Ominide 1864 punti

Scheda Analisi Testuale


Autore Sebastiano Vassalli
Titolo La chimera
Editore Einaudi

1. Caratteristiche del testo


Genere Romanzo storico

Temi Tema dell’ignoranza, specialmente l’ignoranza dovuta all’epoca storica e alla cultura in cui si vive; tema della superstizione; tema dell’ingiustizia/giustizia; tema del peccato; tema del destino e della predestinazione; tema del pregiudizio, che porta i personaggi a compiere ogni azione narrata; tema dell’invidia; tema della corruzione; tema del denaro; tema della religione, elemento base della narrazione; tema del potere; tema dell’amore; tema del sesso; tema dell’amicizia e della lealtà; tema della natura; tema della storia; tema del confronto passato-presente.

Stile Vassalli ha uno stile molto professionale, ma anche vario: a momenti di descrizione geografica alterna vicende storiche realmente accadute, accostandole ad episodi di vita inventati. In questo utilizza sia vocaboli seri e ricercati che parole gergali o addirittura volgari. Vediamo, infatti (per esempio nel capitolo sul Caccetta) molta varietà nel lessico (parole dialettali, spagnolo, italiano regolare…). I periodi che utilizza tendono ad essere lunghi, ma di facile comprensione. Vassalli è riuscito a mantenere viva la piacevolezza del lettore che, di fronte ad un libro piuttosto lungo, si trova a comprendere pienamente il significato delle parole dell’autore, che utilizza un ritmo molto sciolto e non troppo veloce. Solo alcuni punti risultano eccessivamente prolissi (per esempio la descrizione delle vicende dei personaggi ecclesiastici). Carattere importante dello stile di Vassalli è la grande presenza di dettagli (es. pag. 89) e di anticipazioni (es. pag. 85).

Narratore Il narratore è esterno ed onnisciente. Importanti le parti in cui egli narra di ciò che vede nel presente, fuori dalla finestra, distanziandolo dalla narrazione della storia di Antonia nel passato.

Ruoli dei personaggi e loro interazioni

Antonia è la protagonista del romanzo. Una ragazza sfortunata fin dalla nascita, ma bella come poche altre. Ha i capelli e gli occhi neri e la carnagione scura. È una donna molto coraggiosa, leale, intelligente e saggia. È tenace e libera, molto indipendente rispetto agli standard del tempo. È anche sincera e schietta. Francesca e Bartolo Nidasio sono i genitori adottivi di Antonia, persone distinte dalla massa, con idee negative nei confronti della Chiesa e di Dio, sensibili e piuttosto gentili. La descrizione fisica di Bartolo si limita alla sua barba grigia, mentre Francesca è descritta come una donna molto in carne e sproporzionata, con il viso rotondo e senza età e con gli occhi azzurri. Biagio è un personaggio molto importante in quanto ci mostra la sensibilità di Antonia, la quale va contro i pregiudizi che lo definiscono “lo scemo di Zardino” e che portano le persone ad evitarlo o a sfruttarlo: Antonia instaura un legame di amicizia con Biagio, cercando di insegnargli il significato di alcune parole. Questo legame verrà poi rotto in quanto Biagio si innamorerà di Antonia e causerà molti danni. Il vescovo Bascapé è affrontato molto approfonditamente dall’autore. Si tratta di un personaggio che durante la narrazione cambia sia dal punto di vista fisico che morale. Se prima era un bell’uomo, dall’aspetto sano con l’idea di riformare la Chiesa, alla fine del racconto si parla di un vecchio molto malato, scarno, bianco, quasi un cadavere, che si rende conto che l’impresa che voleva intraprendere è in realtà irrealizzabile se non addirittura impensabile. Bascapé non si intreccia a fondo con la storia di Antonia, anzi cerca di starne alla larga. Don Michele è il primo prete di Zardino, un uomo in carne, sulla sessantina, con capelli bianchi, guance rasate e occhi quasi gialli. È un prete che si cimenta nelle arti magiche e nell’allevamento di bachi da seta, un “falso prete” definito quistone. Don Teresio è colui che rimpiazza con la forza Don Michele. È l’esatto contrario di quest’ultimo, un cristiano fanatico e ortodosso, insofferente verso qualsiasi tipo di peccato. Gasparo (detto Tosetto) è il camminante di cui Antonia si innamora. Si presenta come un bel ragazzo, prestante, generoso e disponibile. Tuttavia si rivela un bugiardo, donnaiolo e incapace di mantenere promesse, che abbandonerà Antonia nel momento del bisogno. Sarà Antonia stessa, persa ogni speranza, a definirlo un diavolo durante il suo interrogatorio. Altri personaggi importanti sono il Caccetta, uomo spietato che non corrisponde nell’indole al suo aspetto fisico (basso, sproporzionato, non molto bello), suor Livia e suor Leonarda, Rosalina, le amiche di Zardino, Manini (l’inquisitore che condanna Antonia al rogo), Taddeo e Bernardo, i carcerieri che violentano Antonia.

Ambiente (tempo e spazio)

La vicenda si svolge nel Piemonte, tra Novara e Zardino, durante i primi anni del 1600 (precisamente dal 1590 al 1610), mentre il narratore parla dall’epoca in cui è stato scritto il romanzo, 1990. I luoghi sono largamente descritti e di grande importanza, poiché ci forniscono una visione specifica di Antonia. Prevalgono quelli aperti.

Ambiente sociale

L’ambiente sociale è molto vario e di grande importanza, in quanto stabilisce la posizione di ogni personaggio e il trattamento per esso predestinato. Si va dalla classe sociale ecclesiastica all’ordine mendicante, passando per comari e contadini, risaroli e governatori di Stato. Questo permette a Vassalli di toccare molti temi e molti particolari.

Sfondo storico

Negli anni a cavallo tra 1500 e 1600 l’Italia era soggetta a due grandi poteri: quello della Chiesa e quello della Spagna. Per quanto riguarda la Chiesa, in questi anni si parla di corruzione, vendita delle indulgenze e vizi che fanno parte del lato oscuro degli ecclesiastici da secoli. Per quanto riguarda la Spagna, invece, i sudditi subiscono la presenza di leggi che in realtà non vengono applicate e da ciò derivano ingiustizie e situazioni in cui i potenti si approfittano dei meno ricchi. Tutto ciò riduce la popolazione a vivere in un clima di sfiducia, povertà ed insofferenza, in cui l’unico sostegno è forse la fede e in cui l’ignoranza è libera di circolare nelle menti esauste degli abitanti. È inoltre da sottolineare la presenza dei lanzichenecchi, mercenari tedeschi saccheggiatori e violenti.

Riassunto

Antonia viene abbandonata davanti al convento di San Michele, a Novara. Dopo un’infanzia rigida e vissuta con terrore per il comportamento delle compagne e delle suore educatrici, Antonia viene adottata da Francesca e Bartolo Nidasio, due personaggi che si discostano dallo standard generale, andando contro la Chiesa e non credendo in un Dio buono e misericordioso. Antonia cresce felice e libera tra i pensieri distinti dei Nidasio. Questi pensieri la rendono saggia ed indipendente, cosa che la porterà a rifiutare molti pretendenti e ad attirare l’attenzione negativa delle comari di Zardino, il paese dove si trasferisce. Presto la sua bellezza, la sua accortezza e gli incontri notturni con un certo Gasparo detto Tosetto le causeranno le accuse di Don Teresio e di tutto il paese di praticare la stregoneria. Chiaramente innocente, Antonia viene comunque processata, torturata e violentata per ottenere una confessione. A prescindere dalle sue parole, Antonia viene condannata al rogo, dove morirà il 21 agosto 1610.
Sebbene la storia di Antonia sia piuttosto lineare, Vassalli approfitta delle varie sfaccettature per affrontare molti temi, e così alla storia di Antonia si incrociano quelle di una società viziosa ma fanatica, superstiziosa e povera.

2. Interpretazioni personali eCoerenza del titolo

Il titolo è impossibile da decifrare senza la Premessa di Vassalli. La chimera rappresenta il Monte Rosa visto dal poeta Dino Campana e, sapendolo, è perfettamente coerente con il romanzo.

Suggerimento titolo alternativo La strega di Zardino

Punti importanti•Trovare paragrafi particolarmente efficaci e indicarne la pagina


Confronto passato-presente (pag.72-73); Gli animali imbalsamati (pag. 92-93); Paesaggio (pag. 154-155); Le comari (pag. 176-177); La tortura di Antonia (da pag. 236 a 239); La violenza ad Antonia (pag. 278-279); Pensieri di Antonia (pag. 291-292); Violenza degli ignoranti (da pag. 290 a 299).

•Citare un pensiero importante, un'immagine o altro

« Era una giornata di gran sole, e d’atmosfera limpida. Il Piemonte, le Alpi lontane, il mondo intero, si beavano e si crogiolavano nell’azzurro del cielo e nel verde della pianura; e poi anche e più da vicino gioivano e s’esaltavano nell’incendio dei papaveri che accompagnava ovunque la crescita del grano; nelle fioriture degli iris e delle rose selvatiche; nello scintillio delle acque; nel vento leggero che increspava le pozzanghere e faceva oscillare, lungo i fossi, i rami nuovi dei salici. La natura tutta era un’esplosione di profumi, di pollini, di ronzii, di canti, di richiami, di colori. Gli animali si cercavano tra loro, si lanciavano i loro segnali dagli alberi, dal cielo, dalla polvere, dall’erba; il cielo era solcato da mille voli, di mille specie differenti di uccelli. Le acque straripavano, e con essere la vita della bassa. L’aria stessa era satura di umori, di fluidi, di sostanze invisibili e impalpabili per propagare la vita. »

Citazione (identificare e dare un titolo importante ad un brano significativo)
Pagina
291-292 Titolo Mal caduco
« Guardava i volti e i corpi degli uomini là fuori come avrebbe guardato dei pesci in una boccia di vetro; li vedeva lontani ed anche strani, anzi si meravigliava di non avere mai fatto caso a quei dettagli che ora le sembravano così assurdi; di non essersi mai stupita in precedenza di quelle forme, considerandole – come tutti – inevitabili, e assolutamente sensate! Di averle sempre credute… normali! Quei cosiddetti nasi, quelle orecchie… Perché eran fatte così? Quelle bocche aperte con dentro quei pezzi di carne che si muovevano… Che insensatezza! Che schifo! E quell’esplosione incontenibile di odio, da parte di individui che fino a pochi giorni prima non sapevano nemmeno che lei esistesse e ora volevano il suo sangue, le sue viscere, reclamavano d’ammazzarla loro stessi, lì sul momento e con le loro mani… C’era forse un senso, una ragione in tutto questo? E se non c’era, perché accadeva? Ecco, pensava: io sto qui, e non so perché sto qui; loro gridano, e non sanno perché gridano. Le sembrava di capire, finalmente!, qualcosa della vita: un’energia insensata, una mostruosa malattia che scuote il mondo e la sostanza stessa di cui sono fatte le cose, come il mal caduco scuoteva il povero Biagio quando lo coglieva per strada. Anche la tanto celebrata intelligenza dell’uomo non era altro che un vedere e non vedere, un raccontarsi vane storie più fragili d’un sogno: la giustizia, la legge, Dio, l’Inferno… »

3.Valutazione


Come consideri l'opera?
Considero l’opera istruttiva e forte.

Argomenta la tua opinione

L’opera è istruttiva in quanto è un romanzo storico, con tanto di sfondo sociale e culturale tratto da fonti attendibili e reali; è forte nei contenuti, a volte molto dura, esplicita, impressionante. Una mescolanza di elementi molto efficace e che rimane impressa.

L'opera ti ha indotto a cambiare idea rispetto alla tematica principale?
Le tematiche principali sono il pregiudizio e l’ignoranza, a volte derivati dalla cultura in cui si cresce, a volte frutto delle nostre idee. Essi portano le persone a fare del male, ad eseguire compiti assurdi ed insensati. La tendenza dell’uomo di “aggregarsi” alla massa è sempre forte, in ogni epoca, in qualunque condizione economica e sociale, ed è presente tuttora, in un mondo evoluto ma sempre fermo al punto di partenza.

Dai un voto al testo da 1 a 10

Do un 9 al testo. La storia è molto interessante, i personaggi descritti a fondo, le parti storiche molto precise e il linguaggio lineare e comprensibile. Non è un 10 per le parti troppo prolisse sui personaggi ecclesiastici.

4.L'autore

Breve biografia
Sebastiano Vassalli nasce a Genova nel 1941 e si trasferisce in seguito a Novara. Ottiene a Milano una laurea in Lettere, grazie alla quale inizia la carriera di insegnante. Successivamente si dedica alla scrittura e alla letteratura, specializzandosi nel romanzo storico e scrivendo anche per alcuni giornali quali La Repubblica, La Stampa, Il Corriere della Sera. Vive tuttora nei pressi di Novara.

Altre opere
Il millennio che muore, L’arrivo della lozione, Abitare il vento, L’oro del mondo, Il cigno, Terre Selvagge e molti altri.

Ambiente storico e/o sociale per comprendere meglio l'opera
Vassalli si concentra su vari aspetti della società attuale (religione, politica, evoluzione dell’uomo, tecnologia…) e utilizza le proprie conoscenze storiche e le conoscenze derivate dalle fonti per sviluppare una storia che sia in parte dettata dalla fantasia ed effettuare un confronto con gli stessi aspetti della società del periodo di cui scrive. Più che l’epoca in cui Vassalli vive, è l’ambiente, la geografia, il paesaggio che lo circonda a stimolare la sua mente e a trasferirsi sulla carta per fare da cornice a delle opere praticamente impeccabili.

Hai bisogno di aiuto in Recensioni libri?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email