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"Fausto e Anna" di Carlo Cassola

"Fausto e Anna" è un libro di Carlo Cassola. Innanzitutto comincio a dire che è un romanzo d’amore fra due giovani ragazzi. Questo amore prima tenero come un gioco, poi cresce diventando sempre più profondo, sofferto e difficile, fino ad arrivare alla separazione definitiva con cui l’autore ci vuole far capire il diverso destino a cui andranno incontro i due protagonisti del romanzo. Questo romanzo si ambienta tra Volterra e San Ginesio, nella provincia toscana prediletta da Cassola durante l’inizio della guerra partigiana, intorno al 1940-50. Il personaggio principale del racconto, secondo me, è Anna, perché Cassola dà più spessore alla figura femminile nella storia d’amore e quindi Anna riesce, pur nella sua elementare serenità coniugale, a non dimenticare Fausto. Fausto, però non è un personaggio meno riuscito e vivo: noi, lo conosciamo nell’ innaturalezza propria di un adolescente orgoglioso e felice. Ritornando ad Anna, lei sostiene questo ruolo, a differenza di Fausto, con la massima naturalezza e, con la sua chiara e delicata vita. Secondo me, la vera dote di Cassola è la semplicità, che è un elemento indivisibile nei suoi componenti, conseguito da ben pochi autori moderni. Cassola predilige la maremma toscana; e così quel triangolo che ha per vertici Siena, Volterra e Grosseto è divenuto per merito suo la terra magica della migliore letteratura nuova, che però non vengono molto sfruttati da Cassola nel romanzo. Cassola in questa storia d’amore riesce ad inserire anche un altro tema molto importante di quel tempo: la guerra partigiana. Questa guerra viene ben descritta e porta al ritrovamento di Anna da parte di Fausto. Cassola fu un grande amico del mio nonno materno Mino Maccari e con lui condivise molti pensieri.

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