Cuore di tenebre di Joseph Conrad

La voce narrante di Cuore di tenebre è quella di Charlie Marlow, un marinaio che racconta ai suoi compagni di quando divenne per un po’ “marinaio d’acqua dolce”. Tempo addietro, infatti, aveva assunto il comando di un battello sul fiume Congo e, in quella occasione, aveva conosciuto Kurtz, singolare figura di agente della compagnia commerciale che sfruttava le ricchezze di quella parte dell’Africa, allora un possedimento del re del Belgio, sottoposta a uno dei sistemi di oppressione coloniale più avidi e feroci che si siano visti.
Per conoscere direttamente Kurtz il lettore dovrà comunque aspettare parecchio. Sarà inoltre una conoscenza breve: fra il momento di cui Kurtz fa la sua comparsa in carne ed ossa e quello in cui ne viene annunciata la morte intercorrono, in termini di tempo del racconto, soltanto una dozzina di pagine. Ma Kurtz, personaggio che Conrad costruisce più sulla sua assenza che con la descrizione diretta, è una presenza incombente nei discorsi e nei pensieri di tutti i viaggiatori che stanno risalendo il fiume Congo e di coloro che essi incontrano. Tutta la narrazione acuisce l’interesse e l’attesa del lettore per l’incontro con questo personaggio che ad ogni pagina, anziché svelarsi, si fa sempre più misterioso e oscuro.

Il romanzo di Conrad è il racconto di un viaggio affascinante alla scoperta di una terra esotica e misteriosa. L’io narrante è un randagio che rammenta il suo addentrarsi nel cuore dell’Africa, lungo il fiume Congo, simile a un immenso serpente srotolato che si incurvava nelle lontananze su per una vasta regione. Cuore di tenebra è senz’altro un viaggio verso un mondo diverso, rimasto intatto e primitivo, dove le leggi della natura si esprimono con la forza, la violenza e la poesia che sono ormai sconosciute all’uomo civilizzato; costui di fronte agli indigeni è preso dallo sgomento e si proietta nella notte dei tempi, all’alba della storia.
In questo viaggio Marlow ha anche modo di scoprire la vera realtà della colonizzazione europea nel continente africano, che proprio nella seconda metà dell’Ottocento assume proporzioni ignote fino a quel momento e vede impegnate, anche sull’onda dell’entusiasmo destato dalle scoperte dei grandi viaggiatori, seppure a livelli diversi, tutte le nazioni dell’Europa, Italia compresa.
Cuore di tenebra è dunque un viaggio dal cuore dell’Europa (bianco, luce) al cuore dell’Africa (nero, oscurità) “nella ricerca di verità e valori che non esistono, o sono stati traditi”.

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