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Il piacere - Gabriele D'Annunzio

Recensione del romanzo Il piacere dello scrittore italiano Gabriele D'Annunzio, con analisi dei personaggi.

E io lo dico a Skuola.net
Breve recensione de "Il piacere"
L'autore
Gabriele D'Annunzio, poeta e scrittore (Pescara 1863-Gardone Riviera 1938). Condusse vita fastosa e brillante nei salotti romani e nella villa della Capponcina presso Settignano, dove visse un amore con E. Duse. Partecipò alla vita politica, schierandosi nel 1915 con gli interventisti (a Quarto, pronunciò un infiammato discorso per l'intervento) e prendendo parte alla guerra, poi, anche con imprese audaci e clamorose come la beffa di Buccari e il volo su Vienna. Nel 1919 marciò con i legionari su Ronchi e occupò Fiume, restando a capo per un anno della Reggenza italiana del Carnaro. Chiuse la sua vita in una villa presso Gardone, il Vittoriale, che egli trasformò in un mausoleo pieno di cimeli della sua vita inimitabile. Fu il più importante esponente del decadentismo italiano: l'identificazione di letteratura e vita è il presupposto dell'arte dannunziana, che contrappone alla prosaica realtà dell'Italia giolittiana l'estetismo, cioè il culto religoso dell'arte (da qui líestrema raffinatezza formale delle sue opere). Ricavò da Nietzsche il mito del superuomo (forza fisica, sfrenata sensualità, disprezzo per la plebe, aspirazione alla grandezza nazionale) che influì sul costume del tempo. Scrisse in poesia: Primo vere (1879), prima raccolta di poesie, Canto novo (1882), Poema paradisiaco (1893), quattro libri (Maia, Elettra, Alcyone, Merope) delle Laudi (1903-1912). In prosa: Le novelle della Pescara (1902); romanzi: Il piacere (1889), L'innocente (1892), Il trionfo della morte (1894), Il fuoco (1900), Forse che sì forse che no (1910). Tragedie: La città morta (1898), Francesca da Rimini (1901), La figlia di Iorio (1904), La fiaccola sotto il moggio (1905), La nave (1908), Fedra (1909); prose autobiografiche: La Leda senza cigno (1916), Notturno (1921), Le faville del maglio (1924-1928); postumo l'epistolario Solus ad solam.

La trama
Ambientato nella Roma di fine '800 il romanzo racconta la vicenda del conte Andrea Sperelli, che è preso dalla vita mondana e dall'atmosfera edonistica che si respira nella nobiltà dell'epoca. Egli vive due amori: il primo per Elena, il secondo per Maria. Entrambe ricompensano le attenzioni dello Sperelli, ma alla fine terminano. Il conte Andrea, dopo essere andato continuamente alla ricerca del piacere con le due amanti si ritrova solo in un mondo senza più valori. Questa mancanza di valori colpisce anche lo Sperelli, e a testimonianza di ciò vi è il suo rapporto con le donne, alla fine conflittuale.

Il commento
Il romanzo dannunziano vuole rappresentare le abitudini e le usanze dell'alta società romana di fine '800 sviluppando soprattutto il tema della dissoluzione dei valori della società che risulta vuota e devastata dall'edonismo: infatti nel romanzo vi è un continuo accennare a banchetti, riunioni, feste appuntamenti in sale da te, cene e in generale alla più svariate occasioni che la mondanità romana offriva. È un romanzo che si legge con una discreta facilità, in quanto, seppure il modo di scrivere dell'autore non risulti eccessivamente complesso, la trama è alquanto noiosa, quasi ripetitiva, gli ambienti sempre uguali, se si esclude il soggiorno a Schifanoja, in cui gli spazi risultano più aperti. Le descrizioni, sia degli ambienti che dei personaggi sono molto numerose e contribuiscono a rendere la lettura del romanzo piuttosto lenta e pesante.
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