Ominide 82 punti

Eugénie Grandet

Introduzione
Eugénie Grandet è il tredicesimo romanzo di Honoré de Balzac, scrittore francese della prima metà del XIX secolo, pubblicato per la prima volta nel 1833.
Il romanzo è ambientato a Saumur un piccolo centro nella campagna francese situato nella Francia centro-settentrionale a ovest di Parigi. La storia si svolge in un periodo storico contemporaneo all’autore, infatti la vicenda inizia circa nel 1816 e finisce nel 1833 data appunto della pubblicazione.

Trama e tema del romanzo
Il romanzo inizia descrivendo la malinconia e l’austerità dei luoghi in cui si svolge la vicenda, descrizione che poi si intonerà benissimo con i sentimenti della protagonista.
La storia è divisa in quattro periodi principali: la vita regolare della famiglia prima dell’arrivo di Charles, la vita con Charles e l’innamoramento di Eugénie, il litigio e la morte dei genitori di Eugénie, Eugénie diventa una Grandet. Ognuna di queste macrosequenze potrebbe poi essere divisa in un numero elevato di altre microsequenze a seconda dei sentimenti molto variabili di Eugénie.

Il tema principale del libro, nonostante il titolo, non è Eugénie o almeno non la sua persona ma la ricchezza che rappresenta per quelli che cercano di sposarla. Infatti sia i Cruchot sia i des Grassins cercano di ottenere la mano di Eugénie per il proprio figlio non certo per la bellezza esteriore o interiore della ragazza ma per l’eredità che avrebbe alla morte del padre Grandet.
Anche Charles che all’inizio sembrava provare per lei un amore disinteressato poi in Africa cambia punto di vista e a Parigi sposa una ragazza solo per il suo titolo nobiliare; si stupisce inoltre per la ricchezza di Eugénie che gli viene riferita dal figlio dei Cruchot, definitivo marito di Eugénie, infatti con il passare del tempo credendola povera aveva perso l’interesse che aveva nei suoi riguardi.
È quindi il “vil denaro” che motiva le azioni di quasi tutti i personaggi del romanzo; Eugénie sembra l’unica immune da questa “dipendenza”, anche perché inizialmente non conosce ancora il valore del denaro, per lei la vita normale è quella che conduce nella casa di suo padre; misurando lo zucchero, con le razioni giornaliere regolate dal padre, ogni giorno lo stesso cibo a meno che qualche fittavolo non porti al padrone qualche pagamento in natura.
Lei non viene neanche a conoscenza delle ricchezze di suo padre fino a quando lui, capendo che la sua morte è ormai prossima, decide di istruire la figlia, che aveva ormai raggiunto i trent’anni, anche per evitare che scialacqui la fortuna che lui aveva accumulato in più di ottant’anni di vita.
Infatti Eugénie quando ne viene in possesso dopo la morte del padre continua ad applicare gli stessi metodi di risparmio, senza mai sprecare niente e conducendo una vita quasi monastica, salvo che per i vari amici portati la sera dai Cruchot per il whist.
Il padre è la figura più importante dopo la protagonista, infatti è il capofamiglia che regge le redini fino all’ultimo, che amministra tutti gli affari senza neanche parlarne alla figlia o alla moglie, è stimato da tutto il paese, non solo perché ricco ma anche perché furbo e intelligente negli affari.
Nel libro appare quasi sempre come un personaggio negativo, di un’avarizia eccessiva nel vestire, nel mangiare e in generale nel vivere; inoltre è troppo duro con la moglie e con la figlia cosa per cui viene criticato aspramente dall’intero paese; non ha pietà né riguardo nei confronti di nessuno in affari, infatti rovina il mercato dei viticoltori vendendo molto e facendo abbassare il prezzo prima che questi se ne rendano conto.
Per Eugénie il punto di riferimento per proteggersi e consolarsi è la madre, anche lei priva di potere in famiglia sottostà alla volontà di Grandet, lavora tutto il giorno a maglia come la figlia d’altronde, non si veste in modo elegante ma anzi usa sempre lo stesso abito fino a quando non è da buttare, non indossa mai abiti pregiati. Anche la figlia insieme alla madre è costretta dall’avarizia del padre a vestirsi in modo molto semplice, tanto che si stupisce vedendo arrivare il cugino vestito in un modo così elegante e perfetto, profumato di mille essenza e con capi d’abbigliamento ricercati e costosi.
Le uniche cose di valore che elargisce alla famiglia nelle occasioni speciali sono le monete antiche d’oro ad Eugénie e qualche volta delle monete alla moglie per comprarsi ciò che vuole.
Personaggio importante per l’aiuto che porta ad Eugénie è anche la serva Nanon, scelta da Grandet per la sua robustezza, deve al padrone tutto ciò che ha e gli è riconoscente a vita per averla presa come serva mentre le altre famiglie la rifiutavano per il suo aspetto poco piacevole. Questa donna nonostante sia completamente sottomessa al padrone, aiuta Eugénie a preparare una colazione degna del cugino Charles, a sistemargli la camera a dovere sebbene sappia che tutte queste azione non piacciono a Grandet. È quindi una persona di buon cuore che si commuove per la morte del padre di Charles e per l’amore interrotto tra Eugénie e il cugino.

Scopo dell'autore
Balzac nel romanzo fa trapelare di essere contrario alla ferrea disciplina presente nella famiglia che descrive ed anche al dispotismo del padre sulla moglie e sulla figlia. Probabilmente associa questi aspetti ai propri ricordi d’infanzia e in particolare alla sua permanenza in collegio. Indisciplinato e asociale, provava un dolore profondo a stare in quel luogo tanto che se ne ammalò e il padre dovette riportarlo a casa.
La cosa che più colpisce nel romanzo è la precisione e l’accuratezza che usa Balzac per descrivere i due personaggi principali, Eugénie e papà Grandet, e i loro sogni; per la prima l’amore verso suo cugino che rimane saldo nel suo cuore fino alla triste notizia del suo matrimonio con una nobildonna; per il secondo il proprio sogno sono i milioni che custodisce in parte in titoli di borsa e in parte in oro nel suo studio.

Tutti e due sogni sono inamovibili dai loro cuori, il sogno di Grandet rimane fino alla sua morte quando esalando l’ultimo respiro cerca di afferrare il crocifisso dorato che gli porge il prete che viene a dare l’estrema unzione. In modo analogo Eugénie non fa morire il proprio sogno, nonostante le poche possibilità di realizzarlo e lo abbandona solo all’ultimo momento.
Sono comunque entrambe due figure pregnanti che rappresentano realtà familiari concrete e così ben descritte nella forza dei loro sogni che superano ogni ostacolo e non cedono a nessuno.

Registrati via email