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Bagheria

Autore: Dacia Maraini


Tipologia: biografia


Narratore: interno (onnisciente)


Focalizzazione: esterna


Epoca: fine della seconda guerra mondiale ( dal 1947 in poi)


Ambientazione: Giappone, Sicilia (Bagheria e altri paesi), Firenze.


Personaggi:



    - Dacia Maraini: protagonista e narratrice della sua storia di vita.
    Signor Fosco Maraini: padre Fiorentino e madre inglese, padre di Dacia, inizialmente molto vicino a Dacia e le altre figlie, le ha poi lasciate sole con la madre e sommerse dai debiti.
    - Signora Topazia Alliata: madre di Dacia, molto affezionata alle sue figlie, brava madre.
    - Yuki (Yukiko): sorella minore di Dacia.
    - Toni (Antonella): sorella minore di Dacia.
    Nonno Enrico Alliata: nonno di Dacia, padre di Topazia, uomo molto gentile e simpatico, era molto legato alla nipote e, a livello caratteriale, le assomigliava molto, curioso e sognatore.
    Nonna Sonia: madre di Topazia, da giovane voleva diventare una cantante lirica, ma il padre e il matrimonio glielo avevano impedito, non sopportava né Dacia né sua madre nè le altre sue figlie, dopo la morte di suo marito, le costringe ad allontanarsi dalla sua casa dove erano state ospitate.
    Orietta Alliata: zia siciliana di Dacia.
    Saretta Alliata: zia siciliana di Dacia, viveva nella villa Valguarnera, morta durante l’adolescenza di Dacia, che vedeva di malocchio e che pensava di dover allontanare dalla famiglia.
    Zia Felicita: zia siciliana di Dacia, autrice di un libro storico che viene molte volte citato da Dacia nel romanzo per descrivere i suoi avi, le loro abitazioni e usi e il territorio di Bagheria).
    Innocenza: portinaia della villa Valguarnera di Saretta, molto gentile con Dacia, aveva contatti con la mafia, i suoi fratelli erano soliti regolare i conti con la violenza.
    Bice Pasqualino: amica dall’infanzia di Dacia.
    Girgenti: scrittore di storia a cui Dacia fa varie volte riferimento per descrivere la storia e il paesaggio siciliano.
    Antonio Maraini: nonno di Dacia, scultore fiorentino.
    Yoi: inglese, nonna di Dacia.

Trama:


La scrittrice presenta la sua vita dopo il suo ritorno in Italia dopo la liberazione dai campi di concentramento del Giappone. Dacia e la sua famiglia tornano in Italia accompagnati dai marines, di cui la protagonista ricorda il loro affetto, talvolta troppo intenso, verso di lei, perché da bambina ricordava loro le figlie lasciate a casa per combattere.
Arrivati in Sicilia vengono portati in un’antica villa dove vengono ospitati i nonni di Dacia; durante il viaggio per arrivare alla villa, Dacia osserva il paesaggio circostante, dove la bellezza del mare e dei campi si alterna agli edifici instabili colpiti dalla guerra. Durante il soggiorno alla villa la protagonista si riconosce ancora non del tutto lontana dalla sua vita nei campi di concentramento e continua per molto tempo a trattenere le abitudini che in Giappone aveva sviluppato per bisogno e necessità, come conservare il pane avanzato, lo zucchero e il marzapane in luoghi sicuri dove solo lei avrebbe potuto ritrovarli in caso di bisogno, creandosi una minima scorta alimentare, come giocare con i sassi in assenza di giocattoli o come passare la notte a guardare il cielo, con il terrore di poter vedere i fuochi delle bombe e tenersi pronti a fuggire, la bambina non riesce a fuggire dalle sue esperienze passate.

La vita in Sicilia inizialmente appare difficile, anche se certo non come quella nei campi di concentramento, ma per altri motivi: i cinema chiusi alle donne, preti troppo espansivi, cucire vestiti nuovi dai vecchi per non spendere soldi, la morte del nonno, una nonna che non riesce a sopportare la presenza della figlia e delle nipoti, un padre, molto amato da Dacia, che fugge dai debiti e dalle responsabilità della famiglia. Dacia, ancora bambina, si dimostra sempre molto curiosa e attenta alle piccole cose, tutto ciò che osserva o prova lo confronta con le precedenti esperienze nel campo di concentramento, cerca spiegazioni di ogni minimo fenomeno, uno in particolare la appassiona, i bachi da seta, a cui però associa una violenza sessuale subita all’età di dieci anni da un amico di famiglia che, descrive Dacia, come uno dei marines anni prima, aveva approfittato di un momento di solitudine con la bambina. Questa sua esperienza porta la protagonista, successivamente, ad analizzare, studiare e confrontare esperienze sulla violenza femminile nell’ambito della molestia sessuale, scoprendo la sua vasta diffusione.
La curiosità di Dacia si incentra soprattutto su Bagheria, sulle vecchie foto dove trovava un paesaggio molto diverso, con meno case e più spazi verdi, cambiamento causato da incompetenti e corrotti funzionari pubblici legati al guadagno e non alla propria terra; Dacia studiava Bagheria anche dal punto di vista culturale, il cibo, le feste, le usanze e la parte più negativa, la mafia, descrittale da Innocenza, un’anziana portinaia della villa della zia Saretta. Analizzando e facendosi partecipe della storia di Bagheria e del suo territorio, incentra le sue indagini sulla villa di famiglia, villa Valguarnera, e sulle persone che l’anno abitata, dalle più lontane, scoprendo che quella era la villa della famiglia di Marianna Ucrìa (personaggio che Dacia descrive in un’altro suo romanzo), alle più recenti ovvero la sua famiglia e, in quegli ultimi tempi, esclusivamente sua zia Saretta; per descrivere una casa la cosa migliore è vederla con i propri occhi, per questo Dacia, da adulta, torna con Bice a rivedere la casa dove aveva vissuto da piccola e ne era stata allontanata dalla nonna, riconoscendone i particolari che riportano alla mente molti ricordi passati. Da ragazza e successivamente adulta, Dacia però denuncia di voler allontanare la Sicilia, di ripudiare i suoi parenti per eliminare il dolore che questo mondo le aveva causato, riconoscendosi figlia di suo padre e avvicinandosi a quella parte della famiglia, e non considerando l’altra parte, quella da cui sua madre stessa decise di scappare e seguire il marito a Fiesole; pur esprimendo questo desiderio di allontanamento, Dacia comunque esprime un intenso interessamento verso la Sicilia e le persone della sua famiglia che la hanno abitata.

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