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Candido di Voltaire

Voltaire, autore del romanzo “Candido o l’ottimismo”, fu un famoso esponente del movimento intellettuale dell’Illuminismo, che caratterizzò un importante periodo storico e che fu alla base delle seguenti rivoluzioni.
Questo romanzo maschera dietro una storia avventurosa e stravagante un saggio filosofico che espone le critiche dell’autore riguardo alla condizione politico-sociale dell’epoca. La storia presenta comunque tutte le caratteristiche di un vero e proprio romanzo d’avventura, testimoniate dal frenetico susseguirsi di situazioni travagliate, che a volte sconfinano nell’esagerazione e nel paradosso.
L’autore, innanzi tutto, comunica il suo rifiuto per l’ottimismo, poiché tutto ciò che succede ha una motivazione e uno scopo; l’ottimismo può anche portare al non impegnarsi in alcun modo per migliorare la condizione della società. Queste idee, nel libro, sono espresse da un personaggio, un professore di filosofia di nome Pangloss, che cerca presuntuosamente di capire il mistero della vita, domandandosi in ogni circostanza “Quale può essere la ragione sufficiente di questo fenomeno?”. Egli ragiona soltanto sulla base di ciò che conosce e di ciò che ha studiato. Anche quando si rende conto di tutte le sventure che ha vissuto e che l’uomo può vivere, rimane sempre delle sue opinioni di filosofo.
Un altro personaggio, che però incarna idee opposte a quelle di Pangloss, è il dottor Pococurante. Costui vede il ciò che lo circonda con eccessivo pessimismo e senso critico: la quasi totalità delle cose è sgradevole o sbagliata, e quindi da criticare. Egli è mostrato come l’esagerazione degli ideali dell’autore.
Voltaire, inoltre, critica la nobiltà, ancora al potere nel ’700, che vieta di far sposare uno della propria classe sociale con uno non appartenente alla stessa (“…un buon e onesto gentiluomo del vicinato, che la damigella non volle mai sposare dato che non aveva potuto dimostrare che settantun quarti.” / “«Voi avreste l’impudenza di sposare mia sorella che ha settantadue quarti! […] un progetto così temerario!»”).
E’ presente la critica al potere, al potere in generale: colonialismo, soprusi sulle classi meno abbienti, razzismo ecc. Vi sono scene in cui prigionieri di guerra diventano schiavi di signori potenti o proprietari terrieri, schiavi maltrattati e ridotti in condizioni di estrema povertà (“«Così usa. Ci danno un paio di braghe di tela come abbigliamento due volte l’anno. Quando lavoriamo negli zuccherifici, e la macina ci afferra un dito, ci tagliano la mano; quando tentiamo di fuggire ci tagliano una gamba […] E’ a questo prezzo che mangiate zucchero in Europa.»”).
Anche la guerra è un difetto che ha sempre caratterizzato l’umanità: in molte scene sono descritte guerre, battaglie e l’uso delle armi come unica risoluzione delle controversie e dei problemi tra genti. Sono descritti autodafé, riti dove venivano cremati degli eretici per scongiurare la rovina totale. La narrazione presenta con tono ironico episodi di scontri armati e di morte (“Nulla era così bello, agile, splendente, ordinato come i due eserciti.”), definendo una scena un “eroico macello” e i combattenti ”eroi”. Martino, erudito che accompagna Candido nei suoi viaggi, pensa che la causa di tutti i fatti negativi sia il diavolo, che entra nei corpi delle persone e che si manifesta con l’odio e la violenza. Egli quindi afferma che ci sarà del buono, “ma io non lo vedo”, analizzando ciò che era accaduto e che stavano vivendo. Martino è l’alter ego del professor Pangloss, apparendo un po’ pessimista dalle affermazioni, ma forse anche realista.
Altre critiche sono rivolte alla religione, poiché in suo nome si commettono atrocità: genti perseguite perché di culto diverso (persecuzioni di gesuiti, sociniani…), preti e frati che non rispettano i precetti della religione (“Un frate francescano, che era mio confessore, mi sedusse facilmente.”).
Contrapposto al mondo in cui vivono Candido egli altri personaggi del libro, c’è il paese di Eldorado, luogo dove tutti si rispettano, sono generosi, ospitali e dove i buoni sentimenti e il bene in generale prevalgono. E’ un luogo così speciale e quasi inverosimile del quale Candido e Martino restano meravigliati, dopo aver visto in Europa tutto quel dolore e quelle situazioni disastrose. Essi però devono poi lasciare il paese per proseguire la strada alla ricerca di Cunegonda, la giovane amata da Candido, per la quale egli sta compiendo un lungo e movimentato viaggio. Durante questo vengono ingannati e derubati varie volte. Le scene che si alternano sono accomunate da personaggi o da vicende che rimarcano la struttura della storia. Dopo aver ritrova personaggi a lui cari e infine Cunegonda, il giovane si costruisce finalmente una nuova e serena vita con i compagni.

Riassunto in 20 righe
Candido vive nel castello di Vestfalia del Barone. Segue con interesse le lezioni del filosofo Pangloss, ed è innamorato della figlia del Barone Cunigonda. Un giorno però vengono sorpresi insieme ad amoreggiare e Candido viene immediatamente cacciato dal castello. A questo punto triste e rassegnato si incammina senza meta finchè giunge in una città dove viene notato e fatto arruolare. Mentre lo stavano punendo a fustigate viene salvato dal re di Prussia, e anche qui fugge per raggiungere l’Olanda. In seguito incontrerà l’amico Pangloss che gli spiega che il castello è stato assediato e che sono morti tutti. Ma Candido non si arrende all’idea che la sua amata sia morta e decide così di cercarla, i due si incamminano così verso Lisbona. Qui però per uno strano destino Candido viene fustigato e Pangloss impiccato. Il giovane protagonista viene però salvato da una vecchia, portato in seguito in un’altra casa incontrerà proprio Cunegonda che racconta tutto quello che ha dovuto passare. In seguito a spiacevoli sviluppi Candido, la vecchia e Cunegonda devono partire nuovamente. Giungono a Buenos Aires dove il governatore si innamora di Cunegonda che si convince a lasciare Candido. Il ragazzo fugge con Cacambò e incontrano il figlio del Barone che alla notizia che Candido vuole sposare la sorella sguaina la spada ma viene ucciso dallo stesso. Dopo essere catturati e rilasciati da una tribù di orecchioni che volevano mangiarli, si dirigono verso una colonia francese e in seguito raggiungono la mitica Eldorado. Qui trovano un vero e proprio paradiso terrestre: il posto pullula di ricchezze ma gli abitanti non ne tengono conto secondo il loro stile di vita. Ma Candido vuole la sua amata Cunegonda e così ripartono carichi di ricchezze. Decidono in seguito di dividersi Cacambò andrà nella città Argentina a riscattare Cunegonda e Candido li aspetterà a Venezia, prendendo con se Martino con cui potrà discutere. Poi Candido si ammalerà, arriverà a Venezia ma Cacambò lo troverà solo in seguito. In questo modo inizia a dubitare della veridicità della tesi di Pangloss, durante i seguenti viaggi si ricongiungerà con Pangloss, il Barone, Cunegonda, ,la vecchia, Martino e Pasquetta. Nel finale li vediamo tutti insieme in una fattoria, capiscono finalmente che l’unica cosa che può dare la felicità all’uomo è il lavoro.

Riassunto in 5 righe
Il protagonista è Candido. Inizialmente abita nel castello di Vestfalia, segue gli insegnamenti del filosofo Pangloss ed è innamorato della figlia del barone, Cunegonda. Un giorno, però, viene scoperto mentre si bacia con la baronessina e subito cacciato dal castello che presto verrà assediato dai Bulgari. Il racconto narra il continuo peregrinare di Candido. Durante il viaggio perderà e ritroverà parecchie persone e molte vicende si intrecceranno. Nel suo cammino incontrerà anche Martino e Cacambò che lo aiuteranno nella ricerca dell’amata Cunegonda che alla fine riuscirà a sposare.

•Struttura
Si susseguono avvenimenti sempre più complesse e trame sempre più intrecciate che porteranno alla conclusione del racconto. La narrazione ha un significato morale-filosofico. La storia è inverosimile e l’autore illustra alcune note storiche solo per chiarire gli avvenimenti che si susseguono veloci.

•Colpi di scena
I colpi di scena sono molteplici, infatti il racconto è caratterizzato proprio dalla perdita e dal ritrovamento di persone già conosciute. Come vediamo per esempio con il filosofo e il Barone, che si credevano morti.

•Personaggi
Candido
È intelligente e dai costumi aristocratici. Vive alla corte del Barone di Thunder-ten-tronckh. Innamorato della figlia dello stesso barone, fu questa la causa della sua partenza. Si arruolerà in un esercito, vagherà per il Mondo alla ricerca della sua amata e continuerà a viaggiare con il suo ottimismo. Alla fine sposerà Cunigonda, ritroverà tutti i suoi amici e rimarrà ottimista pur capendo che il proprio destino bisogna costruirselo con il lavoro.
Pangloss
È il precettore del castello. Sostiene che il mondo in cui vivono è il miglior mondo possibile. Rimane sempre convinto delle sue idee nonostante le numerose sventure.
Cunegonda
Figlia del barone, è la ragazza di cui si innamora Candido e parecchi altri uomini. Dopo la partenza di Candido viene violentata da un soldato, presa come schiava dal capitano, salvata da Candido, ma decide di concedersi al governatore di Buenos Aires e diventa in seguito schiava di un principe turco. Quando infine Candido la ritrova è diventata brutta ma il ragazzo non si tira indietro e tiene fede alla promessa.
Il figlio del Barone
Già dalla tenera età si capisce che sarà perfettamente in grado di ricevere l’eredità del padre. Diventa un Gesuita, dopo il colpo inferitogli da Candido viene mandato a Roma, accusato viene costretto a remare in una galea in cui incontrerà di nuovo Candido che lo libererà. Non intende far sposare la sorella con Candido e non cambierà idea nonostante tutto.
La vecchia
Serva di Cunegonda. Ha una storia travagliata. Costretta anch’ella a viaggiare molto è diventata intelligente e furba, infatti sa consigliare la sua padrona.
Cacambò
È il servo che aiuta Candido. Sa parlare molte lingue nonostante il suo ceto sociale. Si dimostra furbo e molto fedele, per esempio quando gli vengono affidate molte ricchezze per riscattare Cunegonda, compie il suo dovere senza pensare al proprio interesse.
Martino
Uomo molto sfortunato e per questo motivo viene scelto da Candido come compagno di viaggio. Molto intelligente e affezionato all’amico gli starà vicino quando si ammalerà.

•Monologo\dialogo
Ci sono molti dialoghi tra i personaggi e pochi commenti dell’autore.

•Linguaggio
Non ci sono molte parole difficili e spesso ci sono note dell’autore che spiegano meglio fatti, dati storici e geografici. Non viene fatto uso di figure retoriche.

•Tempi\luoghi
La vicenda si svolge nel 1700, dura circa un anno e mezzo. Ci sono parecchi riferimenti storici come il tribunale dell’Inquisizione, la popolazione degli Incas, la lotta tra Prussiani e Francesi o la realtà geografica descritta.
I luoghi descritti comprendono Vestfalia, Olanda, Portogallo, Paraguay, Eldorado, Francia, Inghilterra, Venezia e Costantinopoli.

•Comicità
La comicità è data proprio dall’inverosimiglianza dei fatti narrati. Fa capire che molto spesso le persone comuni capiscono meglio com’è la vita ed hanno una mentalità più aperta, questo rende il libro quasi comico. Le vicende, infatti, sono esagerate anche se tutto è ponderato a far capire l’ostinazione di Candido nel credere nelle sue idee ottimistiche.

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