Il birrario di Preston di Andea Camilleri


Ancora un’opera lirica di scarso valore e mal recitata, e anche in questo caso una descrizione dello spettacolo che rivela scarso coinvolgimento dello spettatore e ironia dello sguardo. Proprio come in Teatro di Carlo Emilio Gadda.
Un altro elemento che accomuna il racconto di Gadda e i passi del romanzo di Camilleri dedicati alla messa in scena de Il birraio di Preston è l’invenzione linguistica che caratterizza entrambi gli scrittori.
Andrea Camilleri ha infatti inventato un particolare impasto di italiano e di dialetto siciliano, una lingua espressiva e colorita, che ben si presta al sarcasmo e alla parodia, ma che sa anche mescolare quando necessario la comicità con la commozione e la partecipazione per le vicende umane dei personaggi.
Il romanzo di Camilleri prende spunto da un fatto realmente accaduto: la rappresentazione dell’opera lirica di Luigi Ricci Il birraio di Preston, che nell’Ottocento fu imposta dal prefetto di Caltanissetta tra le proteste della popolazione locale.
La vicenda viene ambientata da Camilleri a Vigàta, scenario di tutte le opere dell’autore siciliano. Siamo nel 1874. gli abitanti della cittadina, buoni intenditori e amanti del bel canto, sono decisi a boicottare l’oltraggio costituito dal Birraio e partecipano in massa alla rappresentazione muniti di un piano preciso, che proprio in queste pagine comincia a manifestarsi.
Le parti dedicate a quanto sta avvenendo in teatro si alternano con quelle in cui vengono seguiti gli avvenimenti che precedono e accompagnano la tormentata rappresentazione e che, come è nelle abitudini di Camilleri, si tingono di giallo.
Andrea Camilleri regista e sceneggiatore, ha raggiunto popolarità con la serie di romanzi e racconti di ambientazione siciliana che hanno come protagonista il commissario Montalbano. L’esperienza teatrale e televisiva di Camilleri si traduce anche in una grande efficacia dei dialoghi e nell’abilità dell’intreccio.
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