Ominide 1864 punti

Scheda analisi testuale


Autore Cesare Pavese
Titolo La casa in collina (Prima che il gallo canti)
Editore Oscar Mondadori

1. Caratteristiche del testo

Genere Romanzo

Temi Tema della solitudine; tema dell’amore, affrontato con meno superficialità rispetto al Carcere; tema del paesaggio, che assume un significato totalmente diverso da quello di prigionia del Carcere: esso è infatti un rifugio, un quadro di ricordi, una figura amichevole per il protagonista; tema della famiglia e dell’importanza della compagnia, un conforto sicuro anche durante un periodo di crisi, sebbene Corrado non riesca a fuggire dalla sua tendenza all’isolamento, e trovi ugualmente confortante il ritorno alla sua villa; tema della cultura e della differenza sociale, che diversifica molto il modo di affrontare la guerra dei diversi personaggi; tema del ricordo e dell’infanzia; tema della guerra da un punto di vista “esterno”; tema della religione.

Stile Pavese utilizza lo stesso stile sobrio ed essenziale del Carcere, con un linguaggio elevato e leggermente antiquato. I periodi sono brevi, prevale ancora la coordinazione delle frasi e il frequente uso di punteggiatura. Lo stile, tuttavia, mi ha coinvolto molto di più rispetto al Carcere, forse perché legato ad un narratore interno, o forse per la differenza di temi trattati e di personaggi, in particolare per quanto riguarda il protagonista. Come Stefano, anche Corrado è distaccato, ma in lui è presente una crescita maggiore, è più dinamico.

Narratore Il narratore è interno. Il distacco iniziale del personaggio nei confronti della guerra, in questo modo, è meno avvertibile, ma comunque presente. I pensieri sono, a mio parere, ancora più approfonditi rispetto al Carcere, perciò la prima persona è una scelta efficace.

Ruoli dei personaggi e loro interazioni
Il protagonista è Corrado, un professore di scienze torinese, un uomo piuttosto neutro e riservato. Mantiene privata la sua visione politica, è piuttosto codardo, sebbene rimpianga sempre le sue azioni. Benché ami la compagnia, tende sempre all’isolamento, è in continua ricerca di solitudine. Cate è il passato amore di Corrado, da cui venne perlopiù usata. Per questo motivo, sebbene provi ancora qualche sentimento per lui, è fredda e distaccata nei suoi confronti, e soprattutto non gli rivela se Dino, suo figlio, sia suo o meno, poiché l’ha cresciuto da sola e ritiene di non doverglielo dire. Cate è una donna decisa, matura, sicura di sé, determinata. Dino assomiglia molto alla madre, in quanto è più determinato nel padre in alcune occasioni. Per esempio, parteciperà alla Resistenza. È un ragazzo intelligente e vivace, che ricorda molto l’infanzia di Corrado. Altri personaggi importanti sono Elvira, la donna che si occupa, insieme a sua madre, di Corrado e che cerca molte volte di dimostrargli il suo amore verso di lui, che tuttavia non è ricambiato; Egle e Giorgi; i partigiani delle Fontane; i colleghi di Corrado.

Ambiente (tempo e spazio) La vicenda si svolge nei pressi di Torino, durante la Seconda guerra mondiale. I luoghi aperti e chiusi sono presenti in modo equilibrato, ed entrambi hanno un significato importante in tutte le loro sfumature. I luoghi aperti hanno spesso un significato di conforto e pace, mentre quelli chiusi sono spesso luoghi di solitudine o riflessione.

Ambiente sociale L’ambiente sociale è perlopiù legato alla cultura. Infatti si nota molto la differenza con cui un professore come Corrado e i personaggi delle Fontane affrontano la guerra. Sicuramente ciò è legato al carattere dei singoli personaggi, ma la posizione sociale è un fattore determinante.

Sfondo storico Lo sfondo storico è quello della Seconda guerra mondiale, in particolare gli ultimi anni, in cui i cittadini decidevano se schierarsi dalla parte di nazisti e fascisti oppure fare parte della Resistenza. Si tratta, perciò, di un periodo molto difficile e critico della guerra, colmo di violenza.

Riassunto
Corrado, professore di scienze che vive in collina con due donne, Elvira e sua madre, sta vivendo con distacco lo sviluppo della guerra, finché non incontra in un’osteria un gruppo di persone semplici e di partigiani, tra cui si trova Cate, un suo amore passato, con suo figlio Dino, probabilmente figlio di Corrado stesso. Corrado trascorre i mesi di guerra con queste persone, conoscendo meglio Dino e una Cate matura e decisa, fino all’arrivo di alcuni soldati tedeschi, che portano via tutti coloro che si trovano nell’osteria, tranne Dino. Costretto a fuggire, Corrado si trasferisce nel collegio di Chieri, dove presto anche Dino lo raggiunge. Tuttavia Dino preferisce partecipare alla Resistenza e se ne va dal collegio. Anche Corrado deciderà di andarsene, ma non per diventare partigiano, semplicemente per tornare al suo paese di infanzia, presso la sua famiglia. Qui trascorrerà gli ultimi mesi di guerra, che, ci dice alla fine, per chi la vive non finisce mai per davvero.

2. Interpretazioni personali

Coerenza del titolo Buona, la casa in collina rappresenta una sorta di rifugio dalla guerra e dalle persone, per Corrado.

Suggerimento titolo alternativo Ogni caduto somiglia a chi resta

Punti importanti

•Trovare paragrafi particolarmente efficaci e indicarne la pagina
Pag. 148; pag. 189; pag. 232; pag. 256; pag. 278-279; pag. 280-281

•Citare un pensiero importante, un'immagine o altro
«Ci si sente umiliati perché si capisce – si tocca con gli occhi – che al posto del morto potremmo essere noi: non ci sarebbe differenza, e se viviamo lo dobbiamo al cadavere imbrattato. Per questo ogni guerra è una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione.»

Citazione
Pagina
256 Titolo Accumulare un’altra vita
«Non potevo tornare alla villa[…]altra vita.

3. Valutazione

Come consideri l'opera?
Considero l’opera istruttiva.

Argomenta la tua opinione
Nel vero senso della parola ci istruisce sullo sfondo di una situazione di guerra. Ci fa comprendere quali sensazioni si possono provare, quanto profonda può essere la crisi di un uomo in guerra. Inoltre, ci presenta vari punti di vista nei confronti della guerra stessa, non solo quello del protagonista.

L'opera ti ha indotto a cambiare idea rispetto alla tematica principale?
Molte volte ci troviamo di fronte a scelte di vita importanti, che non sempre siamo in grado di fare. Tuttavia, a mio parere, è meglio scegliere nettamente piuttosto che rimanere nel vago, scegliere di non partecipare, rifiutarsi di sbilanciarsi troppo. L’indecisione porta al rimpianto, la paura porta alla delusione e alla solitudine.

Dai un voto al testo da 1 a 10
9, perché mi è piaciuto molto il contenuto, e lo stile mi ha coinvolto più del Carcere.

4. L'autore

Breve biografia
Cesare Pavese nasce a Santo Stefano Belbo nel 1908, da cui si trasferisce in seguito a Torino. Pavese è un ragazzo molto solitario e chiuso, caratteristiche peggiorate dalla morte del padre. Questa riduce in uno stato di isolamento anche la madre, che non è un grande sostegno per Cesare, che tenderà spesso al suicidio. Studia al liceo classico Cavour a Torino, e poi al D’Azeglio. Successivamente si iscrive alla facoltà di Lettere. Nel 1931 perde la madre, con uno sfondo di problemi già presenti da tempo, specialmente di tipo economico. Da sempre antifascista, Cesare viene condannato al confino, così passa un anno a Brancaleone Calabro. Dopo la guerra, a causa di una delusione d’amore, tenta il suicidio. Il 27 agosto 1950 Cesare Pavese si toglie la vita, lasciandoci con una frase scritta: “Perdono a tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi”.

Altre opere

La bella estate, Dialoghi con Leucò, Tra donne sole, Il compagno, Il carcere, La luna e i falò, Il diavolo sulle colline, e molti altri.

Ambiente storico e/o sociale per comprendere meglio l'opera
L’autore ha vissuto sulla propria pelle l’esperienza della guerra vista dall’esterno, non da soldato, ma da cittadino, ed ha perciò potuto ricalcare le sensazioni ed i pensieri provati sul personaggio di Corrado. Egli, durante tutto il racconto, è tormentato da una sorta di crisi interiore, quasi un senso di colpa per essere sopravvissuto, per essere sfuggito a tanto male e per non aver partecipato attivamente alla guerra. In questo modo veniamo a sapere che vivere la guerra significa viverla per tutta la vita, anche dopo il suo termine ufficiale.

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