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La famiglia dell'antiquario (La suocera e la nuora)

Doralice entra a far parte di una famiglia di nobili senza soldi, che tuttavia amano scialare i propri averi. Doralice è figlia di un mercante, Pantalone, non nobile, ma pieno di buon senso e di denari e porta son sé la dote di ventimila scudi. Ella aveva sposato Giacinto, il figlio del conte Anselmo e della contessa-suocera Isabella.
E tra suocera e nuora è subito guerra, senza quartiere. Tanto più favorita dal fatto che il conte Anselmo, ha del tutto derogato dai suoi doveri di capo della casa e si dedica, in modo maniacale, a costruirsi, a suo dire, un museo di preziose antichità, in realtà pggetti privi di valore che egli compra a caro prezzo da bricconi pronti ad approfittare della sua credulità.
Su questo impianto narrativo il nostro Goldoni mette in piedi una deliziosa commediola tutta pepe e spesso, giocata su una serie di temi superclassici, veri e propri topos della commedia d'ogni tempo, che sono appunto la conflittualità tra suocere e nuore, la creduloneria, la ribalderia dei servitori, la piaggeria dei cortigiani, e infine lo scontro fra il buon senso plebeo e la vuota fumosità dei nobili.

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