Dieci piccoli indiani
Regina del giallo e scrittrice più letta al mondo Agatha Millet Christie nasce a Torquay in Inghilterra il 15 Settembre del 1890 da padre americano e madre inglese.
Scrittrice di numerosi e celeberrimi gialli, la Christie spicca maggiormente per il suo capolavoro "Dieci piccoli indiani", che ancora oggi rappresenta l'opera teatrale più rappresentata.
La vicenda è ambientata nelle coste inglesi del Devon dove, a circa un miglio dalla costa è situata un'isoletta "Nigger Island", così chiamata poiché la forma ricorda la testa di un nero.
Dieci persone completamente estranee fra loro vengono invitate sull'isola da un certo Owen, il padrone dell'isola. Nessuno lo conosce, ma tutti, spinti dalla curiosità accettano l'invito.
L'otto agosto, otto dei dieci invitati, vengono traghettati sull'isola dove incontrano gli altri due invitati: il maggiordomo Roggers e la cuoca, nonché sua moglie. Ciascun invitato si sistema nella propria stanza, dove è presente una filastrocca che cita dieci piccoli indiani, che, giorno dopo giorno muoiono uno dopo l'altro, ma nessuno vuole dargli la giusta importanza. La sera, durante la cena, molte persone scrutano dieci piccole statuette di marmo rappresentanti degli indiani. Il Signor Owen non arriva in tempo per la cena e così gli ospiti decidono di attenderlo nella sala da pranzo. Sotto ordine del padrone di casa, il maggiordomo avvia una registrazione contenente dati personali di ciascun invitato, i quali implicano che ognuno dei presenti nella stanza è stato fautore o complice di un delitto. Da qui incomincia l'avvincente e incredibile giallo. La sera stessa due degli invitati muoiono apparentemente di morte naturale, solo in seguito verrà alla luce il loro assassinio. Le loro morti sono equivalenti alle morti dei primi indiani citati nella filastrocca e, in contemporanea ai due delitti, spariscono dalla sala da pranzo, due delle dieci statuette. Gli invitati rimanenti incominciano ad avvertire il pericolo che stanno per correre. Gli omicidi proseguono secondo la filastrocca e, di volta in volta, spariscono assieme alle vittime le statuette. Anche l'ultimo superstite dell'isola, ormai pervaso dalla pazzia più totale, si impicca, come dalla filastrocca.

Gli ispettori che indagano sul giallo, non riescono a svelare il mistero che ora avvolge Nigger Island. L'unico sospetto è che l'assassino fosse tra gli invitati. Poco dopo viene ritrovato dal capitano di un peschereccio, un manoscritto che viene subito portato alla polizia. L'artefice del manoscritto è l'assassino, che scrive della sua voglia irrefrenabile di uccidere e spiega i retroscena della strage da lui pianificata. Il lucido omicida è il giudice Worgrave e tale scoperta risulta essere impossibile poiché è stato uno degli ultimi a morire, ma non l'ultimo. Nella lettera egli spiega che si era creato un complice, il dottor Amstrong, il quale bleffa sulla sua morte, e per questo motivo riesce ad uccidere tutti. Nella lettera scrive anche che, dopo averla affidata alle onde del mare, si sarebbe ucciso.
L'autrice è un'osservatrice oggettiva, infatti non sa niente di nessuno.
Il periodo di prigionia nell'isola è di circa una settimana.
Le persone presenti sull'isola sono tutte adulte, appartenenti a culture e religioni differenti. Il loro atteggiamento è di chi nasconde qualcosa. Per questo sono molto diffidenti gli uni con gli altri.
Nel racconto vi sono storie incastrate, riguardanti i personaggi, che riflettono i loro caratteri e le loro emotività.
E' un racconto informale e vi si può trovare l'uso di sottocodici (es.: U.N.O.).
Il libro risulta essere molto avvincente per via della suspence, e fino alla fine non si riesce a scoprire chi possa essere l'assassino, suscitando nel lettore molta curiosità e interesse.
La trama è geniale poiché la scrittrice sembra essersi immedesimata perfettamente nella mente di un pazzo omicida.
Peculiarità del libro è come la Christie sia riuscita a far conciliare le morti degli invitati con quelle descritte nella filastrocca, mettendo così in evidenza la sua sublime capacità di giallista per eccellenza, fantasiosa ma allo stesso tempo molto realistica.

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