Mika di Mika
Ominide 885 punti

Saggio breve su "Il partigiano Johnny"

Il romanzo "Il partigiano Johnny" di Beppe Fenoglio è stato pubblicato postumo nel 1968, è incompiuto ed è considerato dalla critica il più antieroico ed originale romanzo sulla Resistenza, presentata nei suoi aspetti più singolari e anticonformisti. Definire "Il partigiano Johnny" un romanzo non è del tutto esatto: il libro può essere considerato una cronaca storica e allo stesso tempo un romanzo di formazione. La critica ha definito il genere de "Il partigiano Johnny" come "a sé stante" in quanto presenta elementi decadenti, neorealisti e neoveristi, ma differisce da questi generi per l'introduzione di innovazioni sul piano formale e stilistico, nonché linguistico. Non ci sono in Fenoglio intenti documentari o intenti di polemica sociale in nome di un impegno ideologico progressista; non ci sono inclinazioni populiste: non vi è l'identificazione del popolo come depositario di valori positivi. Johnny/Fenoglio (è infatti presente l'elemento autobiografico) è all'opposto della concezione dell'intellettuale impegnato. Il protagonista del "romanzo", un ragazzo sui vent'anni, Johnny/Fenoglio è un intellettuale borghese alla ricerca di se stesso, insoddisfatto della propria condizione esistenziale. Dopo l'otto settembre del 1943 si rifugia fra le colline nei pressi della città di Alba. È questo un periodo di profonda crisi: l'inattività lo sta logorando. Decide quindi di unirsi alla lotta partigiana e si unisce dapprima ai partigiani Rossi, di ideologia comunista, e, in seguito, ai partigiani Azzurri, badogliani. Questa proiezione improvvisa in una realtà completamente diversa da quella borghese provoca in Johnny un sentimento di totale smarrimento: non rinnega la sua origine, ma tenta allo stesso tempo di immettersi in un ideale proletario: Johnny si unisce ai partigiani Rossi per puro caso. La scelta della lotta partigiana è per lui esistenziale e morale: è una lotta contro un nemico assoluto, incarnazione del male metafisico. La guerra non è il fine della narrazione, ma il mezzo: un punto di passaggio obbligatorio lungo il percorso di ricerca della propria dimensione. La guerra è scontro dell'uomo con la violenza, con la sofferenza e con la morte; la guerra toglie ogni dignità umana all'individuo. La narrazione è ambientata nella zona delle Langhe (Monferrato, Piemonte). La natura di quest'area geografica viene umanizzata da Fenoglio: durante un atragica operazione di guerriglia partigiana, in cui si salva solo Johnny, la vegetazione circostante, le piante, gli alberi che assistono alla scena diventano cupi, scuri, rispecchiando lo stato d'animo dei protagonisti umani. È una natura che riflette i sentimenti di Johnny (elemento inconcepibile per il neorealismo). Così mentre Johnny marcisce nell'inattività iniziale, il paesaggio, le colline circostanti, il "mood around him", lo nausea. Le stelle che osserva durante la notte insonne, dal suo possedimento sulla collina, sono le stesse che osserva mentre è costretto a fuggire dai rastrellamenti fascisti dopo la disfatta di Alba, quando tutti i suoi compagni sono morti o spacciati. Johnny non si integra con i vari gruppi di partigiani, tuttavia la condivisione di esperienze, come il continuo faccia a faccia con la morte, lo portano a legare con alcuni suoi compagni come Pierre ed Ettore. In ogni caso l'amicizia non è il filone portante dell'opera: in questo suo iter Johnny è solo. Il ruolo del dualismo casa/famiglia è fondamentale: Johnny si allontana a grandi passi dall'ambiente familiare, distaccandosene inevitabilmente. Quando ha la possibilità di rientrare, per un breve periodo, in famiglia, quasi non riesce più a sopportare le accoglienti coperte del suo comodo letto: preferisce i giacigli delle foglie dei boschi dove ha combattuto. Il distacco talmente profondo che sfocia nell'intolleranza: quando entra in contatto con una famiglia borghese che lo ospita è nauseato da quell'ambiente così vuoto, privo ormai di significato.

Registrati via email