Daniele di Daniele
Blogger 27610 punti

Confidenze di un ginecoloco
di Gérard Salama


Si tratta di un simpaticissimo libro che riguarda una figura mitica dei nostri tempi: il ginecologo. Quale ragazzo non desidera da grande diventare ginecologo con lo scopo dichiarato di osservare più da vicino il genere femminile? Questo dal punto di vista maschile, ma le donne come vedono questo strano essere a cui affidano la loro intimità? Per scoprirlo potete leggere questo libro intitolato: "Le confidenze di un ginecologo" di Gérard Salama. Un libro che, stentavo a crederlo anche io, è non è scritto da un comico ma ricalca l'esperienza quotidiana di un ginecologo francese. Qui di seguito potrete trovare alcuno estratti presi dal libro:

Le donne intorno ai 30 anni

« Giovedì 2 febbraio, le 4 del mattino, Clinica C.

Daniela N. sta per partorire da un momento all’altro. Mamma italiana in tutto il suo splendore, sposata con un siciliano purosangue. Ho già messo al mondo i suoi due primi figli.
Lui non perde nessuna consultazione, per amore o per gelosia? Fino a quel momento non sapevo ancora in che categoria di marito classificarlo.
Accenna un sorriso nervoso ogni volta che dico, guardando le ecografie: «Questo bambino è la mia fotografia!».
Da quanto è incinta, so che sua moglie gli parla di me notte e giorno, mi adooora…
Entro nella sala travaglio: «Francamente crede che sia questa l’ora di partorire, lei!».
Lei, al settimo cielo, mi risponde: «Le prometto che farò di meglio la prossima volta dottore!».
Lui sembra molto più teso di lei, indubbiamente un po’ preoccupato.
Dilatazione massima, il bambino è pronto a nascere, lo aiuto a uscire dal guscio.
«È un maschietto!» Sono allibito: mi assomiglia al punto che… nessuno dei miei stessi figli può competere.
Il primo bambino clonato è sotto i miei occhi…
Ancora sotto shock, non dico una parola e appoggio il campione di me stesso sul ventre della mamma. A quel punto lei esclama con il suo inconfondibile accento: «Ma è proprio la sua fotografia… Hai visto amore, non è incredibile?». Amore non crede effettivamente ai suoi occhi e non riesce a mascherare la sua rabbia e il desiderio di farmi esplodere la testa.
Trovare una soluzione perché la smetta di fissarmi con quell’aria da marito oltraggiato che non ha più niente da perdere; la sua paternità è rimessa in questione, entro cinque minuti reclamerà un test del DNA e chiederà che mi si cancelli dall’Ordine dei medici, prima di sfidarmi a duello nel corridoio.

Qui inizia una scena di gelosia degna della Sicilia! È surreale… contengo la mia collera… Devo trattenermi dal dirgli che anche su di un’isola deserta, dopo vent’anni trascorsi ad aspettare aerei e navi, tra sua moglie e una medusa avrei scelto… il secondo mollusco!
Questa atmosfera pesante, del tutto insolita, blocca finalmente la risata irrefrenabile dell’ostetrica, che prende l’iniziativa di farlo uscire per accompagnare il bambino a fare le sue prime cure.
Mi svegliano in piena notte, mi alzo a fatica dal letto, ma spinto dall’emozione sempre intensa che dà la magia di un parto… e cado su un pazzo furioso che si immagina che sono il padre del suo bambino! Crollo… Rientro a casa sfinito e cerco dentro di me la forza necessaria per ricordare solo l’essenziale: la mamma e il bambino stanno bene… Proverò a dormire due ore.

Pregare perché questo bambino smetta al più presto di assomigliarmi… soprattutto per lui, in effetti!

Giovedì 28 novembre, Laurence B., 28 anni, incinta di 8 mesi

Ritornando da un congresso negli Stati Uniti, arrivo direttamente da Roissy. Il mio volo ha portato del ritardo e non ho il tempo di ripassare per casa. Mi precipito direttamente allo studio.
Le mie due ore di sonno sono solo un sogno… Mi sento tutto ovattato a causa del fuso orario.
Laurence entra nel mio studio, preceduta molto in anticipo dal suo ventre. Il suo portamento ha subìto una metamorfosi. È consapevole dei suoi cambiamenti ed è allegra.

Si adagia delicatamente sulla poltrona: «Credo di aver abusato un po’ questo mese… o la mia bilancia è diventata isterica!».
Dal mio sorriso capisce che la versione giusta è la prima.
Di solito magrolina, da quando è incinta, si precipita su tutto ciò che assomigli vagamente al cibo e ingrassa a vista d’occhio.
Alla fine della visita, sale sulla bilancia chiudendo gli occhi… Non io. «Cinque chili in più rispetto al mese scorso… sta cercando di battere un record?».
Ride e promette di migliorare la sua posizione il mese prossimo. La riaccompagno fino alla porta e faccio finta di aprire il secondo battente: «Faccia attenzione uscendo per strada, soprattutto oggi… Non si faccia pizzicare da nessuno!»
«Che vuole dire?»
«È il giorno del Ringraziamento! Ora sembra proprio una tacchinella!».
Gli ormoni spingono, ha voglia di piangere… Rimpiango di non aver dormito una buona dozzina di ore in più. Le spiego che rientro dagli Stati Uniti, che ho visto tacchini dappertutto, che sono molto impacciato, che il fuso orario non mi ha certo favorito, lo so… Ma se mi sono permesso quella stupida battuta, lo ammetto, è perché Laurence è sempre raggiante e lei lo sa, no?

Stare attento a non ripetere questa battuta dell’oca a Natale!


Venerdì 12 febbraio, Catherine F., 27 anni, visita mensile di gravidanza

È luminosa, incinta da sette mesi, le sue rotondità non possono più ingannare nessuno. Fatta per concepire, è raggiante, nel massimo splendore.

Parliamo qualche istante dei piccoli dolori dovuti al suo stato e inizia a spogliarsi… Le lascio più tempo del solito: alcuni gesti diventano più lenti, alcune parti del corpo più difficili da raggiungere.
Si distende sul lettino, ormai non abbastanza largo per lei. L’ausculto e mi preparo a farle sentire il cuore del suo bambino attraverso l’apparecchio a ultrasuoni.
Le appoggio quell’oggetto sul ventre, il mondo smette di girare… silenzio assoluto… siamo tutt’orecchie…
Alzo il volume e in quell’istante si sente una voce: «Pronto! Roger, è Dédé… mi ricevi?»
«5 su 5, Dédé…!».
No… non fatevi ingannare, non ci parla ancora e non si chiama né Dédé, né Roger… Del resto è una bambina, sono certo!
In seguito a problemi di interferenze nella frequenza radio, due radioamatori hanno fatto irruzione nella nostra area.
Scoppiamo in una risata irrefrenabile che avrebbe potuto provocare un parto. Ci riprendiamo, restano ancora alcune settimane di attesa.
Cambio frequenza e lascio i nostri amici camionisti.
Come un cavallo al galoppo, il cuoricino, meraviglia della natura, si fa ascoltare, la gioia di un suono sempre così commovente.

Pensare di chiedere un giorno a un radioamatore se gli è già capitato di ascoltare il battito del cuore di un bambino… per sbaglio.


Giovedì 11 dicembre, Armelle B., 35 anni, 3 figli

Questa ragazza ha un’energia incredibile. Conduce la sua vita con brio, si dimena a meraviglia tra le sue responsabilità professionali e la sua famiglia. Riesce a conciliare tutto senza avere mai l’aria stanca: è una superwoman che non ha perso niente della sua femminilità e della sua dolcezza. È una delle mie fidanzate preferite. Mi fa piacere avere degli appuntamenti con lei, anche se sarebbe più giusto dire che mi fa piacere che lei prenda appuntamenti con me. In sua compagnia trascorro sempre momenti gradevoli.

Oggi ha particolarmente fretta e mi espone il suo problema in trenta secondi prima di correre a spogliarsi dietro il paravento.
Mi avvicino per visitarla; lei è pronta, distesa, nuda e con i piedi nelle staffe. Mi siedo sul mio sgabello, oriento la lampada sulla sua vulva e scopro che è… scintillante!
No, non ho un calo di pressione, no, non è un effetto ottico, il suo interno cosce brilla, è cosparso di paillette colorate! Nessuna donna aveva avuto ancora tanto riguardo per la mia visione, al punto da ornarsi finanche nelle zone più intime. Maschero la mia sorpresa, introduco uno speculum, che al passaggio prende aria di festa, e continuo la mia visita senza fare allusione a questo imbarazzante ornamento.
Quando torna a sedersi di fronte a me, il suo comportamento non ha niente di ambiguo e mi guarda nel modo più naturale di questo mondo.
Dopo averle scritto una ricetta, le chiedo notizie dei suoi figli, tre bambine.
«Sono in piena forma, delle piccole trottole. Ieri abbiamo festeggiato i tre anni dell’ultima. Ho passato la giornata a truccare dodici piccoli mostri, i maschietti da pirati, e le femminucce da fatine. A casa si direbbe che c’è stato un uragano. Ci sono paillette dappertutto! Questa mattina ancora cercavo disperatamente di struccare Zoé, un inferno! E mentre andavo in ufficio ho realizzato che si era dovuta asciugare con il mio asciugamani, perché avevo ancora i capelli pieni di paillette…»
«È questo quindi!»
«Ne ho ancora?» dice scuotendo i capelli.
«Non nei capelli… Un po’ più giù, se capisce cosa voglio dire.»
«Perché non mi ha detto niente? S’immagina, se non le avessi raccontato la giornata di ieri, mi avrebbe preso per una pazza… Che vergogna!»
«Non le nascondo che sono rimasto sorpreso, ma sono abituato a vedere cose assurde. Questa, almeno, aveva il merito di essere fiabesca!»
«Una sorta di Disneyland ma in versione piuttosto trash, vuole dire».

La sfida del giorno si impone da sé: sforzarsi di non pensare a questa scena durante le mie prossime consultazioni.

[…]

Martedì 8 novembre, Delphine L., 32 anni, sposata, 1 figlio, paziente da 12 anni

Il suo viso solitamente allegro oggi ha un’aria molto contrariata. Le chiedo se va tutto bene e mi dice di sì. Penso quindi che il suo aspetto sia dovuto alla stanchezza.
Quando mi avvicino per visitarla, noto che la parte superiore del suo pube è molto irritata, rosso scarlatto, infuocata. La conosco da abbastanza tempo per non esitare a dirglielo: «Che cos’è questo lavoro? Ha deciso di lavarsi con la carta vetrata ora?».
Si piega verso il suo basso ventre, si osserva e mi dice: «Cavolo… si vede molto?»
Mi avvicino un po’ di più e distinguo le tracce di una scritta.
«È un messaggio personale?»
«Non mi dica che riesce a decifrare se no mi faccio uccidere questa sera…»
«Se è una questione di vita o di morte, preferisco risponderle di no!»
«Succedono solo a me queste cose… Mio marito sarebbe dovuto partire questa mattina per un viaggio all’estero.»
«Ah… era quindi una sorta di messaggio di addio.»
«Non proprio… Questa sera avevo previsto una serata con un amico, o meglio, il mio amante se preferisce. Mi giudicherà un’infedele, ma si tratta di una vera storia d’amore!»
«Sa bene che non giudico mai. Allora, mi racconti il seguito, sono curioso di chiarire questo mistero.»
«Avremmo dovuto trascorrere la nostra prima intera notte insieme, questa sera, e siccome non la smette di chiedermi se sono cotta di lui, mi è venuta l’idea di tatuarmi le sue iniziali con un timbro… Era uno scherzo, per ridere…»
«Lei è una pazzerella, ma avrebbe potuto optare per un vero tatuaggio, mi delude…»
«La smetta di prendermi in giro, è tutto già abbastanza complicato senza che lei aggiunga altro. È successo che Xavier, mio marito, mi ha telefonato a mezzogiorno per dirmi che la sua partenza era stata spostata di quarantotto ore, a causa dello sciopero inaspettato dei controllori di volo… e da allora mi strofino disperatamente con un guanto di crine per cercare di cancellare questa schifezza di timbro indelebile.»
«Peccato che non hanno lo stesso nome, questo avrebbe decisamente risolto il suo problema!»
«Le prometto di rifletterci per il prossimo. Intanto, mi dica francamente se riesce a decifrare le iniziali.»
«Allora, così, si chiama J.P.?»
Mi guarda terrorizzata. Prevedo che finirà la giornata immersa in un bagno di acquaragia!

Vi ha incuriosito? Ecco un indice degli altri capitoli:


7 Premessa
11 Introduzione
23 Le donne intorno ai 30 anni
53 Le donne intorno ai 50 anni
75 I 60 anni e più…
81 Le piccole
89 La seduzione
101 Le star
111 Uno strano mondo
121 I dolori
129 Il cancro
135 La sterilità
147 Gli uomini
167 Ricordi… ricordi
171 Conclusione

Che dire, se vi interessa approfondire la questione, cliccate qui

Registrati via email