Mito 119085 punti

Chabod, Federico - L'idea di Nazione

AUTORE: Federico Chabod

TITOLO: L'Idea di Nazione

RIASSUNTO DETTAGLIATO CAPITOLO PER CAPITOLO:
- il senso di nazionalità inteso come principio del particolare nasce con il romanticismo che contrapone alla "ragione illuminista", la fantasia, non si parla più di assolutismo illuminato, ma ogni nazione è diversa dall'altra. i romantici sono contro le leggi cosmopolite ed universalizzanti, la nazione ascquista col romanticismo un senso di singolarità.

- Tuttavia già nel Medioevo esisteva l'idea di nazione (Ockham, Giovanni di Salisbury), ma aveva un'accezione differente: nazione era intesa come gens, ovvero aveva un significato etnico, altri scrittori come Dante o Machiavelli usano al posto del termine nazione nazione la parola provincia e nel caso di Dante la provincia è intesa come un Impero, mentre Machiavelli quando parla di provincia si interessa solo al lato politico. Con il Romanticismo nasce il principio di Nazionalità: ogni paese ha una sua anima che è l'individualità, ciò differenzia ogni nazione, che è caratterizzata da una propria lingua, cultura, usi e costumi.

- Nel Rinascimento il concetto di nazione obbedisce più all'aspetto naturalistico, o meglio obbediva ad uno stereotipo: a seconda delle zone in cui si abitava si avevano determinate caratteristiche fisiche e caratteriali, tale differenza era attribuita non solo ai territori in cui si abitava, ma anche all'influenze delle stelle. Nel secolo XVI Bodin ne "La Republique" (1576) parlerà di tre grandi zone:
1 Settentrione: dove il clima è freddo e gli abitanti hanno un ingegno torbido e lento
2 Mezzogiorno: dove il clima è molto caldo e l'ingegno sottile e smaliziato
3 Terre di mezzo: le terre europee dove gli abitanti son più felici ed equilibrano i due estremi detti sopra
Tale teoria di Bodin era condivisa sia da Machiavelli che da Piccolomini

- Si continua a credere al legame clima/terreno per tutto l'800, ma in questo periodo tale tematica è smorzata dall'attenzione per le tendenze morali, politiche, religiose, dai costumi e dalle usanze. La nazione comincia ad indentificarsi sempre più con l'"individualità spirituale".
La prima ideea di nazione risale al XVIII secolo, quando in Svizzera i patrioti svizzeri si ribellano alla Francia e al francesismo, cercando di richiamare l'attenzione sulle tradizioni elvetiche e sulle antiche libertà contro i corrotti e i prepotenti costumi esterni. Tale atteggiamento sarà ripreso da tutti i pensatori politici del Risorgimento (Mazzini, Gioberti), che come gli svizzeri vogliono salvaguardare l'idividualità nazionale. lo stesso francese Muratt nel 1725 contrapporrà i costumi dei francesi a quelli degli inglesi accusando i francesi di essere corrotti e di non essere un esempio da seguire ed esaltando al contrario l'esempio di integrità morale dato dagli inglesi, quando La Motte mette in scena un balletto nel 1697 creerà tre stereotipi di personaggi legati alla nazionalità:

1) francese = indiscreto e galante;
2) spagnolo = fedele;
3) italiano = geloso, fine e violento;
Gli stereotipi sono ripresi anche da De Foe (the trueborn Englishman), che rispetto a La Motte, cambia i caratteri dei personaggi: lo spagnolo ad esempio diventa l'orgoglioso; l'Italia è stereotipo di lussuria; la Germania di ubriachezza; la Francia diventa volubile e bugiarda. Rousseau esalterà invece la montagna come fonte di buoni costumi e buon carattere, da qui il mito dell'uomo di montagna e sopratutto dell'uomo delle Alpi, il montanaro è l'uomo puro dal carattere saldo, questo mito è simile a quello del "buon selvaggio", il mito del montanaro differisce dal montanaro di Bodin a cui attribuiva un ingegno torbido, per Rousseau la montagna ha un senso allegorico serve per criticare la società, poichè le montagne tengono l'uomo separato dalla civiltà e quindi libero.

- Diversamente dai patrioti svizzeri e tedeschi per quelli italiani la libertà è un bene da conquistare (non c'è un passato da esaltare, ma un'identità da acquisire).

- In Germania i giuristi pure si avvalgono della storia, poi in questo capitolo continua parlando di Herder e Hamann secondo cui ogni nazione è un "quid" isolato con una propria morale, usi e costumi. La visione delle nazioni nel 700 era aritmetica. le nazioni sono come pedine ed esistono pedine più grandi e pedine più piccole, alcune più importanti e altre meno importanti.

nell'ottica della Nazione non ci sono pedine, ma solo Patrie ecco perchè si parlerà di martirio per avere l'indipendenza come scrive Foscolo ne "I Sepolcri".

- Alfieri parla di un ideale politico di Nazione; Foscolo di una Santificazione della patria; Mazzini di un trapasso dal sentimento alla volontà

- Le nazioni sono considerate in due sensi:
* naturalistico = che porterà al razzismo e prevale da subito in Germania ove il ceppo germanico antico e puro, trasferisce l'appartenenza nazionale a caratteri esterni: razza e territorio. Si parla di razza e di linguaggio puro
* volontaristico = tipico degli italiani, la nazionalità è un desiderio, un diritto comune, la patria è una missione.
La differenza tra il concetto di nazione per la Germania e per l'Italia si fa sentire durante l'occupazione dell'Alsazia e della Lorena.

- In italia il principio di nazionalità si associa con altri due principi:
* LIBERTA' POLITICA, che si aspirà all'indipendenza e all'Unità, prima di essere uniti bisogna liberarsi dello straniero.
* PRINCIPIO EUROPEO, l'idea di nazione è indissolubile dall'idea di Europa "uomo:nazione = nazione:europa".

Registrati via email