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La casa in collina

Autore:

Cesare Pavese


Narratore:

interno (io narrante)


Focalizzazione:

interna


Tempo:

anni della seconda guerra mondiale, verso la fine del conflitto


Ambientazione:

Torino e la sua periferia, in generale il Piemonte


Protagonisti/personaggi:


-Corrado: protagonista: professore a Torino vive nella villa di Elvira e della madre che si occupano di lui, ama girovagare per i boschi di notte.


-Abitanti e frequentatori della vecchia osteria:


Cate: amica d’nfanzia e vecchia amante del protagonista che viveva a Torino.
Fonso: ragazzo minorenne amico del protagonista.
La vecchia e il marito Gregorio: nonni di Cate e padroni (osti) del locale.
Dino: figlio di Cate, orfano.
Nando: amico del protagonista.
Tono.
Le ragazze (tra cui Giulia).


-Scuola


Fellini: bidello della scuola.
Lucini: insegnante di ginnastica, fascista che cerca di coinvolgere anche altri nel suo ideale.
Castelli: insegnante di francese, viene coinvolto da Lucini, inizialmente chiede aiuto al protagonista ma poi seguendo l’ideale fascista, viene sospeso e chiuso in prigione.


-Altri personaggi


Madre di Elvira: padrona della villa, che si occupa del protagonista, gli da da mangiare.
Elvira: figlia della padrona di casa.
Belbo: cane del protagonista.
Anna Maria: vecchia fidanzata del protagonista a cui aveva fatto proposte di matrimonio senza avere risposte.
Gallo: soldato molto amico del protagonista morto a causa di una bomba.
Egle: studentessa quindicenne protetta da Elvira, vicina di casa alla loro villa.
Giorgi: fratello di Egle, ufficiale-pilota, prima arruolato con i fascisti poi con i partigiani.
Padre Felice: prete del collegio di Chieri doveil protagonista si rifugia e lo aiuta a scappare all’arrivo dei tedeschi.
Rettore: rettore del collegio.
Otino: durante la notte in cui il protagonista sta tornando a casa, lo aiuta a trovare alloggio per dormire (in un fienile).
Madre Padre e Sorella del protagonista: più volte, inviandogli lettere, gli chiedono di tornare a casa, a Rocchetta, solo alla fine del racconto egli soddisferà la loro richiesta.

Storia:

Il libro descrive la seconda guerra mondiale mediante gli occhi di uno spettatore, il protagonista, italiano e cosa particolare, non ebreo; questo periodo di tempo infatti è stato descritto in molti libri autobiografici di persone che, a causa dei fascisti, hanno dovuto sopportare la deportazione nei campi di concentramento, in questo racconto invece l’autore, mediante i pensieri e le azioni di Corrado si propone di analizzare i sentimenti e comportamenti delle persone esterne a questo fenomeno, spettatori e allo stesso tempo probabili vittime della pura guerra e non delle persecuzioni raziali.

La narrazione inizia a guerra già iniziata e si conclude a guerra ancora in atto, comprendendo quindi solo una minima parte degli anni di guerra.
Il protagonista in molte parti del racconto descrive anche sprazzi della sua vita passata prima della guerra, sia periodi molto precedenti come la sua infanzia e giovinezza sia comportamenti e azioni generali e giornaliere che prima della guerra erano possibili e durante il periodo che sta passando no.
A causa della guerra il protagonista, che già dalla sua città natale si era trasferito a Torino, è costretto a trovare alloggio in campagna, per diminuire il pericolo di bombe e visite di fascisti; è ospitato da due donne, madre e figlia, che gli offrono una pensione completa, come fosse un parente. Corrado ama, con il cane Belbo, vagare per i boschi, sia durante la notte che durante il giorno; una sera, durante una sua scampagnata intravede un’osteria dove un gruppo di persone canta le tipiche canzoni di guerra a gran voce, avvicinandosi ed entrando nella taverna egli fa la conoscenza di molte persone molto amichevoli tra cui ritrova anche la vecchia fidanzata, Cate. I giorni si susseguono, Corrado diventa sempre più amico dei frequentatori dell’osteria e molte volte si trattiene con loro per ascoltare la radio, che ogni giorno elargisce i bollettini di guerra, e per intrattenere discorsi su questa che gli altri ascoltano volentieri sapendo che, essendo un professore, Corrado può analizzare la situazione meglio di loro. Dopo alcuni giorni, essendosi riavvicinato molto a Cate, Corrado scopre che Dino, un bambino che Cate aveva presentato come un semplice bambino di cui si occupa, è suo figlio, a questo punto il protagonista inizia ad insospettirsi pensando che il bambino possa essere anche suo figlio (non riuscirà mai a sapere la verità in merito).
La situazione sul piano militare si aggrava ogni giorno di più, a Torino arrivano bombe e flotte di tedeschi fascisti, le persone sono sempre più disperate, molte non hanno più una casa e patiscono la fame, tra la gente si delineano anche i contrasti tra persone favorevoli alla guerra e quindi ai fascisti, e le altre totalmente contrarie, a tal punto che in molti bar, appena i frequentatori vedono entrare uno sconosciuto, fanno calare il silenzio sulle conversazioni che stavano discutendo.
In molte parti della narrazione viene sottolineata la costernazione, l’incertezza e la confusione della gente, che non riesce mai a capire ciò che sta accadendo, alcune volte addirittura si pensa che si sia fatta pace, mentre invece la guerra sta peggiorando, non si capisce se i padroni siano i tedeschi o gli italiani, e tutti si chiedono quanto ancora dovrà durare la devastazione, tutto è incerto, niente è sicuro e tutti cercano di isolarsi e pensare a se stessi.
Un giorno all’osteria arrivano dei fascisti che portano via Cate e gli altri frequentatori tranne Nando che riesce a nacondersi per aspettare che Dino torni dalla passeggiata e dargli la brutta nottizia; nei giorni seguenti i fascisti si recano anche a casa di Elvira cercando Corrado che fortunatamente non è in casa, per scappare così, il protagonista si nasconde in un collegio lontano dove per il momento non si sono presentati i fascisti e poi lo raggiunge anche Dino. La guerra continua, e quando i tedeschi arrivano per ispezionare il collegio, padre Felice aiuta Corrado a fuggire, egli quindi, avendo ricevuto una lettera dalla madre che gli chiede di tornare a casa, decide di accontentarla e quindi tornare nella sua città natale; per arrivarci però, non volendo prendere il treno per timore di incontrare fascisti, Corrado è costretto ad attraversare le campagne, le colline, rifugiandosi in alloggi di fortuna, patendo il freddo e, arrivato in un piccolo paesino, assistere ad un attacco da parte dei partigiani, contro un convoglio di fascisti, uccidendoli tutti.
Arrivato finalmente a casa dalla famiglia, e avendo inoltre scoperto che Dino manca dal colleggio da molti mesi senza venire a conoscenza del perché, nell’ultimo capitolo il protagonista narra la sua vita ritrovata: anche se la guerra continua, lui dice, rispetto alla vita a Torino, lì ritrova una vita molto più tranquilla e spensierata, dovendo comunque molte volte alzarsi di notte per la paura di attacchi improvvisi e avendo sempre il pensiero terribile e costante dei caduti, sia soldati che civili, l’idea che al loro posto ci poteva essere lui stesso.

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