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Guida all'analisi di "Cristo si è fermato a Eboli"

LA COMPRENSIONE DEL TESTO E I PARTICOLARI

Individuati i punti chiave, l'argomento base e le eventuali altre tematiche si possono analizzare:

* Il luogo e l'ambiente reale o immaginario in cui si svolge l'azione o che fa da sfondo:

La storia è ambientata prevalentemente ad Aliano, paese che nel testo viene chiamato Gagliano e a Grassano, paesi lucani nei quali Carlo Levi ha trascorso il periodo di esilio.
L'autore si sofferma molto spesso nella descrizione di questi luoghi "cupi" e "tristi", abitati da gente povera e al limite della "decenza".
Questi paesi sono descritti come paesi "martoriati" , tali da sembrare, a mio avviso, paesi del terzo mondo.

* Il tempo reale o immaginario in cui il fatto accade:

Le vicende narrate da Carlo Levi si svolgono nell'arco di tempo che ha costituito il suo esilio in Lucania e durano quindi circa due anni.

* I tratti fisici e morali del protagonista (o dei protagonisti):

Il protagonista è senza dubbio l'autore stesso, il dottor Carlo Levi, torinese spedito al confino nello sperduto paese di Gagliano. Uomo di discreta cultura ed abituato alla più evoluta realtà norditaliana, rimane seriamente colpito dalle condizioni di povertà in cui versano i contadini della Lucania.
Nel corso della narrazione abbiamo un Carlo Levi che, spinto dalla compassione per la popolazione povera del luogo, cerca di "rendersi" utile nell'esercizio della sua professione di medico nonostante "inattivo" da tempo.
Proprio per questo viene messo in risalto lo spirito altruistico e l'umiltà di un personaggio acculturato in un contesto di ignoranza e povertà.

* Il suo "status" sociale e familiare:

Della vita "privata" del personaggio non abbiamo molte notizie in quanto il fulcro delle vicende è appunto questo esilio e quindi la lontanaza da tutto ciò che si può definire "famiglia".
Abbiamo però un passaggio molto importante che segna l'incontro tra Carlo e la sorella, quasi come un "ponte" tra il luogo "incivile" dell'esilio e la "civiltà" perduta da Levi.
Infatti possiamo notare come la sorella di Carlo, legata all'ambiente del norditalia, rimanga quasi scandalizzata dalla situazione nella quale si trova il fratello, un uomo laureato in medicina ma costretto a vivere tra contadini.
Nonostante ciò viene comunque mostrato dall'autore l'altruismo che caratterizza, come Carlo, anche la sorella, che appena arrivata si dà da fare per aiutare la gente del luogo.

Notiamo anche uno spirito più combattivo rispetto a Carlo e una maggiore voglia di fare.
Per quanto riguarda lo status sociale del protagonista si può affermare che non è uno status sociale "degno" del suo "livello" di laureato in quanto vive in mezzo a contadini che sono quasi privi di cultura.
Nonostante ciò egli è comunque rispettato come uomo di cultura.

* Le figure dei personaggi secondari:

I personaggi secondari del romanzo sono molteplici e ognuno ha una sua funzione.

Abbiamo dapprima il potestà, un giovane alto e abbastanza grosso con un ciuffo di capelli neri e unti, un viso giallo e degli occhi neri che ispirano malignità, falsità e soddisfazione.
Il suo scopo e incarico è quello di sorvegliare i confinati nel paese.

Un altro personaggio è il dottor Milillo, un uomo sulla sessantina con gli occhi bonari tipici di un vecchio cane da caccia.

Inoltre un personaggio di grande importanza è il dottor Gibilisco, abitante di Gagliano.
Egli era un uomo che cercava di arrichirsi a scapito delle persone ingenue spacciandosi per medico.
Anch'egli era un uomo anziano e grosso, con una barba grigia a punta e una bocca piena di denti gialli.
Porta gli occhiali e una specie di cilindro.

L'Arciprete invece è un uomo piccolo e magro che non viene salutato da nessuno e sta sempre in disparte.

Il barone è un giovane magro e sbarbato ed era famoso a Grassano per essere un uomo che perseguiva i suoi interessi in modo spietato e senza scrupoli.
Era un uomo di chiesa che portava, al posto del distintivo fascista, l'occhiello rotondo dell'azione cattolica.

Donna Caterina era una donna che aveva all'incirca trent'anni. Questa era bassa e grassoccia.
Aveva occhi e capelli nerissimi, la pelle giallastra e i denti guasti che davano un aspetto malsano.

Giulia era una donna alta e formosa. Il suo viso però era rovinato dagli anni e dalla malaria che lo aveva reso giallo.

Infine abbiamo donna Concetta, una ragazza diciottenne con un viso perfetto. Aveva i capelli neri e lisci sempre in ordine, la pelle bianca e una aria gentile da signora.

LA STRUTTURA DEL TESTO E IL MODO DI NARRARE

1) La struttura del testo:
E' quella classica formata da introduzione, parte centrale e conclusione in quanto inizia prima con una descrizione della vicenda e dell'ambientazione e poi inizia a narrare i fatti.

2) La narrazione degli avvenimenti e delle azioni
Le vicende del romanzo sono narrate in ordine cronologico.

3) Posizione del narratore:
Il narratore è interno alla vicenda poiché il narratore è lo stesso Carlo Levi e quindi il protagonista.

4) Com'è il punto di vista o fuoco della narrazione?
Il punto di vista è a focalizzazione zero in quanto l'autore narra una vicenda che ha già vissuto, come un'autobiografia.

5) Come sono i tempi della narrazione?
Abbiamo la digressione, l'analisi e la scena.

IL LESSICO, LA MORFOSINTASSI E LO STILE

Il lessico presente nel romanzo è comune e presenta qualche forma dialettale.
La morfologia è regolare e la sintassi presenta periodi brevi alternati a periodi lunghi.

LA VITA DELL'AUTORE

Nato da una famiglia dell'alta borghesia illuminata, si laureò in medicina, senza esercitare, perché le sue condizioni economiche gli permettevano di non lavorare. Si dedicò invece alle sue passioni, la pittura e la politica.
La famiglia era di tradizioni socialiste e in quell'ambiente l'autore non trovò difficile collaborare con Pietro Gobetti alla redazione de «La rivoluzione liberale». Attivista nella diffusione delle idee di Giustizia e Libertà con Nello Rosselli diresse «Lotta Politica» un giornale clandestino. L'impegno che mise nella lotta antifascista non poteva non giungere all'orecchio vigile del Regime che lo fece arrestare nel 1934; l'anno dopo fu mandato in confino in Lucania. Ci rimase solo un anno, probabilmente l'anno più significativo di tutta la sua vita. Liberato si rifugiò in Francia da dove ritornò solo nel '42 per partecipare alla Guerra Partigiana. Dal 1962 al 1973 fu senatore nelle liste della sinistra. La vita di Carlo Levi fu profondamente segnata dall'anno trascorso al confino, in Lucania, precisamente ad Aliano, allora Agliano. Da quei giorni interminabili è nato il suo libro più noto, Cristo si è fermato a Eboli. Scritto nel dicembre '43, l'opera è un classico esempio di commistione di generi letterari. È un reportage — su una terra che allora era remota — che contiene una forte denuncia politica e sociale delle condizioni di estrema arretratezza in cui versava la classe contadina dell'Italia fascista.

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