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Commento del libro Marcovaldo, di Italo Calvino

Questo libro è suddiviso in piccoli episodi che narrano le avventure vissute dal protagonista Marcovaldo.
L’avventura che mi è piaciuta di più è stata Funghi in città.
In questo episodio Marcovaldo aspetta che piova per poter raccogliere i funghi nelle aiuole del parco. Una notte, finalmente, piovve e Marcovaldo non stava più nella pelle per la voglia di raccogliere quei funghi.
La mattina dopo Marcovaldo uscì e trovò anche un suo vicino che stava già raccogliendo i funghi, così ne raccolse un po’ e a pranzo li mangiò con la sua famiglia.
Poi lui e la sua famiglia stettero male e si svegliarono tutti all’ospedale dopo una lavanda gastrica e c’erano anche i suoi vicini: a quel punto Marcovaldo capì che quei funghi erano velenosi.
Molte vicende di Marcovaldo sono ambientate nella natura, come ad esempio L’aria buona, Il bosco sull’autostrada, Un sabato di sole, sabbia e sonno.

L’episodio Funghi in città spiega il significato della natura per Marcovaldo: lui vive in città e non si rende conto che ci sono dei funghi commestibili e altri non commestibili.
Marcovaldo vive la natura come se fosse una nuova avventura: abituato alla vita di città non comprende che quella ha dei tempi e delle regole ben precise, come quando impaziente aspetta che i funghi crescano e non sa che occorrono alcune condizioni perché ciò avvenga.

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