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Il silenzio dell'onda

Gianrico Carofiglio, politico, magistrato e scrittore italiano, nasce a Bari nel 1961. Ha pubblicato diversi romanzi tradotti in ventiquattro lingue, tra i quali: “Il passato è una terra straniera”, “Cacciatori nelle tenebre”, “La manomissione delle parole” e ultimamente “Il silenzio dell’onda”.
Quest’ultimo romanzo, ambientato nella capitale italiana, narra la storia di tre vite, destinate ad incontrarsi e a cambiare per sempre. Il poliziotto Roberto, il protagonista, nato in California, in cui insieme al padre aveva imparato a surfare e a “cavalcare le onde”, a sfidarle e a non temerle mai, si trasferisce a Roma, città natale della madre. Vittima di un passato doloroso, in cui ha perso l’amore e il figlio, tenta il suicidio ed inizia un lungo percorso di riabilitazione tra settimane scandite dagli incontri con lo psicologo che come disse la madre di Roberto lo “aiuterà ad attraversare il fuoco e a sopravvivere” e ai casuali incontri con una donna: Emma. Anche lei, uno dei personaggi chiave del romanzo, è vittima di un passato che la costringe a vivere nel rimorso. Si era sposata con un uomo che forse non amava abbastanza, che ha tradito e che in seguito è morto in un incidente stradale; ma il rimorso è essenzialmente dato dal fatto di aver diviso il marito dal figlio: Giacomo, un bambino di nove anni catapultato dalle circostanze nel mondo degli adulti. Una sua amica infatti, Ginevra, era vittima di un gruppo di ragazzi che la maltrattavano e che spesso abusavano del suo corpo. La situazione si risolve grazie all’aiuto di Roberto, che riscopre quanto amasse fare il poliziotto.

Questi tre personaggi sono dunque vittime di un passato che spesso torna a farsi sentire; in conclusione capiscono che “Non bisogna lasciarsi intrappolare dai pensieri o dai ricordi. Quando arrivano bisogna osservarli con distacco e lasciarli scivolare via”.
Il romanzo termina con la suggestiva immagine dei tre sulla spiaggia, dopo molto tempo sereni. Roberto decide di riprovare a surfare incurante delle derisioni di un gruppo di giovani che si trovavano in quel posto, riesce a cavalcare l’onda e chiude il romanzo con una frase significativa: “Un conto è aspettare l'onda, un conto è alzarsi sulla tavola quando arriva."
L’onda è un elemento chiave del romanzo e viene intesa in diversi modi: può essere l’onda vera che Roberto cavalcava quando da ragazzo faceva surf, o il simbolo della sua adolescenza, oppure una metafora dei problemi che utilizza lo psicologo, affermando che quando si è in un periodo difficile è come se ci si trovasse sotto un’onda e bisogna riuscire a capire che ad un certo punto l’onda passerà e che si potrà tornare a galla.
Carofiglio riesce a descrivere i personaggi e la storia in modo realistico e approfondito, l’intreccio è perfetto, caratterizzato da flashback e sogni che raccontano le vite e le speranze di Roberto, Giacomo ed Emma. Sono tutti intenti ad uscire dal buio in cui fino a quel momento hanno vissuto; e l’unico modo per farlo è avere il coraggio di alzarsi sulla tavola, affrontare l’onda ed essere consapevoli di se stessi.

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