A ciascuno il suo di Leonardo Sciascia


L’inizio del romanzo presenta alcuni elementi caratteristici del genere poliziesco: la minaccia, l’impossibilità di scoprire subito il vero movente (la ricerca del movente è infatti la fase principale dell’investigazione, da cui derivano tutte le conclusioni successive), l’accenno a un mondo (quello dei cacciatori) capace di comportamenti spietati e provvisto di armi e veleni. Ora il lettore è in attesa del delitto annunciato e si appassionerà alle indagini svolte da un detective dilettante, il professor Laurana, intellettuale di sinistra.
Come in genere accade, gli indizi seminati dall’autore si riveleranno solo in parte affidabili. L’episodio della lettera anonima, ad esempio, porta a credere che l’intrigo ruoterà proprio attorno al farmacista. Nel corso della vicenda si scoprirà invece che la lettera anonima aveva un astuto scopo: sviare le indagini e far credere a tutti, così come aveva creduto il lettore, che l’unico obiettivo dell’uccisione di Manno e Roscio fosse il povero farmacista, e che Roscio fosse stato ucciso solo per eliminare un testimone scomodo. Ma Laurana scoprirà una verità complessa e inquietante.
La dinamica dei fatti finirà per trapelare, ma i colpevoli rimarranno impuniti: il “giallo”, infatti, che si svolge in Sicilia, serve a Sciascia per denunciare i meccanismi di potere e la corruzione di tutta una classe politica.
Leonardo Sciascia è stato uno dei maggiori scrittori dell’Italia della seconda metà del Novecento. Siciliano, studiò a Caltanissetta e insegnò alle scuole elementari della natìa Racalmuto, per poi dedicarsi, a partire dagli anni Cinquanta, al giornalismo (collaborò con molti quotidiani e periodici) e all’attività letteraria.
Impegnato politicamente in campo progressista, tra il 1979 e il 1982 Sciascia fu anche deputato e partecipò alla commissione d’inchiesta sul caso Moro (dirigente nazionale dell’allora Democrazia cristiana, rapito e ucciso dalle Brigate rosse).
I suoi romanzi, i suoi racconti e i suoi numerosi interventi su temi politici e culturali sono sempre ispirati a una grande sensibilità per i problemi della società italiana, e in particolare della sua Sicilia. La mafia, il sistema di potere, i foschi complotti e le oscure vicende degli ultimi decenni sono i protagonisti delle opere di Sciascia, nella forma diretta del pamphlet come in quella allusiva dell’invenzione narrativa, o come in un genere misto in cui fu maestro, una specie di giornalismo romanzato, di inchiesta e ricostruzione di episodi di cronaca del passato più o meno lontano per leggervi analogie e corrispondenze con l’oggi.
Hai bisogno di aiuto in Recensioni libri?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email