*SaRi* di *SaRi*
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DUE DI DUE

Un romanzo strano. E' questa la sensazione che la prima pagina mi hanno dato.Ma come non appassionarsi, man mano che i capitoli scorrono incessanti nel ritmo incalzante della narrazione, al rapporto che lega il protagonista a Guido Laremi, uno dei personaggi più interessanti della letteratura contemporanea.La storia é differente dalle solite vicende d'amore su cui troppo spesso sono basati i romanzi.E' il racconto di un'amicizia, una vera amicizia, fra due persone diverse ma con la stessa voglia di estraniarsi dalla realtà meccanica dell'Italia moderna.Una vicenda che prende inizio nella rivoluzionaria Milano sessantottina fino a raggiungere i nostri giorni, in un succedersi di piccoli particolari, di forti sentimenti, che portano ad un importante risvolto ideologico nei protagonisti e sicuramente anche in un lettore attento.Quella fra Mario e Guido é un'amicizia che, come ha affermeto l'autore stesso, può essere definita come la rappresentazione delle due parti di una stessa persona. Mario, studente tradizionale, pauroso di fronteggiare una realtà che non gli piace, forse banale ma comoda, si fa trascinare dal carattere ribelle e fuori dalle norme di Guido. E questo lo porterà dopo saltuari rapporti con la politica, le donne, l'università, i viaggi, sempre all'ombra della figura carismatica di Guido, a raggiungere finalmente un equilibrio stabile col mondo, lontano dalle città inquinate, da quella realtà che per troppo tempo lo ha reso vittima ed estraneo, un ritorno alla natura, vista come unica salvezza. Lo stile di Andrea De Carlo, rapido e pungente, grazie alle frasi brevi che esprimono direttamente il pensiero del protagonista, senza passare attraverso le mani di un narratore esterno alla vicenda, aiuta il lettore ad essere oggetto vivo della narrazione, allontanandolo dalle strade familiari per portarlo in una regione della quale non immaginava neanche l'esistenza.Un libro da leggere perchè difficile da raccontare! E vi assicuro che il mondo di Mario vi rimarrà nel cuore.

Tra le opere decarliane, quella più vicina al mondo adolescenziale, ed in particolare a noi, studenti dello stesso liceo in cui studiano i protagonisti, è sicuramente Due di Due.
Protagonisti del libro sono Mario, il narratore in prima persona, e Guido Laremi: i due si conoscono durante gli anni della contestazione studentesca nei corridoi di uno dei licei più coinvolti nelle proteste, e che appare essere, già dalla descrizione delle prime pagine, il Berchet.
La storia evidentemente è il racconto delle esperienze personali dell'autore fra le grigie mura del Berchet nei turbolenti anni della contestazione.
I CONTENUTI
Tutta l'opera, come è esplicitato sin dal titolo, si snoda sul rapporto fra Guido e Mario, un'amicizia virile presente nella quasi totalità dei romanzi di questo autore. L'opera è suddivisa in due parti che corrispondo alle diverse fasi del loro rapporto: gli anni dell'adolescenza dei protagonisti, periodo durante il quale Guido è la figura di riferimento, e la sua personalità intrisa del fascino ribelle diventa un modello per l'amico, sono seguiti da un periodo in cui i protagonisti tentano di inserirsi nel mondo degli adulti e di crearsi una vita stabile.
TRAMA
Due di due è la storia di un'amicizia nata lentamente, per la timidezza e l'insicurezza di due ragazzini che si sono incontrati per caso in una classe, costretti a convivere giorno per giorno con le stesse paure e preoccupazioni, con lo stesso desiderio di libertà, di indipendenza: un'amicizia maschile, fatta di poche parole caricate di ironia, di critiche verso i professori così lontani con i loro atteggiamenti da adulti, verso quelle compagne così belle ma anche così esageratamente femminili ed educate.
Guido e Mario si incontrano per caso e per caso diventano amici, e lentamente quel loro legame diventa di vitale importanza per entrambi: tutte le protezioni, le piccole bugie che avevano interposto diventano inutili, superflue, e con il tempo scoprono di essere legati indissolubilmente.
L'ambiente in cui i due ragazzi si conoscono è il Berchet, liceo della Milano bene, in una classe, in una quinta ginnasio, in cui viene trasferito Guido per ragioni di ordine scolastico: i due diventano compagni di banco e iniziano a scoprire di avere molte cose in comune, anche se nei primi tempi la loro amicizia è solo scolastica, perché temono di scoprirsi troppo, di mettersi in gioco in tutti i sensi.
Ciò che porta Guido e Mario ad avvicinarsi e a superare le loro paure è il desiderio di entrare in quel mondo femminile così lontano e attraente: interessati a due compagne di classe i due amici si sostengono in silenzio nei loro tentativi di conquista, e nel momento in cui Guido decide di invitare la sua ragazza a casa, convince anche Mario a fare lo stesso. Il risultato non sarà dei migliori: infatti Guido, vergognandosi di essere figlio di una portinaia, porterà gli amici in un'appartamento affidato alla madre, ma verrà scoperto, perdendo per sempre le attenzioni della ragazza a cui aspirava e causando la rottura anche tra Mario e l'altra compagna di classe.
Il muro delle piccole bugie si rompe definitivamente, Mario inizia a vestirsi come Guido, con grande infelicità della madre, dalla tipica mentalità borghese, e i due compagni incominciano a frequentarsi anche fuori dalla scuola. Ma quando la scuola finisce ed entrambi vengono promossi, perdono i contatti che si riallacceranno solo ad ottobre.
Ad ottobre della loro prima liceo iniziano gli anni caldi per la scuola italiana, gli anni della contestazione, e Guido e Mario lentamente seguono i loro comuni ideali di libertà: partecipano alle assemblee a scuola, poi si interessano a quelle universitarie, e cominciano a costruire una posizione ideologica molto vicina all'anarchia. Mario osserva Guido durante le sue discussioni politiche, lo appoggia quando ha bisogno di aiuto, e fa sì che attorno a lui ci siano sempre persone in grado di apprezzarlo. Il suo affetto per l'amico cresce, e la sua stima diventa quasi motivo di eccessiva critica nei confronti di se stesso.
Anche quando i due amici si interessano al sesso femminile, Guido risulta essere vincente, concentrando tutte le attenzioni delle ragazze su se stesso, e lasciando Mario ad osservarlo intimidito ma al tempo stesso compiaciuto dalla capacità di conquista dell'amico. Così accade quando Guido conosce due universitarie, Nina e Antonella, e trascina con sé l'amico, portandolo ad avere un'avventura con Antonella, per riuscire a entrare in confidenza con Nina: il risultato però sarà una storia di una sera per Mario, e per Guido l'inizio di un rapporto molto travagliato con Nina.
Il rapporto tra i due andrà avanti per anni, per quanto i genitori della ragazza tentino di fermare la loro storia, e nonostante le differenze sociali che dividono i due. Nel corso di questi anni Guido deciderà di lasciare definitivamente il liceo, abbandonerà la politica, stanco delle falsità contro cui si era a lungo scontrato e fingerà di essere pazzo per riuscire a non fare il militare, che considerava l'emblema della cultura fascista.
Negli stessi anni Mario, allontanatosi dall'amico per la scelta di continuare i suoi studi liceali, conosce Roberta, a con lei inizia una storia molto importante, tanto che fa con lei il viaggio che aveva programmato con Guido, e accanto a lei passa molto tempo: nel momento in cui però Mario si accorge che il loro rapporto è entrato in una routine angosciante per un ragazzo di diciannove anni, e dopo aver passato con lei una vacanza a Santa Margherita insieme ai suoi genitori, decide di ricontattare Guido.
Mario e Guido si rincontrano e riscoprono la loro grande amicizia, e programmano di partire insieme per la Grecia. Arrivati per caso nell'isoletta di Lesvos, in poco tempo i due amici riescono a conoscere molte persone, grazie soprattutto alla grande capacità di socializzare di Guido: per la prima volta però Mario riesce a conquistare una bellissima ragazza francese senza l'aiuto dell'amico, e con lei ha una storia che riesce a distrarlo dalle preoccupazioni per il suo rapporto con Roberta; ma la smania di conquista porta Guido a tentare di conquistare la ragazza francese e la sua riuscita lascia in Mario un profondo senso di delusione e insicurezza.
Così Mario decide di chiamare Roberta, e le chiede di raggiungerlo a Atene, abbandonando Guido e i suoi amici inglesi a Lesvos. La conclusione della vacanza di Mario è triste: infatti dopo essere tornati a Milano, Mario e Roberta si lasciano, dopo aver compreso di avere ormai un legame affettivo quasi fraterno e di essersi allontanati notevolmente per le differenti scelte di vita.
Mario, allontanatosi momentaneamente da Guido, perso di vista da dopo la partenza da Lesvos, conosce all'università un ragazzo di nome Aurelio e ne diventa amico; decide quindi di partire con lui alla volta della Jugoslavia, dell'Afghanistan e del Pakistan a bordo di una scassatissima Volkswagen, ma il viaggio si concluderà anzitempo in Turchia, dove i due ragazzi arrivano senza un soldo e dopo infiniti litigi.
La prima parte del romanzo si conclude così, con la morte del secondo marito della madre di Mario, che lascia al figliastro una discreta somma di denaro, con l'indicazione di "farne qualcosa di convincente".
La seconda parte del romanzo si apre con la decisione di Mario di abbandonare l'università e la ricerca di un luogo, lontano dalla città e da ogni traccia umana, che non fosse però triste e melanconico, dove andare a vivere con il denaro ricevuto in eredità.
Scopre così un "angolo di paradiso" nei pressi di Gubbio, e immediatamente prende le sue poche cose e parte per trasferirsi. Quello che trova è un vecchio cascinale semidistrutto, inagibile tanto che non può neppure dormirci dentro; egli non si lascia fermare dalla difficoltà della situazione, trova degli operai disposti ad aiutarlo e inizia così un lungo lavoro di ristrutturazione: Mario non si allontana mai dalla sua nuova casa, dorme in tenda e la sera continua i lavori alla luce di una candela. Lentamente si sviluppa in lui un senso di purificazione, rinuncia a tutte le tecnologie, sceglie attrezzi molto elementari, materiali naturali.
La preparazione della casa è molto lenta, e quando arriva l'inverno Mario licenzia gli operai, si trasferisce nell'unica parte di casa agibile, e continua a lavorare da solo. Decide di iniziare anche alcune piccole coltivazioni, tutte naturali, e per questo motivo è costretto, a malincuore, ad andare a Perugia per cercare dei trattati che possano aiutarlo nell'ardua impresa.
Il viaggio a Perugia è un improvviso e violento incontro con la città, Mario è un uomo trascurato, con la barba lunga, che per lunghi mesi ha avuto solo contatti umani con la proprietaria di un piccolo negozio di alimentari e un contadino suo vicino, nella sua mente c'è un susseguirsi di emozioni forti e angoscianti, si sente a disagio e al contempo è contento di avere contatti apparenti con le altre persone. Ma la vera svolta nella vita di Mario avviene quando decide di entrare in una libreria per chiedere un libro sulle coltivazioni, e viene servito da una ragazza bella, dolce e cortese, alla quale, quasi senza rendersene conto, inizia a raccontare con grande trasporto emotivo la sua scelta di vivere fuori dal mondo, in uno stato quasi primitivo, per riuscire ad essere finalmente felice. E quella ragazza, che lo ascolta attentamente per tutto il suo narrare, lo porta a ritornare una settimana dopo a Perugia, a cercarla nella libreria, a rattristarsi per non averla trovata e ad emozionarsi per essersi scontrato con lei per caso davanti a un bar. Quella stessa sera Mario e Martina scoprono di avere un'infinità di sentimenti comuni, gli stessi sogni, le stesse paure: e quella stessa sera Mario le chiede di andare a vivere da lui, per costruire insieme "una porzione di mondo" come avevano sempre sognato.
Dopo alcuni mesi Martina lascia il suo lavoro in libreria e raggiunge Mario, e tra i due ha inizio un rapporto felice, sereno e molto passionale: entrambi si dedicano alla nuova vita di campagna, cercano nuovi metodi di cultura naturale, si preoccupano di rendere la casa sempre più accogliente. Il loro tempo scorre scandito dall'alba e dal tramonto, passano le loro giornate a lavorare nei campi, a piantare alberi e coglierne i frutti, cercando di ottenere prodotti sufficienti per viverne.
L'anno seguente Martina scopre di essere rimasta incinta, e attraverso questo felice evento i due innamorati iniziano ad avvicinarsi alle persone importanti del loro passato: per prima si reca a trovarli la mamma di Mario, che inizialmente rimane sconcertata dalla vita del figlio, a suo parere troppo povera e umile, ma poi, dopo alcuni giorni vissuti con i loro ritmi, scopre il piacere di vivere a contatto con la natura, senza dover prendere un autobus per vedere un campo fiorito o per andare a prendere un frutto da gustare.
Improvvisamente arriva un telegramma di Guido che annuncia il suo arrivo: Mario, emozionato all'idea di rivedere l'amico, lo accoglie con grande affetto. Anche Martina, che aveva sentito parlare a lungo di quel "compagno di avventure" tanto importante nella vita di Mario, cerca subito di scoprirne la personalità, il carattere.
Per la prima volta, però, Mario non teme la rivalità dell'amico, perché riconosce nella compagna un interesse puro, non dettato dal tentativo di fare colpo su Guido.
Guido passa con loro cinque giorni nei quali compie un preciso resoconto dei suoi ultimi anni, anche se, come aveva sempre fatto, spesso tralascia lunghi periodi per dedicare minuziose descrizioni a un istante, una sensazione, ma poi decide di partire: Mario e Martina gli promettono, che il giorno in cui vorrà, per lui ci sarà sempre disponibile la casa accanto alla loro. Ma Guido non accetta la proposta, e decide di partire per l'Australia, "il posto più aperto e lontano che gli venga in mente".
Martina si avvicina sempre più al giorno del parto, e per questo la mamma di Mario decide di tornare da loro, per poterli aiutare, ma per lei tutto questo sembra non essere sufficiente: presa dallo sconforto, ricorda i suoi genitori e le sofferenze che le hanno causato con la loro insensibilità, e ha davanti a Mario una crisi di pianto che lascia il compagno sconvolto. Per questo motivo egli cerca una persona della famiglia in grado di farle sentire l'affetto, e trova la sorella, che invita ad andare da loro.
All'arrivo di Chiara, Martina si commuove, e in un momento di grande emozione inizia ad avere le doglie.
Dà alla luce a due gemelli, un maschio e una femmina, aiutata e seguita dalla mamma di Mario, da sua sorella e da una levatrice: il maschietto verrà chiamato Guido, mentre la femminuccia Chiara.
Il periodo felice della nuova famiglia viene confermato dalla decisione di Chiara di restare a vivere con loro, e dall'arrivo di Werner, un tedesco che aveva deciso di abbandonare la città e vivere in campagna, che diventerà poi il suo compagno.
La vita di Guido non scorre più lontana da quella di Mario: tra i due infatti inizia una fitta corrispondenza, attraverso cui Guido descrive tutte le sue giornate in Australia, e un giorno comincia a parlare di una donna, Laurie, a cui si lega affettivamente come non aveva mai fatto.
Guido passa molto tempo accanto a Laurie, tenta di farla innamorare, scappa da lei, poi torna a cercarla: il loro rapporto è molto complesso, li fa soffrire, li logora lentamente. E tutto questo viene trasmesso nelle lettere di Guido, con angoscia e precisione, poi con una freddezza quasi sconcertante. Mario, insieme ai suoi amici, analizza le parole usate, cerca di capire i reali sentimenti dell'amico la sua situazione psicologica: inizia ad intendere che Guido fa uso di droghe pesanti, insieme alla sua ragazza.
Ma un giorno, inaspettatamente, i due si presentano a casa di Mario: passano pochi giorni dall'amico, ma in quei pochi giorni trasmettono un disagio e un'infelicità profonda. Alla partenza Guido lascia a Mario un manoscritto, che suscita nell'amico una grande felicità: il testo diventa infatti motivo di interesse anche per Martina e Chiara, e poi persino per Werner.
Dopo poco tempo Guido telefona a Mario e annuncia di essersi lasciato con Laurie, e di voler ritornare a Due Case.
Il ritorno di Guido a Due Case, non più in compagnia di Laurie, provoca tanti piccoli cambiamenti che segneranno i tempi a seguire: la stesura definitiva del libro diventa il centro di ogni interesse, tutti si adoperano per far rilassare Guido e per consentirgli di non avere distrazioni esterne... ma l'intreccio nella famiglia diventa più complicato, perché Chiara inizia a perdere il controllo conquistato accanto a Werner, le sue attenzioni si rivolgono sempre più verso Guido, in un gioco di sguardi, consigli e piccoli gesti che non passa inosservato: dopo avere tentato di tenere accanto a sé la donna che amava, Werner parte, sconfitto nel duello d'amore inconsapevolmente intrapreso con Guido.
Agli occhi di Mario l'equilibrio si è rotto: l'incertezza nel futuro, la paura per il presente, e anche un senso di impossibilità segnano i tempi a seguire; solo la fine del romanzo di Guido rompe la situazione dannosa, e riporta tutti alla realtà: improvvisamente infatti Mario, Martina e Chiara si ritrovano a essere manager e consiglieri di un Guido in versione artista, scrittore. Infatti, dopo numerose difficoltà e incomprensioni con gli editori, Mario riesce a far pubblicare il romanzo senza farvi fare alcuna modifica, con il titolo di Canemacchina; ma le difficoltà per Guido non sono finite: seppur terminata la costruzione della seconda casa, ideata per lui e Chiara, egli non si sente pronto, dimostrando ancora un'insicurezza, tale da impedirgli di andare a vivere a cinquanta metri dall'amico Mario e dalla sua famiglia perfetta.
La vita di Guido subisce sempre maggiori modifiche: egli entra infatti nel mondo delle promozioni, delle interviste e dei programmi televisivi: il risultato ai suoi occhi è il contrario di quello a cui aspirava, viene raccontato come un uomo che vive in una comune, con bambini nudi e animali liberi, il suo libro viene guardato da un punto di vista che non era suo.
Un giorno, a causa delle continue pressioni causate dal lavoro e dalle sue insicurezze, dopo una sconvolgente litigata, Guido parte con Chiara, abbandonando la campagna alla volta della città. Per molto tempo Martina e Mario non ricevono loro notizie, e costretti da difficoltà di gestione delle Due Case, cercano due persone disposte ad aiutarli: così entrano nella loro vita Paolo e Livia, caratterialmente opposti ai loro predecessori, con cui riescono subito a creare un rapporto positivo.
Dopo alcuni mesi di collaborazione arrivano a fondare una cooperativa agricola.
La vita di Mario torna a intrecciarsi con quella di Guido dopo una telefonata con la quale Chiara annuncia di essere rimasta incinta e di volersi sposare con il fidanzato: i due si trasferiscono a Lerici, località della Liguria, e una volta raggiunti da Martina, Mario e i gemelli, i due compiono il fatidico gesto; il loro rapporto malgrado sembri sereno, in realtà è già profondamente compromesso, e già destinato ad una brusca conclusione.
Guido concentra le sue giornate nella scrittura di un nuovo libro, nell'attesa del figlio e nelle sue sofferenze interiori, la sua storia con Chiara rimane solo un insieme di gesti abitudinari e parole non dette.
Anche la nascita del bambino, che verrà chiamato Giuliano, non riesce ad aiutare Chiara e Guido, e le continue tensioni lavorative, dovute a una sconvolgente stroncatura del suo nuovo romanzo, portano i due sposi al divorzio.
Martina e Mario rimangono così spettatori di una storia in frantumi: Chiara sofferente che si getta nel lavoro e nelle attenzioni verso il figlio, e riesce poi a trovare un uomo decidendo di lasciare Giuliano per alcune settimane dalla sorella; Guido alcolizzato, che abbandona Milano alla volta di Roma per seguire le registrazioni di un film tratto da Canemacchina, e che va a vivere con una giovanissima ragazza spagnola, della quale ammette di non conoscere nulla, che cerca di avvicinarsi al figlio, di farsi amare, senza però venir accettato.
Nel momento in cui Mario dimostra di essere riuscito a raggiungere una qualità e una sicurezza di vita impensabile ai tempi del liceo, il dramma di Guido giunge all'apice: la morte lo attende mentre a bordo di un'automobile cerca di raggiungere Milano... forse per tornare da Chiara o per andare ad abbracciare il figlio...
Distrutto dal dolore Mario fa un rogo di quella seconda casa che era stata costruita accanto alla sua per ospitare in modo definitivo Guido, e dove egli non ha avuto la forza di raggiungerlo.
RIFLESSIONI
Il romanzo è forse la miglior opera di De Carlo: i temi trattati sono profondamente interessanti e decisamente vicini ai lettori della nostra età, e in particolare la prima parte riesce a dipingere realisticamente una tipica situazione adolescenziale.
Inoltre, a differenza che in altri romanzi, in Due di Due l'autore riesce a costruire una storia appassionante e convincente, i personaggi, pur subendo una evoluzione nel corso degli anni, non perdono la loro identità e non subiscono radicali metamorfosi che lascino dubbioso il lettore.
L'amicizia tra Mario e Guido è sempre costante in tutta l'opera: nata sui banchi del Berchet, quando Mario era un adolescente bisognoso di modelli di riferimento, continua anche dopo l'abbandono degli studi e le diverse scelte di vita.
Nei primi anni della loro amicizia, quelli dell'adolescenza, la figura guida è senza dubbio Guido: egli è sicuro di sé, ha successo con le ragazze ed è apparentemente indipendente e capace di badare a se stesso, e queste sue caratteristiche spiccano particolarmente se confrontate alla timidezza e alla sostanziale insicurezza di fondo di Mario, che si sente legato alle aspettative dei suoi genitori e che non riesce mai a seguire la via di totale allontanamento dal mondo reale che invece contraddistingue sempre l'amico.
Se infatti entrambi pensano che la scuola sia un'inutile perdita di tempo, solo Guido ha il coraggio di lasciarla e di tentare la fortuna in giro per il mondo, mentre Mario come un qualsiasi "bravo ragazzo", finisce il Liceo, e si iscrive all'università.
Quello che traspare dal complicato rapporto di amicizia tra i due ragazzi è una profonda insicurezza da parte di Mario che segue Guido con un trasporto affettivo notevole, ma al contempo la necessità di Guido di avere una conferma e un appoggio in ogni sua scelta.
Le cose cambiano solo quando entrambi i protagonisti sono ormai adulti: in quel momento è Mario che diventa capace di seguire fino in fondo i propri sogni, andando a vivere in una sperduta località dell'Umbria e dedicandosi alla coltivazione di prodotti naturali, mentre l'amico vaga per il mondo in compagnia di ragazze sempre diverse.
Il raggiungimento di una stabilità emotiva, con una donna che gli darà poi anche due figli, segna definitivamente la maturità di Mario che diventa per Guido l'esempio di una coerenza e una forza a lui indubbiamente estranee. Guido infatti mantiene le caratteristiche evidenziate nel periodo dell'adolescenza, non riuscendo a trovare uno stimolo o un interesse tale da fargli dare una svolta definitiva alla sua vita sconclusionata; solo nella scrittura sembra apparentemente trovare un interesse reale che si rivela una nuova fonte di sofferenza nel momento in cui pubblica il suo primo romanzo: il successo è grande, il pubblico si affeziona alla sua figura di autore maledetto, ma egli non è contento.
Guido infatti non riesce ad accettare una sottomissione al mercato della letteratura, e dopo aver ricevuto un anticipo su una nuova pubblicazione, cerca di scrivere un romanzo che possa esprimere senza schemi prefissati i suoi pensieri, i suoi ideali.
Il risultato è una terribile stroncatura da parte della critica e del pubblico che lo aveva apprezzato per l'opera precedente.
Anche la sua vita sentimentale, che hai tempi del liceo era sembrata molto più brillante di quella di Mario, si rivela complicata e sofferta: Guido ha un figlio da una donna che amava, ma il loro rapporto è destinato al logoramento a causa del carattere e dell'impulsività di Guido.
La morte in un tragico incidente stradale segna definitivamente la vita di un uomo alla perenne ricerca di una stabilità caratteriale a lui impossibile.

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