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Pearl S. Buck - La buona terra

Il contadino Wang Lung vive in un piccolo e povero paese nel nord della Cina con suo padre, dove la tradizione è legge.
Per Wang Lung è ormai giunto il tempo di sposarsi, ma non con la donna che vuole lui, bensì con quella designata dal padre. Lei si chiama O-Lan, è una serva che lavora fin da bambina nella casa della famiglia più ricca del villaggio, gli Hwang. La moglie lavora al suo fianco, inoltre gli da tre figli maschi e due femmine, quattro sono sani mentre una delle figlie è sorda.
Dopo un breve viaggio al Sud per cercare fortuna, la famiglia torna in patria, spinta dalla nostalgia dei propri terreni. Al ritorno la situazione economica è cambiata: la famiglia Hwang è in decadenza, e Wang Lung coglie l'occasione per comprare nuovi terreni. Il lavoro così aumenta ma, dopo un periodo d'instabilità, gli Wang cominciano a guadagnare abbastanza per permettersi altre terre. La fame tormenta intanto tutto il villaggio, e Wang Lung decide di aiutare il suo vicino Cing assumendolo come bracciante. Deve sopportare lo zio, capo di una banda di briganti, che si stabilisce a casa sua.

L'ascesa economica della famiglia è da questo momento veloce: le terre degli Hwang sono comprate tutte, i figli possono andare a scuola, sono assunti altri contadini. Wang Lung decide di andare alla nuova casa del thé, un luogo dove pensava che non si facesse nient'altro che bere, mangiare e giocare d'azzardo. Ma quando scopre che al piano superiore risiedono delle prostitute, incomincia a frequentare assiduamente il locale, soprattutto per Loto, la sua favorita. Decide dopo qualche mese di comprarla e usa come contrattatrice Cucù, che era serva degli Hwang prima di lavorare alla casa del thé e che ora vuole stabilirsi nella casa di Wang Lung insieme a Loto.
Dopo qualche anno muore O-Lan, e poche settimane dopo anche il padre. Vengono sepolti vicini, su una collina.
A questo punto l'ormai ex-contadino decide di comprare la casa che era stata degli Hwang. Riesce a lasciare lo zio e la zia nella vecchia casa facendo fumare loro oppio. Essi moriranno nelle loro camere uccisi dal fumo. Deve portare con sé Loto, anche se non la desidera più, essendo ormai grassa e capricciosa. Nemmeno nella grande casa però la sventura lo abbandona: arriva suo cugino con una schiera di soldati che vogliono ospitalità e sporcano tutto il giardino, fino alla loro partenza.
Wang Lung conosce Fior di Pero, una schiava adolescente, verso la quale prova un amore di padre, più che di amante. Ormai però egli è in punto di morte, e decide di morire nella sua vecchia casa. Purtroppo ha continue perdite di memoria, ma alla fine, in un momento di lucidità, sente i figli che parlano di vendere la terra e li ammonisce, dicendo loro una frase che riassume uno dei temi del romanzo: l'attaccamento alla terra. Infatti, egli dice che dalla terra sono venuti e alla terra ritorneranno, e che essa è tutto e non può essere rubata.
Il romanzo riflette sulla condizione sociale del contadino cinese, sulle tradizioni e anche sulla condizione delle donne, che dovevano solo fare figli, lavorare e ubbidire ai mariti.

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