non coincidono tempo della storia e tempo del racconto.Sono inoltre presenti una serie di pause descrittive e non mancano anticipazioni degli eventi futuri.
Genere letterario e corrente letteraria: Mary Shelley è la fondatrice del genere fantascientifico e ne è quindi la prima esponente.
Contestualizzazione: la vicenda si ambienta nei territori europei del 1750/1800. I viaggi di Vittorio e del demone si spingono prima a Ingolstad,in Germania, poi nella Svizzera a Ginevra, poi in Olanda, in Inghilterra, in Scozia e in Irlanda. Nella fase finale del racconto il demone si spinge in Russia per arrivare nella Siberia e nei territori gelidissimi e artici dove Vittorio muore.
Siamo nel 1750 circa, quando ancora le monarchie dominavano l'Europa, tranne nella Svizzera dove il signor Frankenstein era sindaco di Ginevra.
Tipo di narrazione: la narrazione inizia da parte di Walton, un inglese che tenta la spedizione al Polo Nord con un'imbarcazione e degli uomini e che riporta fedelmente sulla carta la storia dell'amico Vittorio Frankenstein, conosciuto durante la sua impresa. Quindi l'io narrante passa a Vittorio che ricorda le sue vicende narrandole in prima persona.

Rapporto tra il tempo degli avvenimenti e della narrazione: essendo una storia narrata in prima persona in flashback il tempo degli avvenimenti e quello della narrazione necessariamente non coincidono. La vicenda copre l'intero arco della vita di Vittorio, dall'infanzia alla maturità, e ci sono spesso pause descrittive e anticipazioni.
Riferimenti ai luoghi: i viaggi di Vittorio e il suo demone coprono l'Europa, dalla Svizzera, alla Germania, all'Olanda, l'Inghilterra, l'Irlanda, per terminare poi nelle fredde terre del polo nord.

Personaggi
Principali:
* Vittorio
* Il mostro
* Enrico
* Elisabetta

Secondari:
* Giustina
* Il padre Alfonso
* Fam. De Lancey
*Walton

Caratterizzazione dei personaggi principali

Vittorio: è un giovane pieno di entusiasmo, vitalità, appassionato agli studi e circondato dall'amore della sua famiglia. Gli studi lo spingono a Ingolstad dove comincia il suo incubo. Dalla famosa note della creazione del mostro, la vita di Vittorio si trasforma in un'esistenza carica di drammaticità, di tragedie, di pene, afflizioni, rimorsi, sensi di colpa. Il rimorso e il travaglio, la disperazione non abbandonano mai i pensieri di Vittorio che non riuscirà più a trovare pace, anche perché il demone lo priva, uno ad uno, dei suoi familiari. L'ambizione del giovane l'ha portato alla distruzione, non solo propria, ma anche di tutta la sua famiglia.
Il mostro: è un personaggio particolare, orribile d'aspetto, poiché costituito con avanzi di corpi morti, ma anche molto più grande di un uomo di statura e molto più forte. Vittorio l'ha creato con un cuore, che lo porta a compiere una serie di atti sconsiderati. Forse il suo cuore non è in grado di distinguere i sentimenti gli uni dagli altri, forse non ha temperanza, ma il mostro, spinto dalla sua solitudine si macchia di delitti orribili ed è spinto da una cattiveria e una sete di vendetta esasperate.

Enrico: è il migliore amico di Vittorio, i due si conoscono dall'infanzia e continuano la loro amicizia nel tempo. È fidatissimo e fedele al compagno, non lo abbandona mai, e lo assiste anche nei momenti più duri della sua vita. Carico di voglia di fare, di entusiasmo, è come Vittorio prima della famosa notte. Spensierato, allegro, con tanta voglia di vivere, vedere, sapere, conoscere. La sua esistenza viene purtroppo stroncata dalla mano assassina del mostro.
Elisabetta: Giovane cugina di Enrico, adottata dalla sua famiglia in seguito alla perdita della madre, vive in casa Frankenstein come una sorella per tutti. Innamorata di Vittorio fin dalla giovinezza, corona il suo sogno d'amore che si tramuta in un omicidio terribile da parte del mostro, che la uccide durante la prima notte di nozze. È una ragazza dal cuore tenero, gentile, amorevole,
altruista e sempre disposta ad aiutare gli altri: l'immagine dell'innocenza.
Il padre Alfonso: un martire, per tutti gli omicidi che subisce, le perdite di tutti i suoi cari lo abbattono fino a stroncarlo definitivamente con la morte di Elisabetta. È un uomo maturo, intelligente, un gran signore e un padre di famiglia affettuoso, tenero e molto preoccupato per i figli.

Osservazioni linguistiche: il testo è una traduzione da un originale inglese del 1818, quindi le scelte linguistiche della Shelley sono sicuramente state tralasciate. L'inglese dell''800 era molto diverso dall'attuale e sono certa che il traduttore Bruno Tasso abbia fatto il possibile per rispettarle, nella difficoltà di farlo.

Nel complesso la lingua e l'espressione sono curate, eleganti, forbite.
Sintassi e stile: in una narrazione di questo tipo la sintassi è complicata, i periodi lunghi per dare spazio alle descrizioni e al racconto. Lo stile è curato ed elegante, con forme appropriate e curate.

Intertestualità
Vari i romanzi del secolo di questo genere iniziato dalla Shelley, che risente però di altri testi, che pure lei stessa cita come libri letti dal mostro per ingannare la noia. Esempio il Paradiso Perduto, le Vite di Plutarco, I dolori del giovane Werther di Goethe.
Testo simile al Frankenstein è L'isola del dottor Moreau di Wells, che io purtroppo non ho letto, ma testo dove il protagonista crea ominide.
Ma nel titolo stesso dato dalla Shelley c'è il richiamo alla mitologia classica, al Prometeo antico, il titano che insieme al fratello Epimeteo ebbe il compito di creare gli esseri umani e gli animali, conferendo loro le doti necessarie per sopravvivere. Epimeteo procedette di conseguenza, concedendo agli animali i doni del coraggio e della forza, insieme a piume, pellicce e altri rivestimenti protettivi. Quando venne il momento di creare un essere superiore a tutte le altre creature viventi, Epimeteo scoprì di non avere più nulla da donargli. Fu costretto a chiedere aiuto al fratello, e Prometeo lo sostituì nel compito della creazione. Per rendere gli uomini superiori agli animali, egli li plasmò più nobilmente e li abilitò a camminare eretti, poi salì in cielo e accese dal sole una torcia infuocata: il dono del fuoco che elargì all'umanità era più prezioso di tutti i doni ricevuti dagli animali. Così nel titolo stesso l'autrice ricorda la classicità e l'antica mitologia greca, rievocando un mito dimenticato. Come Prometeo agisce Frankenstein, ma la sua impresa è dettata dall'ambizione, dall'orgoglio, dalla voglia di superarsi e superare i confini imposti.

Extratesto: certamente Frankenstein ha qualcosa della Shelley giovane, che pure cercava di carpire il segreto delle leggi della natura. Ma qui la Shelley non ci spinge molto oltre con la fantasia né si spreca nei dettagli tecnici della creazione del mostro. Le sue descrizioni sono sommaria e prove di dettagli, forse perché lei stessa negli studi non si era spinta molto oltre, e non aveva basi per tali descrizioni.

Dibattito critico e giudizio personale
Oltre al merito di essere uno dei più agghiaccianti romanzi neri o gotici il Frankenstein della Shelley ha quello di aver iniziato il tipo di favola fantascientifica che nel nostro secolo si è talmente diffuso che è diventato un genere letterario a parte. (Mario Pratz)

Certo è che nel 1700/1800 la scienza e la curiosità si spingevano a chiedere imitazione di corpi umani, imitazione dell'apparato circolatorio, della voce umana. Il problema della creazione artificiale della vita era centrale al tempo. Ma anche oggi non si può dire che ciò si sia concluso: la pecora Dolly e tutti gli esperimenti che vengono condotti sugli animali per tentare la clonazione non sono eventi di secoli fa. Come nel testo, Frankenstein supera i confini umani posti dalla divinità ed è costretto all'esistenza travagliata e disperata, così anche attualmente, due secoli dopo il problema Chiesa-clonazione sussiste e non è stato certamente abbattuto. Come ovvio la chiesa condanna tali esperimenti, a anch'io non credo di essere totalmente favorevole. Forse potrei approvare, ma solo a scopi benefici, ma creare l'elisir di lunga vita non credo sia lo scopo cui dobbiamo tendere. I valori umani morali sono cambiati, e la società che si sta formando, dove ci porterà?
Tuttavia il testo mi è piaciuto molto, anche se credevo che mi sarei notevolmente annoiata nel leggere una storia così famosa e conosciuta. In realtà ne conoscevo solo una parte, e la lettura della favola fantascientifica mi ha certamente giovato e ha colmato le lacune che avevo.

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