tonys89 di tonys89
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Commento

John Condry espone una critica oggettiva della società di oggi, in parte influenzata da una “maestra” poco adatta, mostrando fortissime argomentazioni. Il testo comincia con una distinzione fondamentale, che è tra l’evoluzione biologica, lenta e selettiva, e l’evoluzione sociale, che è in ogni momento, se così si può dire, alimentata dalla scoperta e dall’invenzione. L’autore evidenzia in particolare che l’America di oggi è andata incontro ad una condizione di degrado, dettata dal traffico automobilistico, a cui consegue un degrado in termini culturali o nel gruppo dei cittadini. Può tutto questo essere colpa della televisione? Ciò che si riscontra è incontrovertibile, e cioè che la televisione ha assunto un ruolo centrale nella giornata di gran parte dei cittadini. È infatti vero che si è passati dai bambini di due secoli or sono, che cercavano di guadagnarsi un posto nella società, osservando e apprendendo l’attività paterna; ad una società dove invece i bambini trascorrono 1/3 delle complessive ore settimanali (40 su 112), incollati al monitor di una televisione.

I contenuti delle immagini che scorrono, sono via via andati dirigendosi verso campi più ampi e privi di limitazioni, ed è proprio questo fattore che, associato ad una prolungata assunzione di tali , ha effettivamente generato effetti negativi, come hanno dimostrato i dati statistici, che il 90% cioè di chi si trova in possesso di un apparecchio televisivo lo fissa abitualmente. L’impatto che la tv ha esercitato sui telespettatori, nel complessivo campo delle comunicazioni è risultato essere addirittura maggiore di quello che si è avuto con l’introduzione dell’automobile o, più in avanti, dei mezzi di trasporto più potenti ed innovativi. Ricordiamo inoltre che la stessa percentuale, con gli anni è stata da rapportare ad un complessivo sempre maggiore, e includiamo nel campo della televisione tutti i videogames, films (videocassette e DVD) e tv satellitare. Tutti questi fattori hanno evidentemente minato la tendenza alla lettura, al gioco, incentivando al contrario l’obesità. Il parere dell’ex capo della FFC è stato che la televisione fosse istruttiva. Ha tuttavia ragione solo in parte: sono stati per esempio trasmessi alcuni spot contro la droga. L’effetto di tali è stato ambiguo, anche se per la maggior parte. Infatti di una trasmissione in cui ci sono stati 149 messaggi riguardanti la droga, l’81,2% è risultato essere pro-droga, il 14,8% anti-droga, il 4% ambiguo.
Ad ogni modo, forse, l’influenza delle immagini televisive dipende dal modo in cui ciò che si vede viene recepito ed interpretato, quindi da chi viene recepito in relazione a chi dovrebbe essere destinato.

Conclusioni

Ho avuto modo di sperimentare in moltissimi contesti quanto la televisione possa essere dannosa, se non sfruttata come dovrebbe. È infatti vera l’opinione di Condry, quando dice che la colpa non è da far ricadere sui bambini o sulle scuole. Noi stiamo assistendo ad un problema, nato probabilmente dall’incapacità di correlare la televisione all’ambito istruttivo. A mio parere se la televisione fosse sfruttata nel modo giusto, potrebbe rivelarsi uno dei maggiori ed efficaci mezzi di educazione, pur non abolendo la televisione come ì momento di svago o distrazione, perché anche se così fosse, non vi sarebbe ragione alcuna per ritenerlo un errore. Concordo infine con la frase di chiusura: ciò che realmente serve è un intervento da parte di scuole e famiglie, in modo da ridurre l’influenza, o per lo meno quella negativa, che la televisione ha sugli utenti, siano essi bambini o adolescenti.

Tesi

La televisione non è maestra, ma una diseducatrice, un fattore di perdita di tempo e di inganno, che ha purtroppo schiavizzato la società moderna, in quanto non limitata e causa di effetti diretti su chi la guarda, indipendentemente dai contenuti.


Pro-tesi

L’articolo propone dati di fatto, dati statistici e quindi argomentazioni incontrovertibili. Per quanto mi riguarda concordo con John Condry, in quanto ritengo che la televisione sia ormai diventata tra i primi fattori che danneggiano la società.

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