Ne "il ritratto di Dorian Gray", Oscar Wilde racconta la storia di un giovane che racchiude l'anima in un quadro dipinto per lui da un suo amico... L'inizo del racconto è appunto il momento in cui il pittore decide di immortalare la bellezza del Giovane Dorian in un dipinto; quando questo sarà ultimato, a causa di un discorso si convince che quel ritratto dopo del tempo gli ricorderà la sua bellezza.
A questo punto il giovane comincia a preoccuparsi fino a desiderare che il quadro possa ricevere le modifiche del tempo al suo: questo desiderio sarà la sua rovina...
In poco tempo Dorian diverrà una persona meschina che aprofitta di tutti ma gli avvenimenti e il passare del tempo non influiscono sul suo aspetto, bensì su quello del quadro che il protagonista è costretto a tenere nascosto.
Dorian arriva persino ad uccidere un uomo (l'autore del ritratto) e quando capisce di aver sbagliato tutto, capisce anche il perchè il suo aspetto resta invariato: capisce che il quadro muta al suo posto, capisce che quel quadro è diventato il ritratto della sua anima. Dorian è disperato e vuole distruggere quel dipinto. Si chiude nella camera in cui il dipinto è nascosto e con un pugnale strappa la tela...
Dopo diversi giorni la stanza viene riaperta: il quadro del giovane è distrutto, ma in esso si vede la bellezza che aveva inizialmente; a terra, accanto al quadro vi è disteso un uomo morto, un signore anziano dal volto cattivo... quell'uomo è Dorian Gray che distruggendo il ritratto della sua anima ha ucciso sè stesso.
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